Jobs Act, disoccupazione a 24 mesi, Solidarietà e Cig sino a 36

28 maggio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 maggio 2015



Nuovo decreto attuativo che stabilizza la Naspi a 24 mesi anche dopo il 2017, e prevede un tetto di 36 mesi tra cassa integrazione e contratti di solidarietà.

Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha illustrato ieri, nel corso dell’incontro con le parti sociali, le novità che saranno introdotte dai nuovi 4 decreti attuativi del Jobs Act. Le normative verteranno su cassa integrazione, politiche attive, ispezioni e semplificazioni, e saranno varate ai primi di giugno.

La novità principale consiste nella stabilizzazione della Naspi, il sussidio di disoccupazione entrato in vigore da questo maggio, ad un massimo di 24 mesi: il precedente decreto, invece, ne prevedeva la riduzione a 18 mesi anche dopo il 2017.

La Naspi, ricordiamo, sostituisce l’Aspi, il sussidio a sostegno del reddito per la perdita involontaria dell’occupazione: i requisiti per accedervi sono più elastici, rispetto a quelli previsti per la vecchia disoccupazione, in quanto sono sufficienti 13 settimane lavorate nell’arco dei 4 anni precedenti al licenziamento, e 18 giornate di lavoro nell’arco dell’anno in corso. Sono esclusi, sia dal computo che dal trattamento, i periodi già indennizzati. Il sussidio è pari al 75% dell’imponibile medio degli ultimi 4 anni, con delle decurtazioni, per gli imponibili superiori a € 1.195, e non può, comunque, eccedere € 1.300 mensili.

Altre novità riguardano gli istituti della Cig,o Cigo, e della Cigs, ovvero la Cassa Integrazione Guadagni, sia Ordinaria che Straordinaria: si tratta di un ammortizzatore sociale grazie al quale l’Inps versa una quota della retribuzione per le ore di lavoro perse, in caso di riduzione dell’attività aziendale. La cassa integrazione verrà estesa anche agli apprendisti, ed alle piccole imprese con più di 5 dipendenti, e si baserà sul principio assicurativo “bonus-malus”, ossia, più l’azienda ricorrerà alle integrazioni salariali, più pagherà a livello contributivo, grazie ad un’addizionale che potrà salire sino al 15%.

La durata, sia della Cig (o Cigo), che della Cigs sarà pari ad un massimo di 24 mesi, calcolati nell’arco di un quinquennio mobile: entrambe potranno essere prorogate sino a 36 mesi, qualora in precedenza sia stato utilizzato il contratto di solidarietà per 24 mesi; esso verrà computato, infatti, come 12 mesi, ed equiparato alla Cigs, dal punto di vista sia del trattamento, che dei massimali contributivi.

Il contratto di solidarietà è, come la cassa integrazione, un ammortizzatore sociale che contempla la riduzione dell’orario di lavoro, e si distingue in due tipologie, che si basano, entrambe, sul principio “lavorare meno per lavorare tutti”: , il contratto di solidarietà difensivo, che prevede la riduzione oraria per evitare licenziamenti, ed il più raro contratto di solidarietà espansivo, che è volto all’effettuazione di nuove assunzioni.

Infine, vi sono delle buone notizie anche per le piccole aziende: difatti, per le PMI con più di 5 dipendenti, che, precedentemente, potevano solo fruire dei trattamenti in deroga, ora sarà possibile utilizzare la cassa integrazione, ma è prevista, obbligatoriamente, l’adesione ad un fondo bilaterale o, in mancanza, al fondo di solidarietà residuale dell’Inps, che prevede il versamento dell’aliquota dello 0,45%.

L’adesione al fondo è, ormai da mesi, automatica, per chi non aderisce ad altri strumenti: l’Istituto, infatti, già dall’autunno scorso, ha provveduto ad assegnare alle microimprese l’apposito codice, che identifica l’addizionale contributiva. Per le aziende obbligate, è dunque importante conteggiare quest’aliquota aggiuntiva, in sede di pagamento dei contributi, pena la perdita della regolarità contributiva.

note

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. buongiorno, è possibile che una società per azioni sia posta in liquidazione con Cassa integrazione in deroga?

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