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Nuovo pignoramento automobile: se il mezzo non viene dato all’IVG

28 maggio 2015


Nuovo pignoramento automobile: se il mezzo non viene dato all’IVG

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 maggio 2015



Che succede se l’auto pignorata non si trova, il debitore non la consegna all’Istituto Vendite Giudiziarie, il creditore iscrive il pignoramento a ruolo: il processo che fine fa?

Con l’ultima riforma del processo civile [1], è stato previsto il nuovo procedimento di esecuzione forzata sull’automobile: in pratica, viste le difficoltà registrate in passato nel reperire eventuali automezzi del debitore da pignorare (che, stranamente, proprio il giorno dell’arrivo dell’ufficiale giudiziario, non erano mai parcheggiati nei pressi dell’abitazione del proprietario, nel garage o nel cortile di casa), la riforma ha previsto la possibilità di individuare tali beni attraverso una ricerca telematica nei registri del Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Dunque, non più caccie al tesoro, ma una semplice verifica tramite collegamento telematico, cui non si può più sfuggire.

A questo punto, individuato l’automezzo, l’ufficiale giudiziario invia al proprietario-debitore un avviso in cui gli intima di consegnare il mezzo, entro 10 giorni, con tutti i documenti, all’IVG, l’Istituto Vendite Giudiziario, che sarà poi delegato dal giudice alla vendita del bene pignorato.

Se il debitore non consegna spontaneamente il mezzo, dopo i 10 giorni l’auto non può più circolare e, se viene “pescata” su strada dalla polizia, scatta il sequestro in via forzosa del mezzo e della carta di circolazione, con la consegna degli stessi all’IVG.

Una volta che l’IVG abbia ricevuto in consegna il bene ne assume la custodia del bene pignorato e ne dà immediata comunicazione al creditore pignorante, a mezzo posta elettronica certificata ove possibile. Entro 30 giorni da tale comunicazione il creditore è tenuto a iscrivere a ruolo il pignoramento dell’autoveicolo, pena l’estinzione del pignoramento stesso (per la guida completa sull’argomento leggi “Pignoramento auto, moto e rimorchi”).

Ma che succede se, neanche dopo i 10 giorni, il debitore consegna l’auto pignorata e il creditore, nonostante non abbia ricevuto la comunicazione dell’IVG, iscriva ugualmente a ruolo il pignoramento? Se ne è occupato il Tribunale di Mantova con una recente ordinanza [2]. In teoria è certamente possibile la vendita di un bene mobile (pur registrato) senza la consegna fisica del bene. Ma il giudice, correttamente, si è chiesto chi mai sarebbe disposto a comprare (e ammesso e non concesso che fosse disposto a quale prezzo) un bene come l’autovettura senza averlo a disposizione. Pertanto, la conclusione del tribunale è stata quella opposta, anch’essa prevista da una norma di ultima introduzione [3]: secondo tale norma, quando risulta che non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo è disposta la chiusura anticipata del processo esecutivo.

Il provvedimento in commento, dunque, chiarisce che, nel momento in cui il giudice constata la mancata consegna del mezzo all’IVG, non può che estinguere il procedimento per infruttuosità proprio per via della probabilità di liquidazione del bene “prossima allo zero”!

note

[1] D.l. n. 132/2014 e legge di conversione n. 162/2014.

[2] Trib. Mantova ord. del 26.05.2015.

[3] Nuovo art. 164 bis cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com

Tribunale di Mantova, esecuzioni mobiliari, ordinanza 26 maggio 2015
Giudice Bulgarelli

Vista l’iscrizione a ruolo della procedura esecutiva avente ad oggetto alcuni autoveicoli pignorati in danno dell’esecutata da parte del creditore procedente.
Considerato che non risulta pervenuta da parte dell’I.V.G. la comunicazione prevista dall’art. 521 bis, comma 3, c.p.c. dalla cui data decorre il termine di giorni 30 per l’iscrizione a ruolo e che pertanto, evidentemente, i predetti autoveicoli non le sono stati consegnati (tale circostanza non è, infatti, nemmeno documentata dal creditore procedente).
Ritenuto che un’esecuzione forzata senza che siano presenti i beni oggetto della stessa non ha alcuna possibilità di pervenire al soddisfacimento delle ragioni del creditore procedente e che non sia pertanto possibile allo stato conseguire un ragionevole soddisfacimento della pretesa del creditore.
Visto l’art. 164 bis disp. att. c.p.c.

Dichiara

L’estinzione anticipata del processo di esecuzione di cui trattasi e autorizza la restituzione del titolo esecutivo e del precetto.

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