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Fallimenti: registri accessibili ai creditori in tutta Europa

20 maggio 2015


Fallimenti: registri accessibili ai creditori in tutta Europa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 maggio 2015



Procedure concorsuali e insolvenza: registri nazionali aperti sul portale europeo della giustizia elettronica.

Con l’intento di tutelare i creditori oltre confine, l’UE ha approvato un nuovo regolamento che impone agli Stati Membri di attivare appositi registri fallimentari in via telematica, accessibili ai creditori e ai giudici da qualsiasi parte dell’Europa. Sono già sei gli Stati che si sono adeguati, e gli altri lo dovranno fare a breve. Per visualizzare l’eventuale fallimento di un determinato soggetto o società, il richiedente dovrà connettersi con il portale europeo della giustizia elettronica (https://e-justice.europa.eu/home.do?action=home&plang=it) sul quale saranno interconnessi i singoli registri nazionali. Ovviamente sarà istituito un servizio di ricerca in tutte le lingue ufficiali dell’Unione.

L’elenco unico nasce dalla necessità di avvicinare le legislazioni degli Stati Membri molto dissimili tra loro: ad esempio, in Francia non è previsto alcun registro, mentre in altri Paesi sono annotate solo informazioni marginali. La nuova direttiva, invece, impone a ogni Stato di istituire uno o più registri con informazioni immediatamente reperibili. In particolare bisognerà indicare la data di inizio della procedura d’insolvenza, gli estremi del debitore, il tipo di procedura aperta (fallimento, concordato, ecc.), il giudice e il numero della causa, il fondamento giuridico che giustifica l’apertura della procedura, il termine per l’insinuazione dei crediti, la data di chiusura della procedura principale, il giudice competente per l’impugnazione.

Ulteriori dati potranno essere accessibili solo da parte dei giudici come nel caso di provvedimenti interdittivi nei confronti degli amministratori dell’azienda.

Ovviamente la creazione del registro non comporterà, per il fallito, effetti ulteriori rispetto a quelli già previsti dalle normative interne, ma mira solo a informare quanti, altrimenti, potrebbero trovare difficile, se non impossibile, reperire tali dati.

Le informazioni obbligatorie dovranno essere accessibili gratuitamente. Solo per i dati aggiuntivi gli Stati potranno prevedere una “tariffa di importo ragionevole per l’accesso ai documenti o alle informazioni”.

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Autore immagine: 123rf com

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