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Naspi per i docenti precari: ecco come.

27 Maggio 2016
Naspi per i docenti precari: ecco come.

Non tutti sanno che la Naspi è possibile ottenerla anche nel caso in cui si sia docenti precari, ecco come richiederla.

Chi ha perso il lavoro di insegnante, o per meglio dire chi interromperà il lavoro nel prossimo giugno o meglio per dirla in maniera ancora più chiara gli insegnanti precari, possono richiedere la Naspi 2016. Ecco i requisiti, ma prima di tutto partiamo da una definizione.

Cos’è la NASPI?

Si chiama NASPI la nuova indennità di disoccupazione erogata dallo Stato a chi rimane senza lavoro.

La Naspi spetta a tutti i lavoratori che abbiano perso l’occupazione involontariamente o si siano dimessi per giusta causa. Per beneficiarne è necessario che siate in possesso dei seguenti requisiti:

  • stato di disoccupazione;
  • almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;
  • almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni precedenti il periodo di disoccupazione.

Non sfugge certamente che i requisiti sopra riportati sono proprio quelli che hanno gli insegnanti precari.

Insegnanti precari: come chiedere la NASPI

Per gli insegnanti che al termine della scuola si trovano senza stipendio, i precari del mondo dell’istruzione, ecco la valida opzione: fare domanda all’Inps per la Naspi 2016.

Oltre che per i requisiti sopra elencati, l’Inps riconosce il sussidio di disoccupazione anche in caso di dimissioni per giusta causa, ovvero dimissioni motivate:

  • dal mancato pagamento della retribuzione;
  • dall’aver subito molestie sessuali nei luoghi di lavoro;
  • dalle modificazioni peggiorative delle mansioni lavorative;
  • dal cosiddetto mobbing;
  • dallo spostamento del lavoratore da una sede a un’altra, senza che sussistano le “comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive” previste dall’art. 2103 codice civile;
  • dalle notevoli variazioni delle condizioni di lavoro a seguito di cessione ad altre persone (fisiche o giuridiche) dell’azienda (art.2112 co.4 codice civile);
  • dal comportamento ingiurioso posto in essere dal superiore gerarchico nei confronti del dipendente.

La domanda deve essere presentata all’INPS per via telematica (è necessario il PIN dispositivo) entro il termine di decadenza di 68 giorni decorrenti dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Il primo passaggio da fare è recarsi nel più vicino Centro per l’impiego e dichiarare la propria disponibilità al lavoro, che è la condizione fondamentale affinché venga riconosciuta la Naspi 2016.

Bisogna poi accedere al portale Inps dove procedere con l’inoltro della domanda. Ricordiamo che l’autenticazione al sito può avvenire tramite Pin, CNS o Spid (per sapere come richiedere la SPID consulta il nostro approfondimento SPID: identità digitale unica, come richiederla e quanto costa?).

Selezionando l’opzione “Servizi per il cittadino” e poi la voce“Domande per prestazioni a sostegno del reddito”; si deve quindi selezionare “NASpI” , poi “Indennità di NASpI” , poi ancora “Invio domanda”.

Nella compilazione dei dati, che è abbastanza intuitiva, sarà necessario dichiarare il possesso dei requisiti, i motivi di cessazione del contratto, il titolo di studio e la professione all’interno del campo “qualifica” (inserendo appunto “insegnante“).

Una volta inviata la domanda essa sarà presa in carico dall’INPS e se tutto sarà in regola il pagamento verrà effettuato sul conto corrente segnalato in fase di compilazione. Tuttavia è opportuno tenere presente che potrebbero passare dei mesi prima di ottenere il primo pagamento (che comunque ricomprenderà negli importi tutti gli arretrati).



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