Pensione anticipata: nuove regole con assegni ridotti

19 maggio 2015


Pensione anticipata: nuove regole con assegni ridotti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 maggio 2015



La legge di Stabilità prevedrà nuovi interventi per la flessibilità in uscita.

Nonostante il buco sul sistema pensionistico causato dalla recente sentenza della Corte Costituzionale (con cui è stata cancellata la riforma Monti-Fornero), il Governo trova spazio per correggere le regole previdenziali e, in particolare, quelle sulla pensione anticipata. In particolare, proprio ieri il Premier ha riferito, in conferenza stampa, che saranno presto approvate nuove norme per chi vuole andare in pensione in anticipo, prima cioè dell’età pensionabile “ordinaria”.

L’idea del Governo, volta a creare una maggiore flessibilità in uscita per rilanciare l’occupazione, è anche quella di consentire, in caso di deroga ai tetti di età, una piccola riduzione dell’assegno Inps. Renzi sembra partire da un presupposto: un distacco dalle normative passate, giudicate dal Premier “troppo rigide” sull’età pensionabile. Si andrà quindi – stando alle dichiarazioni – a dare un po’ di spazio in più a chi vorrà avere maggiore libertà e disponibilità, ad esempio “la nonna che si vuole godere il nipotino”.

L’esecutivo si sta muovendo tra diverse opzioni. Eccole sinteticamente.

Potrebbe essere attivata la famosa “uscita flessibile con penalizzazioni”, ossia la possibilità di consentire il prepensionamento da 62 anni e tre mesi di età in presenza di un’anzianità minima di 35 anni. A fronte di ciò, il pensionato riceverebbe un assegno pensionistico inferiore del 2% sulla quota calcolata con il sistema retributivo: così sarebbe per tutti gli anni mancanti all’età di vecchiaia, momento in cui l’importo sarà ripristinato nella sua normalità.

L’altra idea in cantiere è attuare la famosa “quota cento”, o meglio cento e tre mesi o 101 e tre mesi per gli autonomi, dove “cento” rappresenta la somma di età anagrafica e anzianità contributiva, con la previsione di una maturazione di almeno 35 anni di anzianità contributiva e di almeno 60 anni e tre mesi di età anagrafica (61 e tre mesi per i lavoratori autonomi).

Ancora, nel calderone c’è l’ipotesi del cosiddetto “contributivo esteso a tutti”: estendere a tutti i lavoratori la facoltà di opzione per la liquidazione del trattamento pensionistico con il sistema di calcolo interamente contributivo (oggi prevista in via sperimentale fino alla fine dell’anno per le sole donne). In tal caso sarebbe necessario avere 62 anni e tre mesi di età con 35 anni di contributi.

Si parla infine del famoso “prestito pensionistico”: chi ha 62 anni e tre mesi compiuti e 35 anni di contributi potrebbe andare in prepensionamento percependo un assegno temporaneo (700 euro al mese, per esempio) fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, con successiva restituzione da parte del pensionato della somma complessivamente percepita con mini-prelievi sulla pensione finale.

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14 Commenti

  1. Parlate di 35anni di contributi, 35 anni di anzianità, ma secondo voi dove sono queste persone, parlo dei giovani che possono aver maturato 35 anni di anzianità, con la penuria di lavoro che c’è e non da adesso. Mia figlia ha trovato il lavoro fisso che sono 3 anni, dopo aver fatto tremila lavori senza essere segnata, o nei colsenter che ti tenevano 3 mesi e poi ti mandavano via. Ora ha 40 anni secondo voi quale pensione prenderà?

  2. questi sono i calcoli che fanno chi non ha mai lavorato in vita propria,e non ha mai sudato le famose 7 camice per trovarsi un lavoro dato che loro lo stipendio ce l’hanno regalato da noi contribuenti e come mai i soldi per le loro pensioni ci sono sempre con quale diritto si avallano di questa enorme truffa ai nostri danni?

  3. E’ UNA VERGOGNA CHE DOPO AVER LAVORATO UNA VITA INTERA PER ANDARE IN PENSIONE DEVI IL PIZZO. ORMAI SIAMO STANCHI ,DEMOTIVATI E STRESSATI ,QUINDI PURCHE” CI MANDANO IN PENSIONE ACCETTIAMO DI ESSERE DERUBATI .
    SPERIAMO CHE QUESTA VOLTA SI FA SUL SERIO E NON SI FANNO SOLO PAROLE.
    QUOTA 100 BASTA ED AVANZA, ACCETTIAMO PICCOLE PENALIZZAZIONI A CONDIZIONE CHE ALL”ETA” MATURATA CI PAGANO LA PENSIONE SPETTANTE

  4. mi chiedo se i nostri ministri riescono a leggere o a seguire i programmi televisivi dove tutti i cittadini come me arrivati a 62 anni e oltre 40 di contributi si ritrovano a lavorare con un futuro pensionistico da fame (più lavori meno percepisci di pensione) questi sono i calcoli fatti da coloro che hanno sempre sfruttato chi lavora e pagati con i nostri contributi mi chiedo come mai non riescono a decurtare i loro stipendi o i loro vitalizi in un momento di crisi e pescano sempre i risparmi e i contributi delle persone più disagiate? mi auguro che tornino le brigate rosse perché per questi signori ci vuole una punizione esemblare solo la morte puo fermarli se no continuano a rubare e usurpare il sangue dei lavoratori rivoluzione ci vuole

  5. andiamo tutti a roma armati di forconi MA TUTTIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

  6. Ecco cosa succede quando ci si sente defraudati e metaforicamente calpestati da personaggi (che si fanno chiamare impropriamente politici e non l….i. come dovrebbero se avessero un minimo di dignità): Si diventa persino terrorista!!!
    Si può essere rispettosi di leggi emanate solo ad uso e consumo di pochi (ricchi, pseudo politici e malfattori) ??? Io penso proprio di no!
    Esempio di costituzionalità: Ho iniziato a lavorare da quando avevo ancora i calzoni corti. Mi hanno assicurato modalità di pensionamento (per età e importi di calcolo) che a me già al tempo sembravano minimali. La “Fornero” del momento mi cambia le regole a tre anni dal raggiungimento del diritto secondo la normativa precedente.
    Evidentemente si ritiene che la colpa del disastro dei conti INPS sia MIA….. Per tale iniziativa la corte costituzionale NON SI E’ PRONUCIATA????

  7. Dopo 40 anni di lavoro (che sono tanti, tanti!!!) si deve andare in pensione, senza nessuna penalizzazione e senza limiti di età!!!!!

  8. buon pomeriggio io tra5 ani ho esattamente 56 anni di età e 43 anni di contributi compresi 3 anni di insalubri posso andare in pensione?

  9. Esattamente, dopo una vita di lavoro e sacrifici, ora se vogliamo andare in pensione, noi poveri tapini che ci siamo trovati nel mezzo della bufera senza colpe, dovremo pagare il pizzo ! Sono veramente sconfortata che non si riesca a domare questo furto interminabile di denaro e di…vita!

  10. ma io dico con 40 anni di contributi versati ..penso che uno abbia il sacrosanto diritto di andare in pensione pure se ha 55 anni ……

  11. o 61 anni dal 71 al 1983 come sottu uff.e poi x motivi famigliari o lasciato .lavorando inseguito x un totale di versamenti 20 anni come risulta da esytratto conto inps.non lavoro dal 2011 .posso andare in pensione …grazie

  12. mi chiedo perche’ donne che si alzano tutte le mattine alle 5,30 e rientrano alle 18.00 con 40 anni di contributi devono ancora lavorare,sul lavoro e a casa curando i propri famigliari anziani e non ditemi che esistono le badant,perche lo stato non ce le paga.

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