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Bonifico bancario: consigli e ultime sentenze

22 maggio 2015


Bonifico bancario: consigli e ultime sentenze

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 maggio 2015



Tracciabilità, passaggi di denaro tra parenti, prova di pagamento, detrazioni fiscali, affitto, inserzioni sul web.

Grazie all’avvento dell’home banking, ossia lo sportello virtuale di banca utilizzabile tramite il proprio pc di casa, il bonifico bancario è diventata una delle forme più utilizzate di pagamento tra privati. Il che è stato reso necessario anche dalla nuova normativa in tema di tracciabilità dei pagamenti che vieta l’uso del contante per importi superiori a 999,99 euro.

Ecco allora alcuni consigli pratici e ultime sentenze in questa articolata e spesso sconosciuta materia.

Tracciabilità

La legge, nell’intento di prevenire, contrastare e reprimere i fenomeni di riciclaggio, sancisce il divieto di trasferimento di denaro contante, di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore, in euro o valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore oggetto di trasferimento è pari o superiore ai 999,99 euro. Pertanto, nel caso – per esempio – di pagamento di 20.000 euro effettuato mediante bonifico bancario, trattandosi di un mezzo che assicura la tracciabilità dei flussi di capitale, non si ha violazione della norma, ed il pagamento è pienamente legittimo.

Per quanto concerne invece il quantitativo del prelievo, la normativa antiriciclaggio non pone limiti al prelievo di contante effettuato dal contribuente presso gli sportelli o il bancomat di un istituto finanziario. Dal che, ogni contribuente è libero di prelevare presso una banca o un istituto postale importi anche superiori alla soglia dei 1.000 euro, purché, ovviamente, con tale denaro non effettui poi pagamenti a terzi in contanti aventi ad oggetto somme di denaro complessivamente pari o superiori alla predetta soglia (e salva l’esigenza di tenere traccia della ragione del prelievo, onde evitare l’applicazione di presunzioni tributarie in caso di mancata giustificazione nel caso di indagini finanziarie).

I passaggi tra parenti

Nel caso di passaggio di denaro tra parenti (donazione o prestito di denaro) è necessario rispettare le disposizioni in materia di antiriciclaggio ed è vietata la consegna di denaro in contante superiore a 999,99 euro. La donazione o la restituzione deve avvenire usando un mezzo di pagamento (diverso dal contante) in grado di assicurare la tracciabilità, quale, ad esempio, un bonifico bancario, un assegno bancario o circolare non trasferibile.

Il bonifico è prova di pagamento

La documentazione comprovante il bonifico, se e in quanto lo stesso è andato effettivamente a buon fine, rappresenta una prova documentale dell’avvenuto pagamento del dovuto. Pertanto essa, stante il buon esito della transazione bancaria, può essere efficacemente opposta al venditore qualora questi pretenda un secondo pagamento della merce.

Il rilascio della quietanza relativa al pagamento dei canoni di locazione attiene al profilo della prova e riguarda il debitore che ha interesse a dimostrare di aver assolto la sua obbligazione. La prova può essere fornita, in luogo della quietanza, anche attraverso l’attestazione della banca di avvenuto pagamento e dalle indicazioni risultanti dalla causale riferita al canone di locazione. In questo caso, il proprietario può anche non rilasciare alcuna ricevuta di avvenuto pagamento in modo da evitare di assolvere l’imposta di bollo.

Per le detrazioni fiscali il bonifico deve essere parlante

In materia di bonus ristrutturazioni edilizie è necessario che il pagamento alla ditta esecutrice dei lavori avvenga con bonifico bancario o postale “parlante”, con tutte le indicazioni previste dalla legge: cioè, indicazione completa del codice fiscale del soggetto che sostiene la spesa, della partita Iva della ditta venditrice e installatrice dell’impianto, e della causale di versamento.

Viceversa, se il bonifico non è completo di tali indicazioni, occorre ripetere il pagamento, in accordo con l’impresa esecutrice dei lavori che deve restituire la somma ricevuta in precedenza.

La causale non deve ledere la privacy

Qualora il trasferimento del denaro da un conto a un altro avvenga per rimborsi o indennizzi, è meglio usare causali generiche che non facciano riferimento a dati sensibili del beneficiario come le condizioni di salute, di razza, politiche, ecc. Per esempio, violerebbe la privacy una causale che faccia riferimento al risarcimento per danni da emoderivati infetti. Al contrario, il generico riferimento a una legge, che prevede sì l’indennizzo, ma regola anche altre fattispecie, evita problemi di questo tipo. Per maggiori informazioni su questo aspetto leggi “Quando la causale del bonifico non lede la privacy“.

Le ultime sentenze

Se l’inquilino paga il locatore con un bonifico bancario prima che questi agisca con lo sfratto [1], anche se tale modalità di pagamento non è stata concordata in contratto, è comunque indicativa della sua seria volontà di adempiere al proprio debito. Infatti, una volta accreditata la somma del bonifico al beneficiario la stessa esce definitivamente dalla disponibilità dell’ordinante. Tale pagamento equivale perciò ad un’offerta non formale idonea ad impedire la risoluzione contrattuale per inadempimento [2] e, pertanto, il ricorso per sfratto non può essere accolto.

Instaurare trattative per la vendita di merce che deve essere spedita da un corriere, incassando il costo della stessa senza consegnarla al corriere stesso per la spedizione e accampando scuse affermando prima che la merce fosse in giacenza e poi che si sarebbe restituita la somma con bonifico bancario che invece non veniva effettuato, integra il reato di truffa e non una condotta avente natura meramente civilistica [3].

L’inserzione in un sito web di un’offerta di vendita di auto e moto, a fronte del pagamento della merce avvenuto tramite bonifico bancario sul conto corrente dell’offerente che prelevava l’intero importo, integra il reato di truffa [4].

Il pagamento delle rate condominiali effettuato mediante bonifico bancario si perfeziona solo alla data in cui la somma viene accreditata sul conto corrente del condominio, entrando così nella disponibilità del creditore [5].

In tema di obbligazioni di pagamento di somma di denaro, qualora il pagamento avvenga a mezzo bonifico bancario, la liberazione del debitore si verifica solo allorquando la somma entra nell’effettiva disponibilità del creditore, a nulla rilevando il solo ordine di bonifico diretto alla banca da parte del debitore [6].

Come noto sono a carico del conduttore le riparazioni di piccola manutenzione, non ché gli oneri di servizio di pulizia, al funzionamento e all’ordinaria manutenzione dell’ascensore, alla fornitura dell’acqua, dell’energia elettrica, del riscaldamento e del condizionamento dell’aria, allo spurgo dei pozzi neri e delle latrine, nonché alla fornitura di altri servizi comuni. Pertanto è essenziale che il locatore indichi e provi a quale titolo siano state versate al condominio le somme di cui chiede il rimborso. A tali oneri, il locatore non può considerarsi adempiente producendo unicamente la copia della ricevuta bancaria del bonifico di pagamento di non meglio precisate “rate condominiali” dalla quale non si evince a quali spese condominiali dette rate si riferiscano, ed in particolare, se si riferiscono a spese poste a carico del proprietario od a spese poste a carico del conduttore [7].

note

[1] Offerta di pagamento non formale ex art. 1220 cod. civ.

[2] C. App. Napoli, sent. n. 1727 del 6.05.2015.

[3] Trib. La Spezia sent. n. 92 del 4.02.2015.

[4] Trib. Torino sent. n. 1294 del 20.05.2013.

[5] Trib. Bergamo, sent. n. 9519 del 27.06.2009.

[6] Trib. Firenze sent. n. 3498 del 7.10.2008.

[7] Trib. Bari sent. n. 1882 del 13.06.2012.

Autore immagine: 123rf com

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