Dipendenti di studi professionali: 85 euro in più e fondo anticrisi

28 Maggio 2015
Dipendenti di studi professionali: 85 euro in più e fondo anticrisi

Confprofessioni: tutela sanitaria e antinfortunistica ai titolari; approvato il fondo anticrisi, contratti a termine senza intervallo, formazione ridotta agli apprendisti.

È stato appena rinnovato il Contratto Collettivo Nazionale (CCNL) degli studi professionali: un milione e mezzo tra lavoratori subordinati, praticanti e professionisti di studio saranno interessati dalle novità votate all’unanimità da parte di Confprofessioni (sigla che riunisce diciannove associazioni di categoria) e dei sindacati dei lavoratori del settore Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.

Il nuovo contratto collettivo, che resterà in vigore fino al 31 marzo 2018, prevede innanzitutto un aumento salariale per il prossimo triennio di 85 euro a regime per il terzo livello. L’incremento sulla retribuzione tocca i dipendenti degli studi di notai, avvocati, medici, dentisti, ingegneri, architetti, commercialisti, consulenti del lavoro. In prospettiva sarà definita la classificazione delle professioni non appartenenti a Ordini.

Tale aumento retributivo complessivo viene diviso in cinque tranche, con l’esclusione di una tantum. È affidata alla bilateralità fra le parti sociali la copertura di assistenza sanitaria e antinfortunistica dei titolari degli studi: la gestione delle prestazioni risulta affidata a Confprofessioni, che ha stipulato il nuovo Ccnl come unica rappresentanza datoriale.

Flessibilità nell’assunzione

Si potrà far ricorso con maggiore flessibilità ai contratti a termine che potranno essere attivati da ogni datore: viene quindi abolito l’obbligo di rispettare gli intervalli di tempo tra differenti rapporti a tempo determinato.

Semplificati gli obblighi formativi per l’apprendistato: si riducono le ore di formazione, mentre sono estese le modalità nelle quali è possibile svolgere il praticantato.

È stato poi previsto il contratto di reimpiego: per trenta mesi sarà consentito retribuire soggetti sopra i cinquant’anni e disoccupati di lunga durata con un salario di ingresso più basso rispetto alla base prevista dal Ccnl. Al datore è rimborsata la metà della retribuzione derivante dalla concessione del permesso studio ai lavoratori.

Fondo anti crisi

Nasce, infine, il fondo anti-crisi per il sostegno al reddito di chi lavora negli studi e ha difficoltà economiche.


note

Fonte: Dario Ferrara, Cassazione.net.

Autore immagine: 123rf com


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