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Lo sai che? Pignoramento con modalità telematiche

Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2015

Esecuzione forzata e ricerca dei beni del debitore nell’anagrafe tributaria: ecco i tribunali dove è possibile agire immediatamente senza attendere i decreti attuativi.

Esecuzioni forzate. Buone notizie per i creditori insoddisfatti. Aumenta il numero di tribunali che consentono di consultare immediatamente, per via telematica, le banche dati della pubblica amministrazione (come l’anagrafe tributaria, l’anagrafe dei conti correnti, PRA, ecc.) al fine di individuare i beni del debitore da sottoporre a pignoramento. E ciò anche se la norma che ha previsto tale novità – inserita nell’ultima riforma del processo civile – richiede l’approvazione di specifici decreti attuativi che tuttavia ancora non esistono.

Oltre al Tribunale di Mantova e Novara, c’è anche Napoli e Taranto [1]. In verità, se a Napoli l’orientamento era già stato battezzato alcuni mesi fa, ora viene ribadito con un ulteriore provvedimento [2], a conferma dell’unità di interpretazione del foro partenopeo.

Anche a Taranto, il presidente del Tribunale ha autorizzato direttamente l’ufficiale giudiziario, su richiesta del creditore, ad accedere mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni o alle quali le stesse possono accedere e, in particolare, nell’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, nel pubblico registro automobilistico (PRA) e in quelle degli enti previdenziali (Inps, su tutti), per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti.

Detto in parole povere, nonostante sul punto si registri un contrasto giurisprudenziale (non tutti i tribunali sono sulla stessa linea di pensiero), stando a questo orientamento il creditore avrà gioco facile nella ricerca dei beni del debitore da pignorare (sempre che ve ne siano). Senza, infatti, bisogno di attendere i provvedimenti di attuazione del Governo – che chissà quanto tempo ancora richiedono – da subito il creditore potrà ricercare i beni del debitore tramite il computer dell’ufficiale giudiziario. Chi ha perso una causa ed è stato condannato con una sentenza, ha emesso assegni a vuoto, non ha pagato un decreto ingiuntivo ricevuto, ecc. non potrà più nascondere né l’automobile, né eventuali pensioni, né soprattutto conti in banca. Il pignoramento di quest’ultimo è, di norma, il più “convincente”: a nessuno piace vedersi bloccati i risparmi provenienti dallo stipendio o dalla pensione. Senonché se fino a ieri il creditore doveva utilizzare difficoltosi mezzi di intelligence per scoprire la banca di appoggio del debitore, oggi questo dato si potrà ottenere in un batter d’occhi attraverso la consultazione di quella banca dati che tutti gli istituti di credito hanno l’obbligo di alimentare con le informazioni in loro possesso, inerenti la tenuta e la consistenza dei conti correnti degli italiani. Insomma, non si scappa!

note

[1] Trib. Taranto decr. del 13.05.2015.

[2] Trib. Napoli, decr. del 29.03.2015.

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1 Commento

  1. Sono un Funzionario UNEP e al momento vi posso confermare che gli Ufficiali Giudiziari NON possono accedere con il collegamento DIRETTO E TELEMATICO alle banche dati, e questo per mancanza degli applicativi sw (siti e portali web) che non ci vengono forniti dal Ministero causa mancanza del decreto interministeriale di autorizzazione. Le autorizzazioni dei Presidenti infatti permettono, in caso di scontata impossibilità dell’UG a cui non è sufficiente un semplice PC connesso a internet, al creditore/suo avvocato di andare personalmente PRESSO I GESTORI con i documenti cartacei e chiedere loro i dati (che vengono ovviamente consultati attraverso i gestori e non direttamente dagli avvocati). L’AGENZIA DELLE ENTRATE NON PERMETTE AL MOMENTO L’ACCESSO ALLA BANCA DATI DEI CONTI CORRENTI IN MANCANZA DEL DECRETO ATTUATIVO. E’ TUTTO VIRTUALE ANCHE SE MOLTO AFFASCINANTE…

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