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Diritto oggettivo, soggettivo e interesse legittimo: che significa?


Diritto oggettivo, soggettivo e interesse legittimo: che significa?

> Che significa? Pubblicato il 2 giugno 2015



Si vanta un diritto soggettivo tutte le volte in cui, nel diritto oggettivo, esiste una norma che ci consente di ricorrere al giudice per la tutela del nostro interesse.

 

Nel nostro Paese, la parola “diritto” ha un duplice significato e, sebbene possa essere utilizzata indifferentemente nell’uno o nell’altro senso, il risultato è completamente diverso. Per esempio:

  • se raccontiamo a un amico che nella nostra scuola si studia il diritto, gli stiamo dicendo che si studia un complesso di regole (o norme giuridiche) poste dallo Stato per regolare la vita civile all’interno della nostra nazione;
  • se invece gli raccontiamo che durante l’estate abbiamo lavorato in uno stabilimento balneare e per questo abbiamo diritto di essere pagati, non c’è dubbio che stiamo utilizzando il medesimo termine non più per indicare un complesso di regole, ma per dire che ci troviamo nella posizione di poter pretendere di riscuotere la somma concordata con il datore di lavoro.

Come individuare, allora, il significato da attribuire, di volta in volta, alla parola diritto?

In linea generale, lo si può intuire dal senso del discorso, ma per una sicura distinzione si usa allora accompagnare la parola diritto a un ulteriore termine che ne specifichi il senso:

  • diritto oggettivo
  • diritto soggettivo.

DIRITTO OGGETTIVO

In particolare il diritto oggettivo è l’insieme delle regole (o norme giuridiche) poste dallo Stato per disciplinare la vita sociale all’interno dei propri confini. Poiché queste norme, come si è appena detto, sono poste dallo Stato, il diritto oggettivo viene anche indicato come diritto positivo.

DIRITTO SOGGETTIVO

Invece, il diritto soggettivo attribuisce il potere di far valere davanti a un giudice un proprio interessi riconosciuto meritevole di tutela da una norma presente nel diritto oggettivo. Così, si ha diritto soggettivo a ottenere la retribuzione dall’azienda per il lavoro svolto, a non essere licenziati per un motivo discriminatorio, a ottenere il risarcimento del danno ingiusto subito, il diritto a non essere molestati nel godimento delle proprie cose, a poter accedere ai servizi della pubblica amministrazione a parità di condizioni con gli altri cittadini.

Condizione perché esista un diritto soggettivo è che sia presente, nel diritto oggettivo, una norma che riconosca come meritevole di tutela un certo tipo di interesse.

INTERESSE LEGITTIMO

Quando si parla di diritti soggettivi, spesso li si confonde con i semplici interessi che, invece, non sono tutelati dall’ordinamento.

Quando si ha a che fare con la pubblica amministrazione che agisce in veste di Stato, la posizione del cittadino non è quasi mai quella la stessa che egli può vantare nei rapporti con gli altri soggetti privati, ma è una posizione subordinata, dove non esistono diritti soggettivi, ma solo interessi legittimi.

Per esempio: il candidato in un concorso pubblico non può avere il diritto soggettivo ad essere assunto o ad essere valutato in modo corretto, ma ha un interesse legittimo a che le operazioni si compiano secondo legge e in modo uguale e trasparente per tutti.

A tutti sarà capitato di stabilire un rapporto con organi della pubblica amministrazione: per esempio con un vigile urbano che ci contesta una multa; con un ufficio pubblico che ci rilasci un documento; con una commissione di esami che verifichi la nostra preparazione a ricoprire un incarico pubblico, ecc. In questi casi e in molti altri simili, è sicuramente nostro interesse – anche per il bene collettivo dello Stato, che funzioni in perfetta regola senza discriminazioni e con la massima efficienza – che questi organi svolgano la loro funzione nel rispetto della legge. La mancata valutazione di un nostro punteggio per la graduatoria di un bando non ci dà automaticamente il diritto soggettivo ad essere assunti, ma l’interesse a che la nostra posizione sia valutata correttamente, in modo da poter davvero sperare che quell’ufficio pubblico sia ricoperto dal migliore candidato.

L’ordinamento chiama questa posizione interesse legittimo.

L’interesse legittimo è l’interesse del soggetto a che gli organi della pubblica amministrazione svolgano la loro funzione nel rispetto delle norme giuridiche poste per disciplinare la loro attività.

La violazione dell’interesse legittimo può dar luogo a riparazioni di vario genere: finanche il risarcimento del danno.

Il diritto oggettivo (o anche ordinamento giuridico) è l’insieme delle norme giuridiche poste dallo Stato.

Il diritto soggettivo è il potere, attribuito a un soggetto, di far valere davanti al giudice un proprio interesse riconosciuto prevalente da una norma presente nell’ordinamento.

note

Autore immagine: 123rf com

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