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Lo sai che? Bolletta gas: senza autolettura, il conto è sui consumi stimati

Lo sai che? Pubblicato il 18 maggio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 maggio 2015

Reclami: consumi presunti e importi indicati in fattura; come si difende l’utente.

Ti è mai capitato di trovare la bolletta del gas sproporzionata rispetto al consumo effettivo? È esemplare il caso degli eredi di un parente venuto a mancare che, nonostante l’immobile non sia più abitato, si vedano recapitare fatture di pagamento come se ancora vi vivesse qualcuno. Ma gli esempi possono essere molteplici: come nel caso in cui venga cambiato domicilio o di un’abitazione occupata solo alcuni mesi l’anno o ancora nell’ipotesi in cui l’utente sia stato fuori città per qualche mese, per motivi di lavoro.

Che succede, allora, se ricevi una bolletta del gas troppo alta? Come puoi difenderti? Ma soprattutto è legittimo il comportamento della società fornitrice del riscaldamento che presenta dei conti sulla base di stime affatto corrispondenti al reale? Cerchiamo di capirci qualcosa.

In generale, i consumi addebitati in bolletta sono calcolati sulla base dei consumi per come rilevati automaticamente dal fornitore oppure comunicati dal consumatore con l’autolettura del contatore. Ovviamente, però, qualora l’addetto della società si presenti al domicilio per la lettura dei consumi e non vi trovi nessuno, oppure qualora l’utente non invii i conteggi relativi al proprio contatore, la fatturazione dovrà avvenire in via presuntiva. In particolare l’Autorità per l’Energia e il Gas ha precisato che, per chi non è nel mercato libero, nel periodo che intercorre tra una lettura e quella successiva, il venditore può calcolare la fattura in base a una stima presunta che tenga conto dei consumi del cliente nei periodi precedenti.

Ogni venditore deve comunicare ai propri clienti come calcola i consumi presunti. I clienti devono cioè essere messi in grado di capire con quali criteri vengono stimati i loro consumi.

La giurisprudenza di merito, tuttavia, ha chiarito più volte che, se il conteggio della bolletta avviene in via presunta e l’utente presenti una formale contestazione, tale lettura “stimata” non è legittima. Risultato: la bolletta può essere annullata se la società erogatrice non offre la prova precisa del consumo (leggi “Bollette e contatore: i consumi non possono essere presuntivi”).

In ogni caso, per avere delle bollette più precise è sempre bene comunicare i dati di autolettura al fornitore, che solitamente mette a disposizione dei canali ad hoc per queste comunicazioni.

Come contestare la bolletta

Se la verifica del tuo contatore indica che i consumi effettivi sono più bassi di quelli che hai trovato in fattura, hai sempre il diritto di chiedere una rettifica della bolletta. In tal caso, dovrai inviare un reclamo scritto (per raccomandata a.r. o posta elettronica certificata) alla società fornitrice.

Quest’ultima, entro 40 giorni, può fare le opportune verifiche e comunicarne l’esito al consumatore. Se c’è stato un errore di fatturazione, dovrà riaccreditare entro 90 giorni dal ricevimento del reclamo la somma non dovuta (in bolletta, oppure con assegno o bonifico se la somma ne supera l’importo).

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Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Bisognerebbe sempre fare l’autolettura. In passato con Eni non la facevo e mi arrivavano dei conguagli del gas davvero molto alti. Ora con Edison e da quando ho imparato a leggere il contatore mi trovo molto meglio. Almeno so sempre quanto spendo.

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