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Che succede se ti notificano una citazione

18 maggio 2015


Che succede se ti notificano una citazione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 maggio 2015



Le fasi del processo davanti al tribunale: le conseguenze per l’attore e il convenuto, le prove, gli atti.

Se arriva l’ufficiale giudiziario o il postino con una busta verde del Tribunale o una PEC (posta elettronica certificata) da parte di un avvocato, al cui interno trovi un atto di citazione, significa che un altro soggetto ha intenzione di farti causa. Possiamo parlare di “intenzione” perché, ancora, la causa vera e propria non è iniziata (e non è detto che inizi), ma comincia solo nel momento (successivo) in cui l’attore – colui, cioè, che ti ha inviato l’atto – deposita il proprio fascicolo (con la copia della citazione notificata a te) presso la cancelleria del Tribunale o dal Giudice di Pace (a seconda del tipo di lite): obbligo che va eseguito entro 10 giorni dal momento in cui tu hai firmato la raccomandata con il plico. Se l’attore, dunque, non si costituisce in questo termine, la causa non si terrà più, salvo che non sia tu stesso a voler proseguire (da solo) il giudizio.

Esistono diversi casi in cui l’attore, dopo aver notificato la citazione, non intende poi dar seguito alla causa. Capita spesso con quei creditori che utilizzano la notifica dell’atto solo come “stimolo” per spingere il debitore al pagamento immediato. La rinuncia all’azione è poi la conseguenza dei costi e dei tempi che spesso rendono antieconomico agire in giudizio.

Dunque, la notifica della citazione ha solo l’effetto di costituire già il “primo rapporto” tra le future parti in causa: l’attore e il convenuto.

Quando si terrà l’udienza?

L’attore indica, nella citazione, una data per presentarsi davanti al giudice, in modo che quest’ultimo, alla cosiddetta prima udienza, verifichi il rispetto di tutte le formalità e avvii il procedimento vero e proprio.

Attento: dalla data in cui ti viene consegnata la citazione a quella dell’udienza indicata nell’atto (di norma, si trova nelle ultime pagine) devono intercorrere almeno 90 giorni. Se, per qualsiasi ragione (si pensi a un disguido postale nella consegna della raccomandata), tale termine è inferiore, potrai chiedere, al primo incontro col giudice, che la prima udienza venga fatta slittare a non meno di altri 90 giorni. In tal modo avrai maggior tempo per difenderti ed, eventualmente, improntare una strategia anche ai fini di un accordo con l’avversario.

Il convenuto può ovviamente “dire la sua”, per contestare tutto quanto è scritto e riportato nella citazione, prendendo posizione sia sui fatti che (ma a questo penserà il suo avvocato) sulle questioni più squisitamente tecniche e giuridiche. Lo farà con la cosiddetta comparsa di risposta, che va depositata almeno 20 giorni prima dell’udienza. In teoria, essa potrebbe essere presentata anche successivamente, e in qualsiasi altra fase e grado del giudizio, ma più si prende tempo e più si decade da una serie di facoltà consentite dalla legge (in ordine cronologico: la possibilità di contestare la competenza del giudice; di chiamare in causa terzi corresponsabili o garanti; di eccepire la prescrizione; di contestare, nei confronti dell’attore, ulteriori questioni estranee all’oggetto della lite per come definito da quest’ultimo; richiedere mezzi di prova come i testimoni; depositare documenti decisivi; contestare i mezzi di prova della controparte; chiedere una consulenza tecnica, ecc.). Insomma, più va avanti il giudizio e meno difese ha il convenuto che ha scelto di non costituirsi.

Per difenderti avrai bisogno di un avvocato (salvo che si tratti di liti fino a 1.100 euro di valore innanzi al giudice di pace). Ma, in teoria, potresti prendere delle “contromisure” ancor prima di delegare un professionista. Infatti nulla ti vieta di trovare un accordo con la controparte per evitare la causa.

Nel caso, invece, in cui decidi di agire con l’assistenza di un avvocato, e quindi di calcare la via della “guerra in tribunale” (fermo restando che il difensore potrebbe, in qualsiasi momento, e su tua delega, attivarsi per trovare un accordo con l’avversario) la prima cosa da fare è individuare il giudice di primo grado competente che può essere il giudice di pace o il tribunale. Nella maggior parte dei casi – ma non è una regola – il processo davanti al giudice di pace è più breve. Invece i passaggi che compongono il cosiddetto “rito ordinario” davanti al tribunale sono più complessi. Li riassumiamo qui di seguito:

LE VARIE FASI DEL PROCESSO ORDINARIO

 

1 | FASE INTRODUTTIVA

L’attore notifica l’atto di citazione e indica la data della prima udienza.

Deposita l’atto di citazione in cancelleria entro 10 giorni dalla notifica al convenuto.

Il convenuto riceve l’atto di citazione e scrive la comparsa di risposta.

Deposita la comparsa in cancelleria almeno 20 giorni prima della prima udienza.

2 | FASE ISTRUTTORIA

Il giudice autorizza, su richiesta delle parti, il deposito delle memorie “intermedie”.

Nella prima memoria, da depositare entro i successivi 30 giorni dalla prima udienza, le parti possono precisare e meglio argomentare le proprie difese, senza però allargare il tema della controversia.

Nella seconda memoria, da depositare entro i successivi 60giorni dalla prima udienza, le parti (oltre a poter contestare quanto scritto dall’avversario nella prima memoria) depositano i documenti e presentano richieste di prove.

Le prove possono essere: documenti, dichiarazioni di testimoni, dichiarazioni della controparte (cosiddetto interrogatorio formale), consulenza tecnica di un perito nominato dal giudice.

Nella terza memoria, che va depositata 80 giorni dopo la prima udienza, le parti (oltre a poter contestare quanto scritto dall’avversario nella seconda memoria) chiedono le prove contrarie a quelle presentate dalla controparte.

Al termine del deposito delle tre memorie, il giudice deciderà se e quali prove accogliere.

A questo punto si passa all’esame di tutte le prove, che potrebbe richiedere diverse udienze. Si escuteranno i testimoni, si affiderà l’incarico al consulente, si sentiranno le parti processuali con l’interrogatorio, ecc. Questa fase potrebbe allungare notevolmente il processo.

3 | FASE DECISORIA

Terminata la fase istruttoria, il giudice sente le parti e le invita a precisare le loro conclusioni (una sorta di riassunto delle richieste e riproposizione di quanto avevano già illustrato con la citazione e la comparsa di risposta).

Fatto ciò, il giudice trattiene il fascicolo nel suo studio per decidere la sentenza, ma lascia alle parti un termine di 60 giorni per il deposito di memorie conclusionali (una sorta di “arringa finale”) e di ulteriori 20 per le relative repliche.

Alla fine di tutto questo, arriva la sentenza. Il codice indica 30 giorni, ma i giudici hanno interpretato in modo estensivo questa norma, ritenendo che non si tratti di un termine perentorio. Ecco perché alcune sentenze ci mettono anche diversi mesi per vedere la luce.

note

Autore immagine: 123rf com


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