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Lo sai che? Notifica nulla o inesistente: differenza e sanatoria

Lo sai che? Pubblicato il 18 maggio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 maggio 2015

Se non c’è collegamento con il luogo di notifica e non ci sono relazioni tra il consegnatario e il destinatario la notifica è inesistente e non sanabile.

Si sente spesso parlare di notifiche nulle o inesistenti: due concetti che, per quanto simili, sono invece diversi da un punto di vista giuridico e, soprattutto, per quanto riguarda gli effetti pratici. Per i tecnici del diritto sono termini abbastanza comuni, ma per i non addetti ai lavori la differenza potrebbe apparire più ostica. Cerchiamo quindi di fare il punto della situazione grazie ai chiarimenti offerti da una sentenza [1] della Cassazione di tre giorni fa che, evidentemente, si rivolge proprio a chiarire l’equivoco anche agli stessi professionisti.

Inesistenza

È inesistente la notifica effettuata in un luogo che non abbia alcuna relazione con il soggetto destinatario. Si pensi, per esempio, alla sede di una società diversa, ma omonima, rispetto a quella effettivamente destinataria del plico.

È altresì inesistente la notifica consegnata a persona che non abbia relazione alcuna con il soggetto destinatario. Si pensi, ad esempio, a un tale ritenuto destinatario dell’altro, ma perfettamente sconosciuto a quest’ultimo.

Nullità

È invece nulla la notifica se vi è un rapporto di collegamento tra il luogo e il soggetto destinatario. Si pensi al plico consegnato, anziché a casa, nel luogo di lavoro o nel domicilio delle vacanze del destinatario.

Infine è nulla la notifica se vi è un collegamento tra il soggetto consegnatario del plico e l’effettivo destinatario. Si pensi all’atto consegnato al familiare non convivente, trovato dal postino nell’abitazione del destinatario.

Insomma, è chiaro che la distinzione tra nullità e annullabilità si gioca tutta sull’esistenza di un pur minimo rapporto di relazione tra il destinatario e il luogo o il soggetto a cui l’atto è stato consegnato.

Sanatoria

Perché si deve distinguere tra nullità e inesistenza? La differenza è molto importante proprio da un punto di vista pratico. Infatti, la nullità può essere sanata se si dimostra che l’atto ha comunque raggiunto il suo scopo. Per tornare all’esempio di prima, la legge richiede che la notifica venga consegnata, in assenza del destinatario, al familiare convivente, e ciò perché si presume che solo quest’ultimo – per via dei rapporti intercorrenti con la parte – si prenda carico di consegnargli la busta. Cosa che, invece, potrebbe non fare un parente alla lontana o comunque occasionalmente presente nell’immobile. Tuttavia, se poi i fatti dimostrano che quest’ultimo ne ha informato il destinatario, non c’è ragione di ritenere la notifica da ripetere: essa avrebbe raggiunto il suo scopo e quindi la nullità viene sanata.

Allo stesso modo, la notifica al domicilio del mare, anziché presso la residenza, potrebbe essere ugualmente valida se si dimostra che il destinatario del plico ne ha preso comunque possesso.

Dunque, la notifica nulla si sana, quella inesistente no. La sanatoria avviene attraverso un comportamento che dia dimostrazione dell’avvenuta conoscenza dell’atto. Si pensi, ad esempio, alla parte che, pur avendo ricevuto una notifica nulla di una citazione, si costituisca comunque in causa. Oppure al contribuente che faccia opposizione a una cartella esattoriale ricevuta secondo modalità non previste dalla legge, così dimostrando di averne preso coscienza.

Dicevamo, invece, che, al contrario, l’inesistenza non si può sanare. Si pensi al caso di una notifica effettuata da un soggetto non abilitato o al caso del plico consegnato a una persona che non ha alcun legame di parentela con il destinatario.

note

[1] Cass. sent. n. 10021/15 del 15.05.2015.

Autore immagine: 123rf com

NULLITÀ

La notificazione è nulla quando eseguita con modalità difformi da quelle prescritte, ma in luogo o con consegna a persone che hanno con la parte un collegamento che fa presumere che la parte stessa possa avere in concreto conosciuto l’atto. La nullità è sanabile.

INESISTENZA

La notificazione è inesistente quando eseguita da chi non ne aveva il potere o in un luogo o con consegna a persona che non hanno alcun collegamento col destinatario. L’impugnazione dell’atto inesistente non sana il vizio non essendo sanabile ciò che giuridicamente non esiste.

INESISTENZA

La notifica è irregolare in caso di violazioni che danno luogo unicamente a vizi sostanzialmente innocui perché non influenti sull’efficacia dell’atto. Ad esempio, la mancanza della relata di notifica sull’atto inviato a mezzo posta – quando è allegato dal mittente l’avviso di ricevimento ritualmente completato – non comporta l’inesistenza della notifica, ma una mera irregolarità che non può essere fatta valere dal destinatario, trattandosi di un adempimento che non è previsto nel suo interesse.

Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 27 febbraio – 15 maggio 2015, n. 10021
Presidente Salvago – Relatore Dogliotti

Svolgimento del processo

Con citazione. notificata il 14/06/1999, il Comune di Pescaglia proponeva opposizione a decreto ingiuntivo, emesso nei suoi confronti, dal Presidente del Tribunale di Salerno, in data 21/04/19991a favore di V.P., titolare della omonima impresa, per l’importo di lire 67.358.846, a titolo di residuo credito derivante da un appalto per l’esecuzione di lavori di bonifica del movimento di Fiano. Eccepiva la carenza di motivazione del giudice ordinario e, nel merito affermava che i lavori non erano stati ultimati ed erano male eseguiti. Costituitosi regolarmente il contraddittorio, l’impresa appaltatrice eccepiva la inesistenza della notificazione dell’atto di opposizione, e nel merito ne chiedeva il rigetto.
Il Tribunale di Salerno, con sentenza in data 18/03/2003, dichiarava l’inesistenza della notificazione.
Proponeva appello il Comune di Pescaglia.
Costituitosi il contraddittorio, l’impresa ne chiedeva il rigetto.
La Corte di Appello di Roma, con sentenza del 03 aprile 2006, accoglieva l’appello e rigettava ogni domanda del V..
Ricorre per cassazione il V..
Resiste con controricorso il Comune.

Motivi della decisione

Con il primo motivo, il ricorrente lamenta violazione di legge (senza peraltro indicare le norme violate ) e vizio di motivazione in ordine alla nullità della notificazione e alla tardiva costituzione in giudizio dell’opposto.
Con il secondo, ancora violazione di legge ( senza indicazione delle norme violate) e vizio di motivazione in ordine alla prova dell’inadempimento contrattuale.
Come precisa correttamente il giudice a quo, è orientamento ampiamente consolidato che l’inesistenza della notificazione ricorra quando essa sia stata eseguita in luogo e con consegna a persona che non abbia relazione alcuna con il soggetto destinatario ° ove in concreto sia ravvisabile un rapporto di collegamento tra il luogo e il consegnatario della notificazione con lo stesso destinatarioo129 i a 1 non di inesistenza si tratterebbe, ma di nullità sanabile per effetto della costituzione del destinatario,che indica il raggiungimento dello scopo dell’atto.
Nella specie, la notifica dell’opposizione fu effettuata all’Avv. Boriello, domiciliatario non presso il suo domicilio di Serre, comune del circondario ma in Salerno presso lo studio dell’Avv. Carmine Monaco indicato come domiciliatario del predetto Avv. Boriello, nell’Albo degli Avvocati esistenti presso il locale Consiglio dell’Ordine.
Quanto alla ” tardiva ” costituzione del convenuto,va precisato che se la ,sostituzione si effettua in Cancelleria prima dell’udienza di comparizione, benché oltre il termine di gg. 20 dalla predetta udienza, ” U tardività” incide esclusivamente sull’ammissibilità delle domande riconvenzionali e sulla possibilità di chiamare terzi in causa, ma la costituzione è comunque regolare. Nella specie, come è pacifico, si è verificata proprio questa situazione. Del resto il V. avrebbe potuto chiedere una rimessioni(n termini per formulare domande riconvenzionali o chiamare in causa terzi, dimostrando che la costituzione tardiva non dipendeva da causa a lui non imputabile.
Quanto alla prova di inadempimento, il giudice a quo, con motivazione adeguata e non illogica, precisa che il V. non ha fornito prova alcuna della legittimità delle sue pretese né sull’esistenza e quantificazione del credito.
Al contrario – continua la sentenza impugnata – il Comune ha fornito prova documentale che l’impresa appaltatrice sospese i lavori ingiustificatamente e il collaudo fu rifiutato , essendosi accertati sostanziali difetti dell’esecuzioni delle opere, non eliminati, nonostante varie diffide.
L’opponente non contestava tanto l’esecuzione dei lavori, quanto la sua corretta esecuzione’ sul punto , così come sul mancato accoglimento di mezzi istruttori, il ricorrente stesso si limita ad affermazioni apodittiche e generiche, e al riguardo il ricorso presenta profili di inammissibilità.
Vanno rigettati, siccome infondati,i motivi del conseguentemente il ricorso stesso.
Le spese seguono la soccombenza.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso condanna il ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità che liquida in €. 5.200,00 comprensiva, di €. 200,00 per esborsi, oltre spese forfettarie ed accessori di legge.

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