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Revisioni auto false: così i carabinieri le scovano

2 Giugno 2015
Revisioni auto false: così i carabinieri le scovano

Blitz in officina: meccanico pescato a “lavorare” sul libretto e non sul mezzo; la sentenza del Tar Campania.

Il Tar Campania [1] ha indirettamente lanciato un monito a conducenti e officine che certificano la manutenzione auto senza, in realtà, effettuare alcun controllo: un problema che, comunque, la nuova normativa sulla tracciabilità delle revisioni vorrebbe evitare attraverso l’uso di telecamere nei garage dei meccanici e dell’utilizzo del software MctcNet2 (leggi “Revisione auto: arriva la tracciabilità”). In verità, i giudici amministrativi sono rimasti ai vecchi – e sempre efficaci – mezzi manuali: il blitz dei carabinieri nell’autorimessa.

E così, secondo la sentenza in commento, sono legittime le sanzioni nel caso in cui, nel corso dell’incursione dei militari, venga trovato solo il libretto di circolazione ma non il mezzo. In tali casi scatta anche la revoca dell’autorizzazione per l’officina.

Fa bene, dunque, la Provincia a negare al meccanico il permesso a svolgere sui veicoli la revisione, posta l’importanza delle verifiche per la sicurezza stradale. Se il tecnico viene colto, dai carabinieri, a fare il controllo “a libretto”, vale a dire nessuna seria verifica materiale sugli impianti meccanici ed elettrici, consentendo di circolare a un veicolo che non si sa se ne abbia davvero titolo, la sanzione è pressoché automatica.

Nel caso di specie, i giudici non hanno minimamente tenuto conto delle giustificazioni del meccanico, a detta del quale la macchina non gli era stata ancora portata e la revisione avrebbe di fatto avuto inizio con i controlli visivi e relativi al fonometro, senza la presenza del veicolo.


note

[1] Tar Campania, sent. n. 2597/15 dell’11.05.2015.

Autore immagine: Cassazione.net


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