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Lo sai che? Cos’è la diseredazione. Informazioni utili

Lo sai che? Pubblicato il 24 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 gennaio 2018

Con la morte, tutti i beni che appartengono ad una persona vengono trasferiti ai suoi familiari, ma cosa succede se si decide di escludere qualcuno dall’eredità?

 La successione

Con l’evento morte i diritti patrimoniali, ad esclusione di quelli strettamente legati alla persona, si trasmettono, a vario titolo, ad altri soggetti. Il termine successione indica il fenomeno per il quale un soggetto subentra ad un altro nella titolarità di uno o più rapporti giuridici, sia attivi che passivi. La successione, pertanto, non avviene attraverso un atto negoziale ma in seguito alla morte del titolare di tali rapporti.

La successione “a causa morte”, ossia mortis causa, si concretizza tra un autore, detto anche de cuius, colui della cui eredità si tratta, e il successore, che può assumere la funzione di erede o legatario, il quale attua una sorta di continuazione nei rapporti giuridici esistenti. Il fondamento dell’istituto della successione si evidenzia in esigenze di natura economica, volte ad evitare che un patrimonio resti privo di un titolare, ed esigenze di carattere sociale e familiare, volte ad evitare contrasti e turbamenti sociali e a garantire una serena prosecuzione dei rapporti obbligatori.

Nello stesso modo in cui si attribuisce la propria eredità a qualcuno, nominandolo appunto “erede”, si può procedere all’operazione inversa, con la diseredazione, che consiste in una disposizione testamentaria che esclude per sempre un futuro erede dalla successione. Di seguito alcune domande, con relative risposte sintetiche, che possono offrire una panoramica e spiegare cos’è la diseredazione, insieme ad informazioni utili.

 Un genitore può diseredare un figlio?

Non è possibile. Per le norme successorie italiane ai parenti prossimi deve essere garantita la quota di legittima [1], ossia una quota inviolabile del patrimonio che non può essere trasferita a nessun altro. Si tratta di una forma di tutela che viene riservata ai figli e al coniuge. Pertanto, un figlio diseredato potrà impugnare il testamento per ottenere la percentuale di cui ha diritto per legge.

 Quali sono i motivi che portano alla diseredazione?

La diseredazione di un soggetto può scaturire automaticamente per legge in caso di indegnità, cioè in presenza di circostanze gravissime, come, ad esempio

– se l’erede commette gravi reati contro la persona della cui successione si tratta

– manomette o cerca di contraffare il testamento o, con l’utilizzo di inganni e raggiri, cerca di modificare le disposizioni testamentarie altrui per ricavarne un vantaggio.

La diseredazione può essere anche disposta direttamente da chi scrive il testamento perché ritiene che il futuro erede si sia macchiato di comportamenti negativi che lo rendono non meritevole di ricevere un’eredità, come ad esempio in caso di fratello o altro familiare che ha posto in essere comportamenti falsi o di cattiveria, oppure non ha mai mostrato interesse, affetto o semplice solidarietà umana nei confronti del testatore.

 In che modo è possibile esprimere la volontà di diseredare?

La volontà di diseredare deve essere espressa in maniera chiara all’interno del testamento. Non sono necessarie delle formule o parole particolari, ma è sufficiente, ad esempio, una frase come la seguente: “Dichiaro di voler diseredare mio fratello Tizio”, oppure, “Diseredo mio fratello Tizio”.

Nel testamento è necessario spiegare le motivazioni per cui si intende diseredare qualcuno?

No: chi fa testamento è pienamente libero di non indicare le motivazioni che lo hanno portato ad una data decisione, inoltre non è soggetto a dare alcuna spiegazione o giustificazione. Chi fa testamento deve essere libero sia di indicare i propri eredi che, allo stesso tempo, colui che decide di escludere.

È possibile cambiare idea sulla diseredazione?

Si. Il testamento è un atto di manifestazione di volontà che deve essere libero e spontaneo, non soggetto ad alcun tipo di condizionamento né tantomeno a dubbi. Dunque è sempre possibile cambiare idea, ovviamente prima del momento della morte. Sarà sufficiente scrivere un altro testamento contenente le nuove disposizioni.

Se nel testamento si indica il soggetto che si vuole diseredare, è necessario indicare anche gli eredi?

No, non è necessario. Un testamento che contiene esclusivamente una clausola di diseredazione, senza l’indicazione degli eredi, è perfettamente valido e una recente sentenza[2] ha sottolineato questa circostanza.

note

[1] Art. 735 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 8352 del 25.05.2012.

Autore immagine: 123rf com


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