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Lo sai che? Usucapione: come si interrompe?

Lo sai che? Pubblicato il 3 giugno 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 giugno 2015

Per motivi personali ho dato la possibilità a un amico di utilizzare la mia cantina: sono passati diversi anni e ho paura che questi, un giorno, possa rivendicare l’usucapione. Cosa posso fare?

L’usucapione si interrompe [1] notificando al possessore un atto di citazione in giudizio volto a ottenere la restituzione del bene.

La citazione costituisce una forma di esercizio del diritto che pone fine all’inerzia del proprietario e fa venir meno un elemento fondamentale dell’usucapione.

Non è invece sufficiente a interrompere l’usucapione – così come più volte ha precisato la Cassazione – le semplici lettere di diffida, sollecitazioni, telefonate o turbative di fatto.

Effetto dell’interruzione dell’usucapione è l’azzeramento del tempo passato. Ciò significa che ci vorranno altri 20 anni prima che la controparte possa usucapire il nostro bene. Verso il termine di tali 20 anni, si potrà nuovamente interrompere l’usucapione con una nuova citazione.

L’usucapione si interrompe anche quando il possessore è stato materialmente privato del possesso per oltre un anno: si pensi al caso in cui si cambino le chiavi dell’immobile senza che, per un anno, la relativa copia sia data al possessore.

E se dopo aver inviato l’atto di citazione, non mi costituissi in giudizio e mi limitassi solo alla semplice notifica?

La costituzione dell’attore – ossia di chi notifica la domanda giudiziale alla controparte – serve per avviare materialmente il processo e giungere a una decisione della causa. Tuttavia gli effetti sostanziali, come l’interruzione di prescrizione e decadenze, si determinano già con la notifica della citazione.

Pertanto, se la nostra preoccupazione è solo quella di interrompere l’usucapione, la costituzione in giudizio non è necessaria e, in questo modo, è possibile anche risparmiare le spese di contributo unificato. Si pagherà solo l’atto di notifica dell’ufficiale giudiziario (circa 11 euro). La sola citazione, infatti, sarà stata sufficiente allo scopo.

Diverso il discorso, invece, se il nostro scopo è davvero rientrare nel possesso dell’immobile. In tal caso è necessario avviare il processo e giungere a una decisione della causa. Dunque, se vogliamo ottenere dal giudice una sentenza di condanna nei confronti del possessore, che ci consenta di rientrare nella disponibilità materiale del nostro bene, dovremo necessariamente costituirci in giudizio.

Quali sono i tempi e i requisiti necessari per usucapire un bene

Beni immobili, mobili, mobili registrati e universalità di mobili hanno termini diversi per far scattare l’usucapione. Per quanto riguarda gli aspetti pratici rinviamo alle nostre due guide: “Usucapione: cos’è” e “I beni che si possono usucapire”. Qui ci limiteremo a un semplice schema.

Beni mobili

– 20 anni (usucapione ordinaria);

– 10 anni (usucapione abbreviata) se il possesso è stato acquistato in buona fede con titolo idoneo debitamente trascritto su pubblico registro.

Beni immobili

– 20 anni (usucapione ordinaria);

– 10 anni (usucapione abbreviata) se il possesso è stato acquistato in buona fede;

– se, oltre alla buona fede, c’è stato anche un titolo idoneo, la proprietà si acquista subito per effetto della regola “possesso vale titolo”.

Beni mobili registrati (automobili, ecc.)

– 10 anni (usucapione ordinaria);

– 3 anni (usucapione abbreviata) se il possesso è stato acquistato in buona fede con titolo idoneo debitamente trascritto su pubblico registro.

Universalità di mobili

– 20 anni (usucapione ordinaria);

– 10 anni (usucapione abbreviata) se il possesso è stato acquistato in buona fede con titolo idoneo debitamente trascritto su pubblico registro.

note

[1] Art. 1165 e 2943 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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