HOME Articoli

Lo sai che? Lavoro e tempo libero: quando vi è il rischio del licenziamento

Lo sai che? Pubblicato il 30 maggio 2015

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 30 maggio 2015

Legittimo il licenziamento del lavoratore che, con scelte di  vita privata, abbia rischiato di compromettere la sua capacità di svolgere le abituali mansioni: vi è lesione della buona fede e della correttezza verso il datore.

 

Fuori dal luogo di lavoro, il dipendente non è libero di fare tutto ciò che vuole. In virtù dell’obbligo di fedeltà che lo lega al datore, egli è infatti tenuto ad astenersi da qualsiasi comportamento che, per la sua natura e i possibili effetti, contrasti con gli obblighi legati alla sua collocazione nell’ambito dell’impresa e sia in grado di danneggiare, anche in modo solo potenziale, il datore di lavoro.

Ѐ quanto ha chiarito la Cassazione in una recente pronuncia [1].

Nello specifico la Suprema corte – uniformandosi ai principi validi anche nel diverso caso di assenza per malattia – spiega che, quando il lavoratore adotta, fuori dal lavoro, comportamenti in grado di compromettere le sue capacità di svolgere in modo adeguato le mansioni assegnategli, e tanto più lo fa nascondendo al datore tale condotta, viola il generale obbligo di fedeltà [2] che incombe sul lavoratore subordinato: un obbligo di comportarsi secondo buona fede [3] anche fuori dall’ambiente di lavoro al fine di non danneggiare il datore. Tale comportamento giustifica il licenziamento anche quando abbia prodotto un danno solo potenziale all’azienda.

La vicenda

Un riferimento alla specifica vicenda può aiutare a meglio comprendere le conclusioni della Corte.

Nel caso di specie un lavoratore veniva licenziato in quanto, senza riferire alcunché al datore di lavoro, aveva continuato a svolgere un’ attività sportiva del tutto incompatibile col suo stato di salute, rischiandone l’aggravamento. Proprio in ragione delle sue condizioni fisiche, peraltro, il datore di lavoro lo aveva già assegnato a mansioni ridotte, subendo inevitabili ripercussioni sotto il profilo dell’efficienza organizzativa e produttiva.

La decisione

Il lavoratore deve astenersi dall’adottare:

– non solo comportamenti espressamente vietati dalla legge (in virtù dell’obbligo di fedeltà [2] che lo lega all’impresa) quali: trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore, divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio

– ma anche qualsiasi altra condotta che, per la natura e per le possibili conseguenze, si ponga in contrasto con i doveri di correttezza e buona fede connessi al suo inserimento nella struttura e nell’organizzazione dell’impresa: si pensi al caso in cui, in un cantiere, un lavoratore abbia ottenuto di essere adibito a mansioni meno gravose di quelle abituali, certificando di soffrire di ernia e poi lo stesso svolga, al di fuori dell’impresa, un’ attività fisica di sollevamento pesi.  Tale condotta, per costante giurisprudenza [4], può ravvisarsi anche nella semplice preordinazione di una attività contraria agli interessi del datore di lavoro, se pur produttiva di un danno anche solo potenziale.

In parole semplici, il lavoratore potrà essere legittimamente licenziato quando vi sia la prova che con la condotta assunta fuori dal posto di lavoro, pur non avendo cagionato all’azienda un danno concreto e tangibile, egli abbia leso in modo grave il rapporto di fiducia col datore e violato i principi di affidamento e buona fede.

note

[1] Cass. sent. n 144/15.

[2] Art. 2105 cod. civ.

[3] Artt. 1175 e 1375 cod.civ.

[4] Cass. sent. n. 695/05, Cass, n. 2474/08, n. 14176/09 e Cass n. 3822/11.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI