Equitalia, riforma riscossione e depenalizzazione: il nuovo decreto

31 Maggio 2015
Equitalia, riforma riscossione e depenalizzazione: il nuovo decreto

Fisco, mediazione anche con Equitalia: in arrivo la riforma attuativa della delega fiscale con nuove norme su interpello, catasto, reati fiscali.

È in arrivo l’ennesima riforma della riscossione esattoriale (l’ultima era stata varata dal precedente governo Letta) e del relativo contenzioso. L’Esecutivo, infatti, ha pronti ben sette decreti attuativi della delega fiscale che saranno approvati entro il 20 giugno e dovrebbero rivoluzionare il rapporto fisco-cittadino: a partire dalle competenze di Equitalia per finire alla depenalizzazione di alcuni reati in materia tributaria. Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Equitalia

La mediazione – procedimento necessario prima di avviare la causa ed attualmente prevista solo per determinati tipi di ricorsi contro l’Agenzia delle entrate – verrà estesa anche agli atti di Equitalia con vizi di forma (errore nella firma, cartella senza busta ecc.). Questo, probabilmente, per consentire a Equitalia stessa di “ravvedersi” in tempo prima di un’eventuale condanna, in caso di errori formali sulle proprie cartelle, ossia di quelle irregolarità che, per essere rilevate, non hanno bisogno di particolari accertamenti istruttori e giudiziali.

Sempre per quanto riguarda Equitalia, ma spostandoci dal piano giudiziale a quello della riscossione, i nuovi decreti andranno a ridurre le funzioni oggi nelle mani dell’Esattore, specie sulla riscossione locale. Per farlo si ipotizza la costituzione tra di un Consorzio che agirà per conto dei Comuni e curerà tutte le attività di liquidazione, accertamento e riscossione delle imposte. A Equitalia potrebbe restare l’attività di riscossione coattiva delle entrate locali: quelle cioè dello Stato. È anche vero che questo spostamento delle competenze era già previsto da una legge la cui attuazione è da più anni rinviata con i “milleproroghe” ed attualmente in stand by.

Depenalizzazione

Sul fronte delle sanzioni penali è in arrivo una depenalizzazione sulla base di soglie predefinite (resteranno fuori le frodi documentali).

Interpello

Arriva anche la riforma dell’interpello, strumento con cui contribuenti e imprese possono chiedere all’Agenzia delle Entrate un parere preventivo sulla correttezza del proprio comportamento fiscale, in modo da evitare sanzioni e contestazioni. Alla luce delle imminenti modifiche, il nuovo interpello sarà possibile:

– in caso di obiettiva incertezza sull’interpretazione delle norme tributarie;

– quando ci sono nuovi investimenti o si aderisce alla cooperative compliance;

– per l’applicazione della nuova disciplina sull’abuso del diritto;

– nella disapplicazione di norme fiscali che, per contrastare comportamenti elusivi limitano l’applicazione di agevolazioni, crediti d’imposta o deduzioni di costi.

Catasto

Il cuore della riforma riguarderà il Catasto e la rivalutazione del valore degli immobili degli italiani: rivalutazione che terrà conto degli adeguamenti di mercato intervenuti in tutti questi anni e del mutato contesto urbanistico in cui determinati edifici si sono venuti a trovare (per es. per via della urbanizzazione delle periferie o della rivalutazione dei centri storici).

Insomma, il decreto aggiornerà le rendite catastali con un nuovo algoritmo e l’unità catastale sarà determinata non più sui vani ma sui metri quadri.



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