Microcredito Mise 2015, a rischio annullamento migliaia di garanzie

2 giugno 2015 | Autore:


> Lavoro e Concorsi Pubblicato il 2 giugno 2015



Sono ancora troppo poche le banche a cui rivolgersi per ottenere il finanziamento da 25.000 euro.

È stato attivato, il 27 maggio 2015, il Microcredito Mise, un nuovo strumento per finanziare, alle piccole imprese ed ai professionisti e lavoratori autonomi, sino a 25000 Euro (in alcuni casi si potrà arrivare a 35.000): il prestito deve essere destinato a nuovi investimenti, assunzione di dipendenti, oppure a corsi di formazione. È bene chiarire che il Ministero dello Sviluppo Economico (il Mise, per l’appunto), che ha stanziato 30 milioni di Euro (assieme al Movimento 5 Stelle, che ne ha messi a disposizione altri 10), non eroga alcuna somma ai richiedenti, ma presta una garanzia: il finanziamento viene effettuato da una banca o da un operatore convenzionato.

La procedura di richiesta è abbastanza semplice: il primo step consiste nell’accreditamento del richiedente presso il portale del Fondo di Garanzia PMI, nonché nella successiva prenotazione, che non necessita di business plan o di valutazioni di merito; ci si deve, poi, recare presso la banca convenzionata, per iniziare l’istruttoria relativa al mutuo, entro 5 giorni dalla data di rilascio del voucher con cui è stata prenotata la garanzia (ogni ticket ha un numero di protocollo). A quel punto, la procedura di erogazione del prestito dovrà concludersi entro 60 giorni.

Le prenotazioni effettuate risultano già parecchie migliaia (solo 3000 sono state effettuate il primo giorno), per un ammontare di oltre 80 milioni di Euro.

Anche se la dotazione messa a disposizione è già stata ampiamente superata, la procedura sarà sospesa solo quando si giungerà ad un tetto di 250 milioni di Euro, poiché l’accantonamento reale può aggirarsi intorno al 10/15% del totale delle garanzie richieste. A conti fatti, lo stop alle prenotazioni arriverà quando si giungerà a quota 13.000 domande: il che, considerate le difficoltà con le banche, non avverrà tanto presto.

Gli istituti di credito aderenti al Microcredito Mise, in effetti, non sono molto numerosi: nell’elenco dei soggetti disponibili, sono presenti solo alcune banche di credito cooperativo, tra le quali Bcc Alto Casertano e Basso Frosinate, Acquara, Capaccio, Bcc Sen.Pietro Grammatico, Monte Pruno di Roscigno e Laurino, Banca San Francesco. Si tratta di piccoli istituti locali, che, certo, da soli, non possono far fronte alle migliaia di richieste di finanziamento.

Pertanto, la corsa alla prenotazione, che è stata vissuta da molti come un vero e proprio click day, è stata, in realtà, quasi totalmente inutile: il voucher con la garanzia, infatti, decade automaticamente, se entro cinque giorni non inizia l’iter di finanziamento, da parte di una banca, di una finanziaria o di un ente convenzionato.

Insomma, tanta fatica per niente: paradossalmente, un rischio flop , nonostante il boom di richieste. Stupisce e delude, ad ogni modo, l’assenza non solo dei più importanti istituti di credito, ma anche degli operatori regionali e locali del microcredito, che da sempre si battono in favore dello sviluppo delle piccole imprese: proprio non si comprende come mai sia stata accantonata e liquidata un’occasione simile e priva di rischi per questi enti.

Si spera, nonostante il disinteresse iniziale, che banche ed operatori possano rendersi conto di quanto tale strumento di credito per le aziende sia fondamentale per la ripresa del Paese, e che possano aderire il prima possibile.


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