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Tassa rifiuti: come non pagare l’imposta sulla soffitta

27 Maggio 2015
Tassa rifiuti: come non pagare l’imposta sulla soffitta

La soffitta non produce rifiuti e resta fuori dal calcolo per l’importo del tributo (Tarsu).

Se hai una soffitta e hai timore che questa possa comportarti un aggravio nel pagamento (peraltro imminente) dell’imposta sui rifiuti, ci sono buone notizie per te. In generale la soffitta non rientra tra le aree che producono rifiuti e pertanto non è soggetta al relativo tributo (nella fattispecie la Tarsu). Tuttavia, il proprietario che intenda godere della predetta esenzione deve dimostrare i presupposti per potersi avvalere del beneficio. Lo ha chiarito la Commissione Tributaria Provinciale di Cosenza in una recente sentenza [1].

La legge che regola i presupposti per il pagamento dell’imposta sulla spazzatura [2] stabilisce che “non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell’anno, qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia, originaria o di variazione, e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione”.

È poi necessario procurarsi il regolamento comunale per l’applicazione della tassa, approvato dal Comune che potrebbe prevedere, per esempio, “che non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti, tra le quali, l’atto citato, indica a titolo esemplificativo le soffitte, limitatamente alla parte del locale con altezza inferiore o uguale a metri 1,50”. È chiara, in questi casi, l’esclusione delle soffitte per la parte delle stesse di altezza pari o inferiore a metri 1,50.

Ma non basta possedere una soffitta con tali caratteristiche per sperare di non dovere nulla al fisco. Infatti, come detto, la legge prevede che sia onere del contribuente indicare la sussistenza di tali presupposti per l’esenzione nella denuncia originaria o di variazione: presupposti che vanno debitamente riscontrati in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o a idonea documentazione come, ad esempio, la piantina dell’appartamento, che andrà allegata alla denuncia.

In sintesi, incombe sul soggetto che voglia godere dell’esenzione, l’onere di dimostrarne i presupposti.


note

[1]  CTP Cosenza, sent. n. 1645/15.

[2] Art. 62 d.lgs. n. 507/1993.

Autore immagine: 123rf com


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