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Lo sai che? Naspi: come presentare la domanda

Lo sai che? Pubblicato il 25 maggio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 maggio 2015

Disoccupazione: la circolare dell’Inps sul nuovo ammortizzatore sociale.

Naspi. Dal 1° maggio 2015 è partita la nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego (Naspi), prevista per i lavoratori che si trovino in stato di disoccupazione involontaria.

Proprio a partire da tale data la domanda dovrà essere trasmessa in via telematica, con i consueti canali per l’inoltro della domanda: via web, attraverso il sito www.Inps.it, direttamente dal cittadino in possesso del Pin dispositivo Inps; tramite gli Enti di Patronato; tramite Contact center integrato Inps Inail, chiamando da rete fissa il numero gratuito 803.164 oppure il numero 06. 164.164 da telefono cellulare, con tariffazione stabilita dal proprio gestore.

Con una recente circolare [1], l’Inps riepiloga tutte le novità in materia [2]. La nuova prestazione, che sostituisce l’Aspi e la Miniaspi, consente di ottenere una indennità mensile di disoccupazione denominata “nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego” (Naspi), con la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.

Hanno diritto alla prestazione sociale i lavoratori dipendenti, compresi gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata [3] e il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.

Sono esclusi lavoratori a tempo indeterminato della pubblica amministrazione e gli operai agricoli.

Per quanto concerne gli operai agricoli, l’esclusione vale a prescindere che siano stati assunti a tempo determinato (Otd) o indeterminato (Oti), visto che nei loro confronti continua a operare la specifica indennità di disoccupazione prevista per l’agricoltura.

Per accedere alla Naspi è necessario essere in possesso di determinate caratteristiche; in particolare gli interessati devono presentare, congiuntamente, i seguenti requisiti:

a) essere in stato di disoccupazione [4];
b) far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione;
c) far valere 30 giornate di lavoro effettivo, indipendentemente dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.
La prestazione sarà corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni.

L’indennità spetta anche se il lavoratore – anziché essere stato licenziato – si sia dimesso, purché ciò sia avvenuto per “giusta causa” ossia per il caso di mancato pagamento delle retribuzioni o atteggiamenti di mobbing, di vessazione o comunque altri situazioni di tale gravità da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro. Tale non potrebbe essere, per esempio, il distacco del dipendente in altra sede senza che questi l’abbia accettato.

In ogni caso, per ottenere la Naspi a seguito di dimissioni bisognerà dare prova all’Inps della giusta causa. Ecco perché si consiglia al lavoratore di far precedere la propria dimissione da una formale diffida notificata al datore di lavoro (anche a mezzo del proprio avvocato), affinché questi sia messo in mora. In tal modo sarà più semplice offrire la prova all’ente previdenziale che il dipendente è stato, suo malgrado, posto nella condizione di dover andare via dal lavoro.

note

[1] Inps, circolare n.94 del 12.05.2015.

[2] Introdotta dall’art. 1 del Dlgs 4 marzo 2015 n. 22, che ha istituito, dal 1° maggio 2015.

[3] Art.1, comma 3, della legge 142/2001.
[4] Ai sensi dell’art. 1, comma 2, lettera c, del D lgs 181/2000, e successive modificazioni.

Autore immagine: 123rf com


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