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La contestazione disciplinare deve essere specifica e immediata

22 maggio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 maggio 2015



La contestazione disciplinare che precede un licenziamento deve essere specifica ed immediata, altrimenti il provvedimento è nullo.

 

Quando l’azienda contesta al lavoratore una violazione del codice disciplinare aziendale deve farlo mediante “contestazione di addebito disciplinare”, ossia una lettera nella quale devono essere specificamente descritti:

data, luogo e modalità con cui si è manifestato il comportamento del lavoratore ritenuto illegittimo;

– le norme del regolamento aziendale e/o del contratto collettivo che si ritengono violate;

– l’invito, rivolto al lavoratore, a presentare le proprie difese entro un certo termine.

Per essere legittima, in sostanza, la contestazione disciplinare deve essere specifica: deve cioè contenere, nel dettaglio, la descrizione dell’addebito mosso, al fine di consentire al lavoratore di sapere quali condotte gli sono addebitate e potersi difendere di conseguenza.

Oltre a ciò è necessario che la contestazione sia tempestiva: ciò significa che l’azienda dovrà contestare al lavoratore la propria mancanza immediatamente, o – quando ciò non sia possibile – non appena venga a conoscenza della condotta illegittima.

Se la contestazione mossa rispetta questi requisiti e le giustificazioni del lavoratore non sono sufficienti a “scagionarlo”, il successivo licenziamento disciplinare, fondato sui medesimi fatti posti a fondamento dell’addebito contestato, sarà legittimo.

Di tale avviso è, in particolare, una recente sentenza della Corte di Cassazione [1], nella quale si precisa che la previa contestazione dell’addebito, necessaria per procedere – se ci sono i presupposti – al licenziamento disciplinare, ha lo scopo di consentire al lavoratore l’immediata difesa contro gli addebiti mossi. Di conseguenza deve essere quanto più possibile specifica e tempestiva: caratteristiche presenti solo se siano fornite le indicazioni necessarie ed essenziali per individuare concretamente e precisamente il fatto contestato al dipendente.

note

[1] Cass., sent. n. 9615 del 12.05.2015.

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