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Fideiussore: come evitare la revocatoria della vendita al parente

27 Maggio 2015
Fideiussore: come evitare la revocatoria della vendita al parente

La banca fa revocare la vendita degli immobili al parente fatta dal fideiussore che sapeva che, con tale atto, avrebbe pregiudicato le ragioni dei creditori.

Una volta firmata la fideiussione, non c’è modo, per il debitore, di spogliarsi dei propri beni – per esempio costituendo un fondo patrimoniale o vendendoli a un familiare – per sottrarli alla garanzia del creditore. L’unico modo è quello di sperare che trascorrano cinque anni senza che nessuno impugni tale atto attraverso la cosiddetta azione revocatoria (giudizio volto a rendere inefficace l’atto stesso). Difatti, già con la sottoscrizione della fideiussione, il debitore è consapevole di avere un debito (sia pure potenziale, cioè subordinato al mancato pagamento del debitore principale): pertanto, ogni tentativo di spogliarsi dell’immobile può essere inquadrato come una frode ai creditori, suscettibile di essere revocato, ossia di essere reso inefficace.

Dunque, per il debitore si aprono solo due strade: o l’immobile viene alienato al familiare prima di firmare la fideiussione (ma, a tal punto, sarà molto difficile che la sua garanzia possa essere appetibile per la banca o qualsiasi altro creditore) oppure non resta che sperare che trascorrano, pacificamente, i cinque anni dal compimento dell’atto.

Un’ultima strada, per il debitore, potrebbe essere quella di dimostrare di vantare la proprietà di altri immobili altrettanto appetibili per i creditori, nel caso in cui questi dovessero procedere a una esecuzione forzata: e ciò perché la revocatoria è possibile solo se il debitore, con la vendita/donazione dei propri beni, renda impossibile o molto difficile, per i creditori, le azioni di recupero. Se, invece, esistono altri beni da aggredire, e tali beni hanno lo stesso o superiore valore di quello alienato, allora la revocatoria su quest’ultimo non ha ragione d’essere.

A conferma di tali riflessioni, proprio questa mattina la Cassazione [1] ha confermato la possibilità, per la banca, di procedere alla revocatoria nei confronti del fideiussore per aver ceduto i propri beni al figlio. Il fatto che il garante si spogli del patrimonio in favore del figlio è di per sé sintomo di consapevolezza di arrecare pregiudizio ai creditori.

In definitiva, se la fideiussione è anteriore agli atti di alienazione del patrimonio, l’azione revocatoria può essere sempre esperita a condizione che il debitore non dimostri di avere altri beni, di pari o superiore valore, che il creditore potrebbe alternativamente aggredire nel caso in cui intenda procedere ad esecuzione forzata.


note

[1] Cass. sent. n. 10484/2015 del 27.05.15.

Autore immagine: 123rf com


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