Bandi-Concorsi Bandi pubblici e sussidi per disoccupati e famiglie 2015, quali sono e come ottenerli

Bandi-Concorsi Pubblicato il 20 maggio 2015

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Quali sono gli strumenti a sostegno del reddito per i soggetti svantaggiati, e le procedure per beneficiarne.

 

Con l’avvento della crisi, i lavoratori e le famiglie in sofferenza economica sono sempre più numerosi: non tutti, però, sono a conoscenza dell’esistenza di diversi bandi e strumenti pubblici, sia nazionali che locali, che sostengono le persone più svantaggiate.

Iniziando dai disoccupati, annualmente, a livello regionale (dietro elargizione in parte statale), vengono stanziate delle somme, i cosiddetti “ammortizzatori sociali in deroga”, per sostenere i lavoratori privi di reddito e di altri sussidi: le erogazioni , effettuate materialmente dall’Inps, riguardano non solo i dipendenti collocati in Cassa Integrazione o Mobilità in deroga, ma , spesso, anche coloro che sono stati licenziati da diverso tempo.

Altri programmi, come Flexicurity e Welfare to Work, avviati, con fondi nazionali ed europei, sempre dalle singole regioni, possono offrire sia incentivi alle imprese, per l’assunzione di persone prive di occupazione ed espulse dal mercato del lavoro, sia rimborsi spese mensili ai beneficiari, per effettuare tirocini o corsi di formazione, finalizzati al reinserimento.

Per chi volesse mettersi in proprio, ma si ritrova privo di fondi, abbiamo, poi, lo strumento del Microcredito: si tratta di una tipologia di finanziamento, di massimo 35.000€, a tasso zero o agevolato, che non prevede garanzie, e che comporta modalità di restituzione particolarmente elastiche (ad esempio, dopo 12 o 18 mesi).

Per quanto concerne le famiglie, oltre all’assegno di maternità erogato dai Comuni, per le madri prive di lavoro e reddito, i sussidi sono molteplici.

In primo luogo, da maggio 2015 , per i nati dal 01/01/2015 al 31/12/2017, è possibile richiedere all’Inps il Bonus bebè, un assegno di 960€ annuali, che spetterà, per ogni figlio, sino al terzo anno di vita, qualora il reddito del nucleo familiare non superi i 25000€ (qualora sia inferiore a € 7.000, il bonus è addirittura raddoppiato).

Oltre agli ordinari assegni al nucleo familiare erogati dall’Inps, abbiamo poi gli assegni familiari erogati, annualmente, dai comuni: gli importi e le famiglie beneficiarie sono indicati dalle singole procedure pubbliche. Nella maggior parte dei casi, gli emolumenti sono concessi con un indice ISEE del nucleo inferiore a € 8.500 circa, e per famiglie con più di 3 figli. Sempre a favore dei nuclei familiari, ma dai 4 figli in su, sono rivolti poi i Bandi Comunali “Famiglie Numerose”, che prevedono dei sussidi mensili.

A livello comunale, non dobbiamo dimenticare i programmi di azioni a contrasto della povertà, che si articolano, essenzialmente, in 3 linee d’intervento:

-concessione di sussidi a favore di persone e nuclei familiari in condizioni di accertata povertà (rientrano in questa categoria i Bandi Povertà Estreme);

– concessione di contributi quale aiuto per far fronte all’abbattimento dei costi dei servizi essenziali (rientrano nell’insieme i Contributi per i Canoni di Locazione, per le Spese Scolastiche e di Trasporto);

– concessione di sussidi per lo svolgimento del servizio civico comunale, da parte di soggetti privi d’impiego.

Infine, non dimentichiamo la Social Card 2015: si tratta di un contributo economico mensile, del quale hanno diritto sia le famiglie a basso reddito, con persone con più di 65 anni o bambini sotto ai 3 anni (social Card Ordinaria) , sia i disoccupati (Social Card speciale per disoccupati); quest’ultima, per il Sud Italia, è ancora in fase i definizione da parte del Governo, per cui per il momento non è possibile presentare le domande.

Questi sono solo alcuni dei più importanti sussidi disponibili per i soggetti più svantaggiati.

Ma che cosa si deve fare, per avvalersene?

Innanzitutto, vista la varietà dei bandi, l’imperativo è tenere sotto controllo la pagina dedicata del sito internet del proprio Comune e della propria Regione di appartenenza.

Nella generalità dei casi, per l’accesso, è sempre richiesta la certificazione Isee, o DSU, quindi sarà bene munirsene, quanto prima, recandosi presso un CAF (la si può effettuare, comunque, anche direttamente dal sito dell’Inps).

Una volta pubblicato l’avviso di proprio interesse, si raccomanda massima celerità nella spedizione della domanda, nonché di seguire scrupolosamente le istruzioni allegate, con una compilazione certosina della modulistica e l’inclusione di tutta la documentazione necessaria. Per eventuali dubbi, ci si può, comunque, sempre rivolgere all’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune, o all’Organo che ha emesso il Bando.

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Autore immagine: 123rf com


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