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Nuovo Isee 2015, carte di credito e Social Card, che cosa cambia?

25 maggio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 maggio 2015



Ultime novità in tema di certificazione Isee, per chi intende richiedere sussidi sociali e prestazioni pubbliche.

È ormai pienamente operativa la nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica 2015, con la quale è certificato l’Isee, ovvero l’indicatore della situazione economica equivalente: il documento è diventato indispensabile per richiedere qualsiasi tipo di agevolazione o sussidio, da parte di Enti Pubblici.

I parametri indicatori della situazione economica di un nucleo familiare sono molteplici, e non sono costituiti solo dal reddito da lavoro o dal possesso d’immobili, ma anche da altre componenti patrimoniali mobiliari: parliamo, in particolare, di conti correnti, depositi , e persino carte di credito prepagate.

Difatti, l’Inps, con un recente messaggio [1], ha confermato la necessità d’inserire, all’interno della DSU, non solo i conti correnti, ma anche le carte conto (per intenderci, quelle con l’Iban) e le semplici prepagate.

Per ognuna di queste voci dovrà essere indicato sia il saldo al 31 dicembre, sia la giacenza media: questo, per evitare atteggiamenti fraudolenti, come quelli dei soggetti che sistematicamente svuotano il proprio conto in prossimità del 31 dicembre di ciascun anno, per far figurare saldi bassissimi o addirittura a zero.

Ormai, sotterfugi del genere non sono più possibili, come non possibile aggirare il fisco facendo confluire tutti i propri movimenti in una carta prepagata, anche se priva di Iban: difatti, le banche comunicano ogni anno, all’anagrafe tributaria, non solo i rapporti di conto corrente, ma qualsiasi rapporto intrattenuto col cliente, dunque anche le movimentazioni di carte di credito, ricaricabili o meno.

Non inganni il fatto che alcune di queste carte sono prive dell’indicazione del nome dell’intestatario: quando un soggetto ne richiede una, infatti, è sempre necessario che si munisca del codice fiscale e del documento d’identità, pertanto risulterà comunque come intestatario, anche se il suo nome non è scritto nell’oggetto.

Per tornare alla nostra dichiarazione Isee, se decidiamo di effettuarla autonomamente, tramite i servizi online dell’Inps per il cittadino, dovremo indicare le carte prepagate con un proprio IBAN, aventi le principali funzioni di un conto corrente, nella prima sezione del quadro FC2, codice 01; per quanto concerne le prepagate prive di codice Iban, andranno sempre indicate nel quadro FC2, ma nella seconda sezione, con il codice 99.

Come già detto, dovremo indicarne sia il saldo al 31 dicembre, sia la giacenza media: per calcolare l’ammontare di quest’ultima, qualora vi fossero difficoltà nel reperire il dato ufficiale da parte della banca o dell’intermediario finanziario, si dovranno prendere tutti gli estratti conto dell’anno, sommare le giacenze di ciascun giorno, dal primo gennaio al 31 dicembre, e dividere il risultato per 365. Un lavoro non da poco, ma, fortunatamente, un problema transitorio, poiché dall’anno prossimo l’Inps riporterà automaticamente i dati dall’Anagrafe Tributaria.

Un discorso a parte merita, invece, la cosiddetta Social Card 2015 o Carta Acquisti: in questo caso non possiamo assimilarla alle altre carte di credito, poiché si tratta, in realtà, di un sussidio sociale pubblico. Di conseguenza, non dovrà essere inserita in dichiarazione, poiché l’Inps, possedendola direttamente entro la sua banca dati, la utilizzerà automaticamente per il calcolo dell’Indicatore.

Sempre per quanto concerne la Social Card, le prestazioni in corso di erogazione non verranno interrotte a causa dell’entrata in vigore della nuova DSU 2015, ma saranno valide fino alla scadenza annuale dell’ISEE: ad esempio , chi ha presentato certificazione Isee e domanda di Social Card a novembre 2014, avrà comunque diritto alle ricariche periodiche sino a novembre 2015, senza necessità di presentare una nuova dichiarazione.

note

[1] Mess. Inps 2353/2015.

Autore immagine: 123rf com

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