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Equitalia è in mala fede se prima non controlla i ruoli


Equitalia è in mala fede se prima non controlla i ruoli

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 maggio 2015



Spese processuali e danno per l’Agente della riscossione che adotta un comportamento gravemente imprudente senza tenere conto dello sgravio ottenuto dal contribuente e della richiesta di annullamento della cartella esattoriale.

Un obbligo di comportamento prudente: è questo quanto prescrive la legge nei confronti di Equitalia che, pertanto, non può limitarsi a imbustare e inviare le cartelle di pagamento, ma deve sempre controllare prima la correttezza delle somme iscritte a ruolo. Risultato: l’Agente per la riscossione risponde di responsabilità processuale aggravata – e paga, oltre alle spese processuali anche il risarcimento del danno – tutte le volte in cui abbia iniziato l’esecuzione forzata o iscritto un fermo o un’ipoteca senza ascoltare le istanze del contribuente, disattendendo le richieste di sgravio da questi presentate per via dell’illegittima pretesa esattoriale. È quanto si evince dal tandem di sentenze emesse dal Tribunale di La Spezia in primo grado [1] e dalla Corte di Appello di Genova in secondo [2], nel procedimento segnalatoci e patrocinato dall’avv. Pier Manlio Giaquinto (i testi delle sentenze sono scaricabili cliccando, qui sopra, sugli estremi dei rispettivi tribunali).

La vicenda

Nel caso di specie, Equitalia aveva iscritto un fermo auto per il mancato pagamento di una multa stradale, nonostante fosse in precedenza intervenuto un provvedimento di sgravio rilasciato dalla Prefettura e dal contribuente comunicato tempestivamente all’Agente per la riscossione. Dopo aver incassato una condanna in primo grado per lite temeraria per aver disatteso le legittime richieste dell’automobilista, Equitalia aveva impugnato la sentenza davanti la Corte d’Appello di Genova, venendo anche lì bastonata severamente.

Quando Equitalia agisce in evidente malafede

Evidentemente è tutt’altro che scontato che la pubblica amministrazione ascolti le istanze del cittadino e che, anzi, se ne faccia garante imparziale. Equitalia, è vero, è una società privata, ma soggetta agli stessi obblighi della P.A. posta la funzione pubblica e la delicatezza del ruolo che ricopre. E dunque ancor di più nei suoi confronti sono inammissibili comportamenti imprudenti e al limite della malafede come nel caso di specie, avendo iscritto il fermo e avendo poi resistito in giudizio, sino ad appellare la sentenza di primo grado, nonostante avesse avuto notizia del venir meno del credito a tutela del quale aveva agito.

Insomma, un comportamento gravemente imprudente che costa una severa condanna alle spese.

note

[1] Trib. La Spezia sent. n. 887/11

[2] C. App. Genova sent. n. 694/2015.

Autore immagine: 123rf com

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