Tribunale: la donna toglie un coltello dalla borsa per uccidere il Pm

27 Maggio 2015
Tribunale: la donna toglie un coltello dalla borsa per uccidere il Pm

Sicurezza nei tribunali: il tentativo con una lama da 30 centimetri rimette in discussione la questione dei metal detector e delle telecamere non funzionanti.

Al tribunale di Lodi lo scanner è fuori uso da dicembre scorso. Sono appena passate le 7 di mattina e una donna entra nel Palazzo di giustizia con un coltello di circa 30 centimetri nascosto nella borsetta. Riesce a eludere la sorveglianza e si ferma in un angolo, in attesa che si facciano le nove, orario di apertura della segreteria della Procura della Repubblica. Quindi passa all’azione: aggredisce un cancelliere con l’intenzione poi di affrontare e forse uccidere il Pm A.M.

In quel frangente arriva la sicurezza che riesce a bloccarla e a condurla in caserma.

Torna di scena il problema della sicurezza (carente) dei nostri Tribunali, dei mancati controlli, delle telecamere obsolete e praticamente inservibili, dei metal detector che non funzionano, della facilità con cui è possibile introdurre armi in qualsiasi orario. Ogni Palazzo di giustizia, ormai, racconta una storia diversa, fatta di allarmi bomba, di clienti che ammazzano i loro stessi avvocati o si avventano sui giudici.

È dello scorso 9 aprile il caso dell’uomo che, entrato al Tribunale di Milano armato di una Beretta 9×21, ha ucciso il giudice Fernando Ciampi, l’avvocato Lorenzo Alberto Claris e il socio in affari, ferendo altre due persone. In un primo momento sembrava che Giardiello fosse entrato dal varco di via Manara, destinato agli operatori di palazzo di giustizia e non presidiato da metal detector. Dal 16 maggio scorso però si è fatta strada una nuova ipotesi al vaglio degli inquirenti: che Giardiello sia, invece, entrato da un accesso presidiato dal varco e che questo avrebbe addirittura segnalato la presenza dell’arma.
Difficile in ogni caso risalire alle responsabilità. A Lodi, per esempio, la manutenzione delle apparecchiature di sicurezza dovrebbe competere al Comune, che però vanta crediti nei confronti della Procura. A Milano a presidiare il tribunale non ci sono più i Carabinieri, ma due società che, per quanto riguarda l’ultima strage, si sono rimpallate le responsabilità dell’accaduto.

È allarmante e paradossale, però, che il personale di sicurezza abbia l’ordine tassativo (e lo esegue) di bloccare il visitatore che nasconda registratori, quando invece telefoni cellulari e tablets riescono a svolgere la stessa funzione, riprendendo immagini e registrando conversazioni. Senza poi contare le armi: quelle, evidentemente, hanno libero accesso.



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