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Lo sai che? Disoccupazione 2015: nuova Naspi e cumulo con altri redditi

Lo sai che? Pubblicato il 26 maggio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 maggio 2015

Naspi, ammortizzatori sociali e disoccupazione: Quali sono le tipologie di reddito cumulabili ed incumulabili con i nuovi trattamenti di disoccupazione in vigore da quest’anno.

La Naspi è il nuovo sussidio erogato per la perdita involontaria dell’occupazione: spetta a tutti i lavoratori che vantano almeno 13 settimane di lavoro negli ultimi 4 anni, assieme a 18 giornate di lavoro nei 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto.

Il sussidio è pari al 75% dell’imponibile previdenziale degli ultimi 4 anni, sino a € 1.195; ove l’imponibile risulti superiore, subisce delle decurtazioni ulteriori: in ogni caso, il trattamento non può superare 1.300€ mensili. La durata è pari alla metà delle settimane contribuite negli ultimi 4 anni, esclusi i periodi già indennizzati; dal 2017, ad ogni modo, non si potranno superare i 18 mesi complessivi.

Come comportarsi, tuttavia, quando, durante il periodo indennizzato, si percepiscono al tri redditi? Si perde il diritto alla Naspi?

La casistica è molto vasta, e varia da caso a caso.

Innanzitutto, l’Inps, con un recente messaggio [1], inerente alla vecchia Aspi, fruibile dai lavoratori licenziati entro il 30 aprile 2015, poi con una successiva circolare [2], riguardante la nuova Naspi (per i disoccupati con contratto cessato dal primo maggio in poi), ha chiarito che il solo reimpiego, a prescindere dalla durata, di per sé non comporta la decadenza alla percezione della disoccupazione, se il reddito da lavoro dipendente previsto è inferiore alla soglia di esenzione, ovvero € 8.145.

Nel dettaglio, si avranno le seguenti ipotesi:

-nuovo impiego di durata inferiore ai 6 mesi, e reddito inferiore alla soglia di esenzione: il beneficiario manterrà l’assegno Naspi, ma questo verrà ridotto di un importo pari all’80% del reddito conseguito col nuovo rapporto di lavoro;

-nuovo impiego di durata inferiore ai 6 mesi, e reddito superiore alla soglia di esenzione: la Naspi verrà sospesa per tutta la durata del nuovo impiego, e riprenderà a decorrere dalla cessazione;

– nuovo impiego di durata superiore ai 6 mesi, o a tempo indeterminato, con un reddito inferiore alla soglia di esenzione: il soggetto manterrà l’assegno Naspi, che sarà decurtato di un importo pari all’80% del reddito conseguito col nuovo rapporto di lavoro;

– nuovo impiego di durata superiore ai 6 mesi, o a tempo indeterminato, con un reddito superiore alla soglia di esenzione: il soggetto decadrà dal trattamento.

Tuttavia, per poter cumulare le due entrate, il lavoratore dovrà comunicare all’Inps, entro 30 giorni dalla nuova assunzione, il reddito annuo che prevede di guadagnare da tale rapporto.

In mancanza, si applicheranno le vecchie regole, ovvero, per rapporti inferiori al semestre, scatterà la sospensione e, per durate superiori o contratti a tempo indeterminato, vi sarà la decadenza.

Inoltre, in sede di dichiarazione dei redditi, l’assegno di disoccupazione sarà decurtato dell’80% degli importi percepiti in costanza del nuovo impiego.

Diverso è, invece, il limite di cumulabilità con gli importi derivanti da lavoro autonomo e parasubordinato: questi ultimi, difatti, non potranno essere superiori ad € 4.800. Parallelamente a quanto appena osservato, l’interessato dovrà presentare dichiarazione all’Istituto del reddito presunto. La Naspi sarà ridotta, come nelle altre casistiche, di un ammontare pari all’80% del reddito presunto.

Infine, per quanto concerne i beneficiari Naspi che percepiscono compensi da lavoro occasionale accessorio (cosiddetti buoni lavoro), potranno incassare , nel 2015, un totale di € 3.000 in voucher.

note

[1] Inps, mess. n.2028/2015.

[2] Circ. Inps n. 94 del 12/05/2015.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. L’informazione, per quanto supportata dalla circolare INPS, a detta dello stesso Istituto non sembra corretta né completa. Per il lavoro autonomo gli incaricati INPS di secondo livello a Roma rispondono che nella realtà la NASPI NON viene ridotta del solo 80% del reddito presunto. Ma avverrebbe un complicatissimo ed ermetico calcolo automatico i cui effetti, nei casi fin’ora osserrvati, avrebbero prodotto una drastica riduzione della NASPI naturalmente ad enorme svantaggio dell’utente. Il termine di paragone fornito come esempio: se si percepisce un’indennità NASPI di 1.000 euro, e si presta lavoro autonomo per circa 2.000 euro/anno (con debita comunicazione entro il termine di 30 gg), l’indennità NASPI si riduce a circa 200 euro/mese fino al termine della prestazione, eventualmente da conguagliare in sede di dichiarazione dei redditi. Cioè si perderebbe l’80% della NASPI. Sono incredulo. Non riesco a pensare come sia possibile tutto ciò.

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