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Spese per medicinali: come scaricarle dalle tasse

19 maggio 2015


Spese per medicinali: come scaricarle dalle tasse

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 maggio 2015



Medicine acquistate con o senza ricetta in farmacia: detrazioni dall’Irpef.

Anche i medicinali, acquistati con o senza ricetta, si possono scaricare dall’Irpef, compreso il ticket pagato nel caso di assistenza del Servizio Sanitario Nazionale.

La normativa relativa alla detraibilità della spesa è stata più volte modificata (l’ultimo intervento risale a una circolare dell’Agenzia delle Entrate del 2010 [1]). Cerchiamo, quindi, di fare il punto dell’attuale situazione e delle regole che bisogna conoscere per non sbagliare la dichiarazione dei redditi.

Codice fiscale obbligatorio

La farmacia deve rilasciare il cosiddetto “scontrino parlante”, senza il quale la detrazione non è possibile. È tale lo scontrino che indica la natura, qualità e quantità dei farmaci oltre al codice fiscale del malato (se non lo si ricorda a memoria è sempre bene portare sempre con sé la tessera sanitaria).

Se invece si stanno comprando medicinali per altre persone è necessario comunicare al farmacista il codice fiscale del soggetto che li userà e beneficerà della detrazione o esibire la sua tessera sanitaria.

Come è evidente, la norma è mirata a evitare abusi nell’utilizzo degli scontrini, ma al tempo stesso presenta inconvenienti pratici, a partire dalla necessità di attestare i dati anche per importi esigui.

Un codice al posto del nome

Il Garante della privacy ha stabilito che, a partire dal 2010 sullo scontrino, al posto della denominazione commerciale del farmaco (che è suscettibile di rivelare informazioni sullo stato di salute e sulle patologie di cui soffre l’interessato), deve essere indicato un codice, in modo da tutelare la riservatezza del malato (si pensi ai casi in cui gli scontrini medici finiscano nelle mani del suo commercialista, il quale, così, ben potrebbe venire a conoscenza di dati sensibili del proprio cliente). Tale codice consiste nel numero di autorizzazione all’immissione in commercio (AlC):

– rilasciato dall’Agenzia italiana dal farmaco;

– rilevato mediante la lettura ottica del codice a farmaco

– riportato automaticamente sullo scontrino fiscale dal farmacista.

In sintesi: per ottenere la detrazione fiscale, gli scontrini devono contenere la natura e la quantità dei medicinali acquistati, oltre a un codice alfanumerico posto sulla confezione di ogni medicinale acquistato, indicante il numero di autorizzazione all’immissione in commercio, in luogo della relativa denominazione commerciale, e il codice fiscale del contribuente.

L’Agenzia delle Entrate [1] ha poi stabilito che per identificare la “natura” del prodotto acquistato è sufficiente che lo scontrino o la fattura riportino la dizione generica di “farmaco” o di “medicinale” anche attraverso sigle, abbreviazioni: come “f.co” per “farmaco” g “med” per “medicinale”.

Per farmaci acquistabili senza ricetta lo scontrino può riportare la sigla “SOP” (senza obbligo di prescrizione) e “OTC” (medicinali da banco e di automedicazione).

Sono detraibili anche le spese per medicine omeopatiche. Lo scontrino pertanto dovrà riportare l’indicazione “omeopatico” o “preparazione galenica” e quelli per i “ticket” del Servizio sanitario nazionale.

ln caso di spesa sostenuta nell’interesse di persone fiscalmente a carico, il documento può essere indifferentemente intestato al soggetto per il quale l’onere è stato affrontato (ad esempio il figlio o altro familiare) o a colui di cui questi risulti fiscalmente a carico (come il genitore).

Non è più necessario conservare la prescrizione medica dei medicinali, perché natura e qualità del prodotto si evincano dallo scontrino, né la ricetta del medico di base per i ticket.

Se gli scontrini non sono più leggibili basta una fotocopia [2].

Molte farmacie riportano già la spesa effettivamente detraibile. Il che costituisce una grossa comodità tanto per il contribuente (che potrà avere sotto controllo, di volta in volta, quanto poter scaricare dalle tasse) tanto per lo stesso commercialista.

Farmaci senza ricetta o “da banco”

Le detrazioni fiscali spettano anche per i medicinali per i quali non si è in possesso della ricetta medica (i cosiddetti farmaci da banco), a condizione che siano rispettate le altre condizioni previste, si sia cioè in possesso dello scontrino parlante.

Niente detrazioni

Le detrazioni non spettano per le seguenti categorie di prodotti:

– integratori alimentari (v. vitamine, minerali, fibre, fermenti lattici, ecc.) in quanto considerati prodotti appartenenti all’area alimentare;

– prodotti a base di erbe (v. caramelle per la gola);

– parafarmaci (v. pomate, colliri, ecc.).

note

[1] Ag. Entrate risoluzione n. 10/e del 17.02.2010.

[2] Ag. Entrate circolare n. 15 del 20.04.2005.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Una domanda, il fatidico viagra è detraibile?. Grazie al cielo non ne faccio uso ma sono curioso di capire cosa e non cosa visto che la casistiche sono mi pare molto ampie. Grazie.

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