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A quale coniuge spettano le detrazioni sui figli?

19 maggio 2015


A quale coniuge spettano le detrazioni sui figli?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 maggio 2015



Genitori: gli sconti fiscali a chi sostiene le spese per i figli, sia nel caso di matrimonio che di separazione e affidamento congiunto o condiviso.

Il tema delle detrazioni per i figli a carico costituisce sempre un argomento di interesse per le famiglie, non solo quelle ormai separate.

La detrazione per i figli a carico va obbligatoriamente ripartita al 50% tra i due coniugi, a meno che uno dei due non sia a carico dell’altro. In alternativa, previo accordo tra loro, la detrazione può essere attribuita interamente solo al genitore con reddito più alto. Questa diversa soluzione è prevista solo se l’altro genitore ha un reddito molto contenuto e, per effetto di oneri o altre detrazioni, non deve pagare l’Irpef.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (divorzio), la detrazione per i figli spetta al genitore affidatario. Se l’affidamento è congiunto o condiviso, la detrazione, in assenza di diverso accordo, è ripartita al 50% tra i genitori. Attenzione a non confondere il termine “affidamento” con quello di “collocazione”: si tratta di due concetti diversi. L’affidamento (che indica i poteri e i doveri del genitore sul minore ossia la ripartizione della responsabilità genitoriale) è di norma condiviso (l’affidamento esclusivo è previsto solo in casi eccezionali); mentre la collocazione del minore (che indica ove questi andrà fisicamente a vivere e risiedere) viene sempre accordata a uno dei due, di norma la madre.

Ove il genitore affidatario, o nel caso di affidamento congiunto uno dei genitori affidatari, non possa usufruire in tutto o in parte della detrazione per limiti di reddito, la stessa è attribuita per intero all’altro genitore che è però tenuto a riversare all’ex coniuge il relativo importo.

A quanto ammontano le detrazioni base

Le detrazioni base (da ripartire al 50% tra i genitori) spettanti per i figli e gli altri familiari a carico per l’anno in corso sono così determinate:

1 – Figlio di età inferiore a 3 anni: 1.220 euro, decrescenti in proporzione all’aumento del reddito.

Per chi ha più di tre figli a carico, la detrazione è aumentata di 200 euro per ciascun figlio già a partire dal primo. La detrazione aumenta di 400 euro per ogni figlio portare di handicap. Se si hanno almeno 4 figli si ha anche diritto all’ulteriore detrazione di 1.200 euro complessivi.

2 – Figlio di età pari o superiore a 3 anni: 950 euro, decrescenti in proporzione all’aumento del reddito. Anche in questo caso, come sopra, per chi ha più di tre figli a carico, la detrazione è aumentata di 200 euro per ciascun figlio già a partire dal primo. La detrazione aumenta di 400 euro per ogni figlio portare di handicap. Se si hanno almeno 4 figli si ha anche diritto all’ulteriore detrazione di 1.200 euro complessivi.

3 – Altro familiare a carico (es. genitore): 750 euro, decrescenti in proporzione all’aumento del reddito.

 

Ovviamente le detrazioni spettano solo se il familiare è a carico, cioè se il figlio possiede redditi, al lordo degli oneri deducibili, non superiori a 2.840.51 euro. Questo limite è fermo da circa 20 anni e si auspica un prossimo aggiornamento.

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Autore immagine: 123rf com

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