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Volo in ritardo o cancellato, come farsi rimborsare dalla compagnia aerea

2 giugno 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 giugno 2015



Come farsi risarcire il danno, quando l’aereo è in forte ritardo, o cancellato.

 

Con l’avvento della stagione estiva, i viaggi aerei sono sempre più frequenti, così come, purtroppo, lo sono le cancellazioni delle tratte ed i forti ritardi dei voli.

Sfortunatamente, anch’io, in questo “weekend di fuoco”, mi sono trovata nel nutrito gruppo di passeggeri che sono costretti a “bivaccare” in aeroporto, a causa di un volo in ritardo di oltre tre ore.

Il disagio, in questi casi, è molto forte, ed è ancora più grave quando, ad esempio, si perde una coincidenza, un appuntamento di lavoro, o, addirittura, quando il viaggio è cancellato: come si può, allora, ottenere un rimborso dalla compagnia aerea, a titolo di risarcimento del danno? Esiste una normativa unica, o dipende dalla linea aerea utilizzata, o dalla lunghezza della tratta?

Innanzitutto, dobbiamo dire che la disciplina in materia è applicabile in tutt’Europa [1], e vale anche per i voli che hanno come partenza o destinazione uno Stato membro dell’UE; quello che cambia è l’ammontare del rimborso, a seconda del perdurare del ritardo o della distanza.

Se il volo ha oltre 2 ore di ritardo, e la tratta aerea è minore di 1.500 Km., si avrà diritto ad un rimborso, da parte della compagnia, di 250 Euro.

Se l’aereo ha oltre 3 ore di ritardo, e la tratta è comunitaria e superiore ai 1.500 km., oppure al di fuori dell’Unione Europea, con una lunghezza tra 1500 e 3.000km., il risarcimento sarà pari a 400 Euro.

Quando, infine, la partenza ritarda di oltre 4 ore, ed in tutti i casi restanti, il rimborso previsto è di 600 Euro.

Oltre a tali somme, i passeggeri hanno diritto a due chiamate telefoniche o messaggi via fax/email, ed a ricevere cibi e bevande, in proporzione alla durata dell’attesa; qualora sia necessario anche il pernottamento, si avrà diritto alla sistemazione in albergo, nonché al trasporto da e per l’hotel.

Le cifre erogate dalla compagnia possono essere ridotte del 50% se è offerto un volo alternativo entro 2 ore, nella prima ipotesi, 3 ore nella seconda, e 4 nella terza.

Ma come e a chi si fa la domanda di rimborso?

La richiesta, ovviamente, deve essere effettuata alla Società che gestisce la linea aerea: all’interno del sito internet della compagnia, difatti, si trova una pagina in cui si può scaricare il modulo di reclamo, ed un apposito indirizzo mail, o numero di fax, a cui inviarlo, assieme al biglietto aereo ed alla carta d’imbarco.

Nel caso in cui non si riesca ad inoltrare la documentazione online o via fax, oppure se la risposta dell’azienda tardasse ad arrivare, è consigliabile inviare il tutto tramite PEC, all’indirizzo della Società, o tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, alla Sede Legale.

Se non si riceve risposta entro sei settimane, si potrà inviare un reclamo all’Enac (anche online, tramite il sito dell’Ente, nel canale “Diritti dei Passeggeri”, nel quale è già predisposta tutta la modulistica necessaria), o ai competenti Organismi Responsabili degli Stati UE, della Norvegia, dell’Islanda e della Svizzera, per i voli da e per quelle Nazioni.

Non è necessaria alcuna dimostrazione dell’esistenza di un danno, da parte del passeggero, poiché esso è implicito già nell’esservi stato un ritardo: pertanto, non vi sarà bisogno di provare i pregiudizi subiti, per ricevere le somme stabilite dal Regolamento.

Qualora, nonostante tutto, il rimborso non arrivi, oppure se il danno subito è notevolmente maggiore rispetto agli importi standard previsti, il passeggero è libero di far causa alla compagnia, presso il tribunale ordinario.

La compagnia, per evitare il risarcimento, dovrà dimostrare non solo di aver adoperato l’ordinaria diligenza per evitare il ritardo o la cancellazione, ma anche di aver adottato ogni accorgimento possibile , nonché tutte le misure alternative esistenti.

note

[1] Reg. CEE 261/04.

Autore immagine: 123rf com

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