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Permessi lavorativi per recarsi a votare e rimborsi spese

24 maggio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 maggio 2015



Elezioni: regole e agevolazioni per chi deve assentarsi dal lavoro per esprimere il proprio voto.

Votare è un diritto fondamentale, garantito dalla Costituzione [1]: non si tratta di una semplice facoltà, ma di un diritto essenziale, nonché di un dovere civico, che può essere limitato soltanto “per incapacità civile, per effetto di sentenza penale irrevocabile, o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge”.

Come conciliare, però, la necessità di esprimere il proprio voto, con le esigenze lavorative?

Il problema può essere facilmente superato per quei dipendenti che hanno la propria circoscrizione elettorale vicina al luogo in cui domiciliano e lavorano: data l’ampiezza dell’orario di apertura dei seggi elettorali, infatti, sarà sufficiente recarvisi durante un momento libero o una pausa( ad esempio, per le Elezioni Regionali 2015, che si terranno domenica 31 maggio, gli orari di apertura dei seggi andranno dalle 7 del mattino alle 23).

La questione si complica, invece, per quei lavoratori che hanno la residenza in un comune diverso dal luogo di domicilio o di lavoro: potrebbe nascere, per loro, difatti, l’esigenza di assentarsi, per adempiere al proprio dovere civico, entro la circoscrizione di appartenenza.

Pertanto, è più che legittimo, per il dipendente, richiedere al proprio datore di lavoro un permesso, al fine di potersi recare a votare: l’azienda , in questo, non ha margini di discrezionalità, poiché, come abbiamo già detto, si tratta di un diritto costituzionalmente garantito, dunque non può assolutamente rifiutare la concessione di tale permesso.

Tuttavia, l’assenza, per quanto riconosciuta e non contestabile, non è, generalmente, retribuita: per comprovare la sua legittimità, il lavoratore dovrà presentare copia della tessera elettorale timbrata.

Diversa è l’ipotesi dei dipendenti pubblici (sia civili che militari) trasferiti di sede in prossimità delle elezioni, la cui iscrizione alle liste elettorali della nuova sede non risulti ancora effettuata: in questo caso, la Ragioneria dello Stato, con un’apposita circolare [2], ha previsto che il lavoratore possa fruire di un permesso retribuito per adempiere al diritto di voto. Il permesso sarà pari ad un giorno, se il seggio elettorale dista tra i 350 ed i 750 km, ed a 2 giorni se la distanza supera i 700 km, o per spostamenti verso le isole, comprese quelle minori.

Per tutti i soggetti che necessitano di spostamenti per adempiere al voto (escluse le elezioni di deputati e senatori), infine, la normativa [3] contempla tariffe agevolate, sia per quanto concerne i pedaggi autostradali, sia per i collegamenti marittimi, che per quelli ferroviari ( per navi e treni, lo sconto è pari al 60%; diverse percentuali, e sconti anche sui biglietti aerei, sono disponibili per gli elettori provenienti dall’Estero). I benefici saranno fruibili, ovviamente, per il solo viaggio di andata verso la sede elettorale e ritorno: a tal fine, sarà necessario, all’andata, presentare la scheda elettorale, ed al ritorno la stessa scheda, timbrata.

note

[1] Cost., art.48.

[2] Circ. Igop. 23/92.

[3] Artt. 116/117, Dpr n. 361/1957 e Legge n. 241/1969.


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