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News Indennizzo Legge Pinto: velocizzate le procedure di pagamento

News Pubblicato il 19 maggio 2015

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> News Pubblicato il 19 maggio 2015

La Banca d’Italia si impegna ad aiutare il Ministero della Giustizia nella gestione dei pagamenti degli indennizzi riconosciuti ai cittadini lesi da processi eccessivamente lunghi.

 

Il Ministero della Giustizia e la Banca d’Italia hanno siglato un accordo di collaborazione [1] per rendere più efficienti e veloci le procedure di indennizzo a favore dei cittadini lesi dall’eccessiva durata del processo.

Come noto, grazie alla famosa Legge Pinto [2], il cittadino che, a causa delle irragionevoli lungaggini processuali, abbia subìto danni patrimoniali e non, può fare ricorso alla Corte d’Appello competente per ottenere un equo indennizzo. Se la richiesta è accolta, il Ministero della Giustizia deve indennizzare il cittadino nella misura definita con decreto dalla Corte d’appello. Tuttavia i tempi di pagamento sono piuttosto lunghi dato che il Ministero deve fare i conti con la gestione delle spese istituzionali e i sempre crescenti decreti che riconoscono gli indennizzi ai beneficiari.

L’accordo citato ha lo scopo di accelerare tali procedure di pagamento grazie alla collaborazione della Banca d’Italia che, in qualità di Tesoreria dello Stato, contribuirà a rendere più efficiente la fase di preparazione dei pagamenti, attraverso la compilazione delle minute dei titoli di spesa da sottoporre alla firma del competente dirigente del Ministero della giustizia.

L’accordo prevede una fase di registrazione dei decreti in un apposito database informatico del Ministero al quale la Banca d’Italia viene abilitata ad accedere.

Il Ministero abilita altresì la Banca d’Italia all’accesso al sistema informativo per la gestione integrata della contabilità economica e finanziaria (SICOGE), ai fini della predisposizione delle minute dei mandati di pagamento.

Con cadenza settimanale, il Ministero della giustizia consegna alla Banca d’Italia, le copie notificate dei decreti di Corte d’Appello pervenuti nel corso della settimana, unitamente ad una distinta di accompagnamento che indica il numero complessivo dei decreti e il numero d’ordine assegnato nel database.

La Banca d’Italia riceve i decreti e:

a) apre un fascicolo cartaceo per ciascun decreto ricevuto;

b) richiede al legale del creditore, a mezzo posta elettronica certificata (PEC), in base a un modello fornito dal Ministero della giustizia, le informazioni necessarie per la compilazione del mandato informatico;

c) effettua il calcolo dell’importo da corrispondere per ciascun decreto sulla base di uno schema di liquidazione predisposto dal Ministero della giustizia che evidenzia, distintamente, per l’equo indennizzo: sorte liquidata dalla corte d’appello, misura del tasso degli interessi e importo dovuto a tale titolo; per le spese processuali: compenso, rimborso forfettario spese generali, IVA e CPA, esborsi e, in caso di distrazione delle spese al legale, ritenuta d’acconto;

d) provvede – accedendo alla procedura SICOGE – a redigere le minute dei mandati di pagamento, da sottoporre ai controlli di competenza del Ministero e alla firma del competente dirigente dello stesso.

I fascicoli cartacei relativi ai decreti di corte d’appello per i quali si è concluso l’iter appena delineato sono restituiti, con cadenza settimanale, al Ministero della giustizia, che ne rilascia ricevuta.

Come precisato nell’accordo, non vi è alcuna modifica dei compiti e responsabilità del Ministero in ordine alla liquidazione degli indennizzi ai sensi della Legge Pinto.

L’attività della Banca d’Italia deve essere intesa solo come mero supporto nella gestione delle pratiche; tant’è che essa non assume, né nei confronti del Ministero né nei confronti di terzi, responsabilità per errori, anche di calcolo, omissioni o ritardi, né responsabilità connesse alla detenzione dei decreti.

Resta in capo al Ministero l’onere di controllo, nella forma e nella sostanza, dei singoli mandati di pagamento.

note

[1] Accordo per l’attività di liquidazione degli indennizzi di cui alla L. n.89/2001, siglato il 18 maggio 2015.L. n. 89/2001.

[2] L. n. 89/2001.


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