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Lo sai che? Avvocato irreperibile: il cliente può andare da solo in udienza?

Lo sai che? Pubblicato il 1 giugno 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 giugno 2015

Abbiamo iniziato una causa ma l’avvocato che ci difendeva, dopo la fase istruttoria, si è reso irreperibile: possiamo mandare avanti noi la causa davanti al giudice? Quali sono le procedure da seguire in casi come questi?

La legge prevede che le parti non possano stare in giudizio personalmente nella causa celebrata in tribunale, ma necessitano sempre dell’assistenza tecnica di un avvocato regolarmente iscritto all’albo [1]. La parte può scegliere di stare in giudizio personalmente, solo nelle cause davanti al Giudice di Pace, sempre che non abbiano un valore superiore ai 1.100 euro.

Nella malaugurata ipotesi in cui non dovesse comparire nessun avvocato per una delle due parti, l’altro potrebbe decidere di continuare il processo da solo e per l’assente non ci sarebbe possibilità di sollevare contestazioni, difese o prove contrarie alle deduzioni dell’avversario. Questo però non vuol dire che il giudice debba dare automaticamente “ragione” alla parte presente, rimanendo vincolato a valutare le prove fornite da quest’ultima, facendo attenzione che le stesse riescano a dimostrare le sue richieste.

Se, invece, a non presentarsi davanti al giudice sono entrambi i difensori, il giudice rinvia a un’altra udienza e se neanche a quest’ultima qualcuno compare (né l’avvocato di chi ha proposto la causa né l’avvocato di chi l’ha subita) la causa viene “cancellata dal ruolo”. Ciò anche qualora i clienti siano presenti personalmente, non potendo questi ultimi “dialogare” con il giudice senza la rappresentanza tecnica di un avvocato munito di regolare procura.

In altri termini, la presenza di persona dei clienti senza un avvocato che li rappresenti sarebbe irrilevante ai fini del processo.

In ogni caso, non tutto sarebbe perduto con l’eventuale cancellazione della causa: a seguito dell’eventuale cancellazione della causa dal ruolo disposta dal giudice per assenza delle parti (leggasi per assenza degli avvocati che le rappresentano), le stesse parti possono richiedere di riprendere il giudizio dinanzi al medesimo Giudice nel termine perentorio di tre mesi dal provvedimento di cancellazione (cosiddetta riassunzione del processo). Naturalmente, anche la cosiddetta riassunzione andrebbe azionata tramite un avvocato e non personalmente.

Per evitare di incorrere nella cancellazione della causa dal ruolo, escludendo che il cliente possa fare personalmente delle richieste al giudice e in tal modo mandare avanti la causa, non resta che assicurarsi della presenza in aula di un avvocato che rappresenti la parte.

Il consiglio pratico è quello di provare a ricontattare l’avvocato resosi irreperibile, cui è stato conferito il mandato. Qualora non si riesca a contattarlo, sarà necessario revocare il mandato (da comunicare attraverso raccomandata con avviso di ricevimento), per poi affidarsi a un altro legale. Il mandato che il cliente conferisce all’avvocato, infatti, si basa sulla fiducia e, in simili casi, la fiducia viene meno.

note

[1] Art. 82 cod. proc. civ.


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