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Agevolazione prima casa: rivendita senza pagare sanzioni

24 maggio 2015


Agevolazione prima casa: rivendita senza pagare sanzioni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 maggio 2015



Bonus fiscali: due modi per evitare di pagare la sanzione del 30% in caso di vendita dell’immobile acquistato con i benefici.

 

Quando si acquista la prima casa con le agevolazioni fiscali bisogna dichiarare al notaio di non è essere proprietario, neppure per quote, anche in regime di comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di immobili già oggetto di beneficio. Se non vuole decadere dal beneficio, poi, il proprietario deve rispettare due importanti condizioni:

– non vendere la casa per 5 anni;

– entro 18 mesi deve trasferirvi la residenza.

In caso di vendita entro i 5 anni dall’acquisto sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché una sanzione pari al 30% delle stesse imposte; e gli interessi di mora [1].

Ma il futuro è sempre incerto e il contribuente potrebbe, in un secondo momento decidere di vendere l’immobile per andare a vivere altrove. Ebbene, in tali casi esistono due modi per evitare le sanzioni.

1 | LA COMUNICAZIONE ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE

L’agenzia delle Entrate ha dichiarato, con una recente risoluzione [2], che se, prima che sia trascorso un anno dalla rivendita dell’immobile acquistato con le agevolazioni (periodo entro il quale è necessario, per non incorrere nella decadenza, riacquistare un altro immobile da adibire ad abitazione principale), il contribuente manifesta l’intenzione di non voler acquistare un’altra casa di abitazione, può chiedere, presentando un’istanza all’ufficio presso il quale è stato registrato l’atto, la riliquidazione dell’imposta. In tal modo, non scatta alcuna sanzione: il contribuente dovrà versare la differenza tra l’imposta pagata all’atto dell’acquisto e quella dovuta, oltre al pagamento degli interessi.

2 | IL RAVVEDIMENTO OPEROSO

Se, invece, il contribuente lascia trascorrere il termine di dodici mesi, senza acquistare un nuovo immobile o comunicare all’Agenzia l’intenzione di non voler più fruire dell’agevolazione, si verifica la decadenza del beneficio “prima casa” goduto al momento del primo acquisto.

In tal caso, egli ha comunque la possibilità di beneficiare del ravvedimento operoso e ottenere la riduzione delle sanzioni (sempreché la violazione non sia stata già constatata dal fisco).

In caso di affitto dell’immobile acquistato con i benefici fiscali non si perdono le agevolazioni “prima casa”. Occorre però fare attenzione a non trasferire la residenza in altro Comune nei tre anni da quando l’immobile è stato acquistato o da quando la residenza è stata trasferita nel Comune in cui è ubicato l’immobile, perché si potrebbe decadere, secondo l’agenzia delle Entrate, dalle agevolazioni prima casa.

note

[1] Art. 55 co. 4, Dpr 26 aprile 1986 n. 131.

[2] Ag. Entrate Risoluzione n. 112/E del 27.12.2012.

Autore immagine: 123rf com


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