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Sally Ride: un Doodle per onorarla

26 maggio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 maggio 2015



Google ricorda, oggi, la prima donna americana a raggiungere lo spazio, simbolo di forza e coraggio per tutti coloro che lottano per “rompere le barriere”.

 

Oggi Google celebra Sally Ride con 5 doodle: nel primo, l’astronauta porge la mano ad una bimba che, dopo averla toccata, diventa anch’essa un’astronauta; nel secondo, affianca una bambina mentre insieme lavorano davanti a un quadro di comando; nel terzo, fluttua in aria durante una conferenza facendo, successivamente, levitare molte persone del pubblico; nel quarto, è divertita ai comandi dello Space Shuttle e nel quinto, è impegnata a programmare il braccio robotico, affinché scriva la parola “Google”.

I doodle sono stati creati dal team di Google che ha collaborato, negli ultimi mesi, con Tam O’Shaughnessy, sua compagna di vita per 27 anni.

Chi era Sally Ride?

La Ride era nata il 26 Maggio 1951, a Los Angeles. Quando stava svolgendo il suo dottorando in fisica, presso la Standford University, lesse un annuncio di lavoro della Nasa, in cui si precisava che, per la prima volta, la ricerca era rivolta anche alle donne. Subito si propose e, su quasi 9000 donne che inviarono la propria candidatura, rientrò tra le 6 che vennero selezionate.

Partecipò a due missioni a bordo dello shuttle Challenger (missione STS-7 e missione STS-41-G), diventando così la prima donna americana ad andare nello spazio. Successivamente, nel 1987, decise di lasciare la Nasa e di dedicarsi all’insegnamento universitario. E’ morta nel 2012 a causa di un tumore al pancreas.

 

Perché è considerata un simbolo per molti?

Attualmente, a sua insaputa, è diventata un’icona gay perché, dopo la sua morte si è scoperto che, benché avesse avuto alle spalle un matrimonio con un uomo, è stata legata per quasi 30 anni con una donna (e a breve, la sua statua, per volere di un senatore omosessuale, prenderà posto presso la sede del Congresso degli Stati Uniti d’America a rappresentare la comunità di Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender in Campidoglio).

Ma Sally Ride è tanto altro ancora. Insieme alla sua compagna, aveva fondato, nel 2001, un’associazione denominata “Sally Ride Science” per incoraggiare gli studenti, ma soprattutto le bambine e le ragazze, a studiare scienze, facendo così crollare quel muro, costruito da mattoni di pregiudizi, che limita l’accesso allo studio di materie scientifiche alle donne.

La Ride così si esprimeva: “Ovunque vado incontro ragazze e ragazzi che vogliono diventare astronauti ed esplorare lo spazio, o amano il mare e vogliono diventare oceanografi, oppure amano gli animali e voglio essere zoologi, o che amano disegnare le cose e diventare ingegneri. Voglio vedere quelle stesse stelle nei loro occhi tra 10 anni e sapere che stanno percorrendo la loro strada!”

Oggi, pertanto, ricordando Sally Ride, si celebrano tutte le persone che hanno deciso di abbattere le barriere che ostacolano il raggiungimento dei propri obiettivi o la realizzazione dei propri sogni, le donne che hanno deciso di basare la carriera professionale sulle proprie facoltà intellettive e non sul proprio corpo, i bambini e le bambine di oggi che, si spera, avranno le stesse stelle, nei loro occhi, tra 10 anni.

Giovanna Conforti

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1 Commento

  1. Sono un architetto donna. Lavoro per una società di costruzioni. Gestisco un team di 15 persone. E’ indescrivibile la faccia che fanno i i clienti quando mi incontrano la prima volta. Mi sento sempre dire: “ah, e’ lei l’arch.? pensavo fosse un uomo”. Dopo un pò, io divento “signora” e il geometra che coordino diventa “ingegnere”. Troppi pregiudizi ancora sulle donne….

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