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Cartella Equitalia nulla per l’accertamento firmato dal dirigente decaduto

25 maggio 2015


Cartella Equitalia nulla per l’accertamento firmato dal dirigente decaduto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 maggio 2015



Riscossione: se l’atto dell’Agenzia delle Entrate è stato sottoscritto da un dirigente senza poteri, decaduto dopo la sentenza della Corte Costituzionale, è nulla anche la successiva cartella esattoriale.

“Abbiamo pagato per anni atti fiscali che erano nulli”: è questo il grido di dolore che echeggia in numerose case e aziende, dopo che numerose commissioni tributarie stanno annullando, proprio in questi giorni, gli accertamenti firmati ed emessi dai dirigenti delle Entrate dichiarati decaduti per effetto della recente sentenza della Corte Costituzionale.

Ed ora si aprono le porte anche ai giudizi di impugnazione per nullità delle conseguenti cartelle esattoriali. Questo perché, stando agli ultimi e incisivi orientamenti dei giudici (in particolare, CTP di Milano, CTR Lombardia, CTP Frosinone, di Lecce e Campobasso), che correttamente interpretano il dettato normativo [1], l’atto firmato da uno di tali soggetti è radicalmente nullo.

L’accertamento fiscale, infatti, deve essere sottoscritto – a garanzia del contribuente – dal capo dell’ufficio o da altro impiegato alla carriera direttiva da lui delegato. In mancanza, la nullità è insanabile, rilevabile in “qualsiasi stato e grado del processo” dalla parte e finanche dallo stesso giudice d’ufficio. Il che, in pratica, significa che non ci sono termini massimi per impugnare l’accertamento viziato e, soprattutto, l’eventuale decorso del tempo non ne sana l’illegittimità.

Insomma, l’atto è nullo e tale rimane anche se il contribuente non lo ha contestato a suo tempo.

Ma significa anche che chi ha un ricorso già pendente, può sempre aggiungere l’eccezione di difetto di potere del firmatario dell’atto anche in corso di causa; così come chi ha perso il primo grado, per non aver sollevato l’eccezione, può farlo per la prima volta in secondo grado.

Queste considerazioni – già specificate nelle predette sentenze – hanno una inevitabile conseguenza: se l’atto è nullo “per sempre”, è nullo anche qualora, a seguito di esso, venga emessa una cartella esattoriale da parte di Equitalia. Quest’ultima, infatti, non può ritenersi valida se fondata su un precedente atto nullo. Diversamente ragionando si attribuirebbe alla cartella una funzione sanante che, invece, non ha, né può avere (e il fisco avrebbe tutto l’interesse a iscrivere immediatamente a ruolo le somme, ai fini della notifica della cartella, proprio per evitare la sanzione della nullità). Così però non è; pertanto – per principio pacifico nel nostro ordinamento – la nullità di un atto si riversa inevitabilmente su tutti gli atti che ne sono conseguenza.

Così che, anche la cartella di pagamento, avente come presupposto un avviso di accertamento firmato da un dirigente incaricato, deve essere annullata al di là delle eccezioni di parte ossia anche d’ufficio, proprio come l’atto presupposto emesso dalle Entrate.

La lista dei dirigenti è online

Non è difficile verificare se gli avvisi di accertamento siano stati sottoscritti da soggetti dotati degli appositi poteri. Tale facile riscontro consiste nel verificare se il dipendente dell’Agenzia delle Entrate che ha firmato l’atto o il soggetto che ha delegato questo alla firma è un dirigente o meno. Per far ciò è sufficiente scorrere la lista dei dipendenti dell’Agenzia delle entrate riportati nel ruolo dei dirigenti e verificare se il nominativo del firmatario dell’atto è ricompreso in tale elenco. Qualora l’atto fosse stato sottoscritto da un soggetto non ricompreso in tale ruolo si potrà decidere se presentare ricorso per veder tutelati i propri diritti. Il ruolo dei dirigenti dell’Agenzia delle Entrate è reperibile sul sito internet della stessa amministrazione al seguente indirizzo http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Agenzia/Amministrazione+trasparente/Personale/Dirigenti+cartella/Ruolo+dei+dirigenti+Entrate/ ed è aggiornato al 1° febbraio 2015.

note

[1] Art. 42 d.P.R. n. 600/1973. L’articolo 21-septies della legge n. 241/90, sostiene la Ctr Lombardia (Milano), prevede la “nullità assoluta del provvedimento che è viziato da difetto assoluto di attribuzione, che può essere eccepita in ogni stato e grado del giudizio, anche d’ufficio, come statuito dalla sentenza n. 12104 del 2003 della Cassazione”. E ancora, “gli avvisi di accertamento firmati da dirigenti dichiarati illegittimamente nominati sono nulli, perché adottati in violazione degli articoli 42 dpr 600/73 e 56 dpr 633/72 e perché viziati da incompetenza”.

Autore immagine: 123rf com

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2 Commenti

  1. mi trovo sullatto due firme, la prima del direttore legittimo di lucca ma laccertamento fatto e firmato dal direttore dell agenzia entrate di viareggio sullelenco sospero dalla stessa agenzia,in questo caso è valido latto o no grazie

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