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Equitalia pignora tutti i contributi previdenziali senza limiti

2 giugno 2015


Equitalia pignora tutti i contributi previdenziali senza limiti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 giugno 2015



Pensione: il pignoramento presso l’ente di previdenza avviene al 100% di quanto versato dal professionista.

 

Andare un giorno in pensione e scoprire che non c’è nessun assegno per il proprio futuro, perché tutti i contributi previdenziali sono stati, nel frattempo, pignorati e prelevati da Equitalia. Una situazione paradossale, uno scherzo, forse un errore di qualche computer: e invece no! Tutto è reale. Succede in Italia, uno Stato dove anche l’illecito più evidente può avvenire alla luce del sole quando a compierlo è il fisco o la pubblica amministrazione.

Equitalia fa spallucce e non intende tornare indietro e ammettere di aver aggirato la legge nel momento in cui ha pignorato tutti i contributi previdenziali versati da un professionista. Il caso è avvenuto in Sardegna e vittima è un geometra moroso di qualche cartella. Equitalia, così, esegue il pignoramento presso terzi rivolgendosi alla Cassa di previdenza (in qualità di debitore del debitore): le ordina di versarle (entro i consueti 60 giorni dal pignoramento) tutte le somme che, fino ad allora, il professionista ha versato a titolo di contributi per la futura pensione.

Il ragionamento che fa Equitalia è tanto semplice quanto errato: l’ente pensionistico, nel momento in cui riceve gli annuali contributi dal lavoratore, è suo debitore (in quanto, un giorno, dovrà restituirglieli sotto forma di pensione): proprio come lo è il datore di lavoro (debitore degli stipendi) o la banca (debitrice delle somme versate in conto).

Insomma, in questo modo Equitalia riesce a pignorare tutte le somme versate per i contributi, al 100%, superando gli attuali limiti di legge [1] che, per quanto riguarda il pignoramento di stipendi o pensioni, prevede che:

– per gli emolumenti o pensioni fino a 2.500 euro mensili il tetto pignorabile è pari a 1/10 decimo (ossia 250 euro al mese);

– per gli emolumenti o pensioni tra i 2.500 e i 5.000 euro mensili la soglia pignorabile è 1/7;

– per gli emolumenti o pensioni superiori a 5.000 euro mensili, il tetto pignorabile è (così come nei pignoramenti effettuati da privati) 1/5.

Equitalia, invece, con il suddetto ragionamento, tenta di superare tali limiti e di pignorare il 100% della pensione. Insomma: tutto e subito!

Peraltro all’ente pensionistico (nel caso di specie, la Cassa di previdenza) non è dato obiettare alcunché perché esso è tenuto a obbedire all’intimazione contenuta nell’atto di pignoramento e a versare a Equitalia le somme pignorate, fino a concorrenza del credito per cui si procede.

A nulla servono le istanze del contribuente e i ricorsi in autotutela, credendo che ci sia stato un errore. Macché: “Se vuoi, facci causa” è questa la sostanza della risposta data da Equitalia al povero contribuente che, pertanto, sarà costretto a munirsi di un avvocato e a tentare di convincere un giudice che quanto fatto da Equitalia è illegittimo!

Equitalia ha fatto con la Cassa di Previdenza quello che fa di norma con le banche: pignorare e farsi accreditare il 100% delle somme depositate dal contribuente, a prescindere dalla natura delle stesse (se, cioè, derivanti solo da crediti pensionistici o di lavoro dipendente). Un disallineamento della normativa che aveva portato ad adottare, nel cosiddetto “Decreto del Fare” [2], la norma in base alla quale, in presenza di somme dovute a titolo di stipendi o altre indennità relative al rapporto di lavoro (pensione inclusa), accreditate sul c/c intestato al debitore, non è pignorabile l’ultimo emolumento affluito su tale conto (che resta, pertanto, nella piena disponibilità del correntista).

Nell’aprile 2013 l’Agente per la riscossione ha poi deciso di risolvere la situazione con una prassi a favore del contribuente (ma, proprio perché non proveniente da una legge ma da una circolare interna, non può essere azionata davanti al giudice): in base a tale documento, Equitalia si impegna a non procedere più al pignoramento diretto del conto, ma di attivarlo solo dopo aver effettuato il pignoramento presso il datore di lavoro e/o l’ente pensionistico, e soltanto per i redditi da stipendio/pensione pari ad almeno 5 mila euro mensili (al netto della trattenuta già operata alla fonte). In verità sono già numerose le segnalazioni secondo cui tale circolare non sarebbe stata rispettata.

note

[1] Art. 72-ter del dpr n. 602/1973.

[2] Dl n. 69/2013 ha inserito un terzo comma all’art. 72-ter del dpr n. 602/1973.

Autore immagine: 123rf com

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2 Commenti

  1. Ciao a tutti, la legge non è uguale per tutti, come ha comunicato un avv. to la legge per gli amici, va interpretata, per i cittadini va applicata, ora stanno cercando di fare una schifezza immane, la legge per gli amici si CAMBIA….. detto questo ho letto che la maggiorparte di noi è stanca, allora gridiamolo a gran voce, uniamoci noi A. Rapp.ti qualcuno deve iniziare io ci sono non mi tiro indietro, guardate quante porcherie, fanno la ns classe politica, ad iniziare da Renzi, e poi a cascata giùtutti gli altri….. mandiamoli a casa riprendiamoci il ns paese, è ora di dire basta, l’ultimo scandalo è Roma, io non ci sto più chi ha il coraggio di unirsi, il popolo Italiano non esiste, esistono le regioni, ma un popolo vero non ce e questo loro lo sanno…. fatevi sentire ripeto io sono con vi in prima linea….. diciamo con forza BASTAAAAA!!!!!.

  2. MA BASTAAAAAA , sto pagando i debiti del mio ex marito , cosa ritenuta illecita dal giudice stesso in fase di separazione avvenuta 19 anni fa!!!! Nella sentenza emessa dallo stesso è chiaramente scritto che posso rifarmi sul mio ex per qualunque tipo di pignoramento sia fatto nei miei confronti, chiaramente io sono bloccata perché lui risulta nullatenente, lavora in nero, non paga le tasse, pluri pignorato, protestato e Dio sa cos’altro ancora, ma non se ne frega niente tanto pagano gli altri al posto suo e può permettersi di vivere in una villa (che chiaramente non intesta a lui), cambiare continuamente macchina e fare una vita da nababbo alla faccia di chi invece , con un lavoro onesto e tanti sacrifici, sta pagando debiti non suoi e protegge e porta avanti i figli con tanto amore! Ma il nostro è un Paese che sta dalla parte dei lavoratori e delle persone oneste o difende i delinquenti? Io sono pronta ad espatriare…chi mi dà l’opportunità di farlo? Questo non è più il mio Paese!!!!! E’ possibile che nessuno ascolti e si muova?…tutti corrotti?? Perché gli istituti come Equitalia possono recuperare tutto e subito , anche in modo chiaramente illecito e il contribuente invece non ha nessun modo x far valere i propri diritti? Non sono solo sfiduciata, sono SCHIFATA!

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