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News Revisione auto: arriva la tracciabilità

News Pubblicato il 20 maggio 2015

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> News Pubblicato il 20 maggio 2015

MctcNet2: il monitoraggio dei check-up dell’automezzo comincia nelle officine private.

 

Tra tante polemiche, timori e difficoltà, sta entrando a regime il sistema che permette di monitorare gran parte dei controlli eseguiti sulle automobili, in modo da poterne ricostruire, in qualsiasi momento, lo storico. Si chiama MctcNet2, un nome tanto difficile da ricordare quanto facile è, invece, la sua sostanza: si tratta di una tracciabilità delle revisioni, dei tagliandi e di ogni check-up effettuato sul mezzo. Insomma, una sorta di Grande Fratello dell’automobile volto a combattere il sistema delle revisioni superficiali o false.

Che i tempi stessero per cambiare lo si era già capito a dicembre dello scorso anno, con la modifica delle regole sulla revisione periodica (leggi “Revisione periodica degli autoveicoli: da gennaio 2015 cambiano le regole”). Ma immancabilmente, i problemi connessi a ogni cambio di regole e tecnologie hanno mostrato il ritardo di numerose officine, tanto che in poche sono riuscite ancora ad adeguarsi al mutato quadro (leggi “Revisione periodica dell’auto: nuova legge, nessun controllo”). Peraltro l’uso del sistema sembrerebbe poco sostenibile nelle stesse sedi della Motorizzazione, spesso obsolete e più difficilmente gestibili delle officine private.

Il secondo problema sarà quello di blindare MctcNet2 da eventuali frodi informatiche volte ad alterarne i dati per consentire ai soliti furbetti di farla franca.

Ad oggi, il sistema sta diventando operativo, poco alla volta, nelle officine private; le prime si sono dotate di software e attrezzatura già a metà dicembre 2014. Ogni giorno, però, si aggiungono ulteriori centri, con problemi solo sporadici per casi particolari, come l’illeggibilità della targa di alcuni vecchi motoveicoli da parte della telecamera che certifica l’effettiva presenza del mezzo sulla linea.

Come funziona

Il software acquisisce l’immagine del veicolo tramite fotografia anche della targa (per garantire che sia presente in officina), si usano codici anti falsificazione ed è necessario rispettare determinate attività imposte, senza possibilità di forzare il sistema.

Quando scatta la revisione dell’auto

Il Codice della strada prescrive – per ciclomotori, motoveicoli, autoveicoli, filoveicoli e rimorchi – controlli periodici per assicurarne nel tempo l’efficienza, per la sicurezza la riduzione delle emissioni nocive.

Autovetture per il trasporto privato, autocaravan, autocarri fino a 3,5 tonnellate, moto e motocicli sono tenuti alla prima revisione dopo quattro anni dalla prima immatricolazione, entro il mese in cui essa è avvenuta.

Le successive revisioni devono avvenire ogni due anni, entro lo stesso mese della precedente. Per gli altri veicoli i controlli sono annuali. Scaduto il termine, non si può circolare, nemmeno con la prenotazione di revisione: per andarvi, bisognerà utilizzare un carro attrezzi o rischiare la multa di 159 euro, con ritiro della carta di circolazione se sulla viabilità ordinaria e il fermo amministrativo in autostrada.

La revisione si può fare alla Motorizzazione o (per veicoli di massa complessiva entro 3,5 tonnellate) in uno dei centri privati autorizzati dal ministero dei Trasporti. I costi sono però differenti: alla Motorizzazione si pagano 45 euro, dai privati 64,80, di cui 10,80 per diritti governativi. Ma alla Motorizzazione i tempi sono più lunghi e bisogna presentarsi col bollettino postale prepagato.

[1] Direttiva n. 2014/45.

note

Autore immagine 123rf com


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