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Extracomunitari: esame di lingua e cultura locale all’immigrato

4 Giugno 2015
Extracomunitari: esame di lingua e cultura locale all’immigrato

Lo straniero che non rispetta la legge può subire la sanzione dell’ammenda.

Ogni Stato dell’Unione Europea può prevedere, con una propria legge, che l’immigrato extra UE, divenuto lungosoggiornante, sia obbligato a sostenere un esame di lingua e di cultura locale, stabilendo anche sanzioni per chi non si adegua. Lo ha detto la Corte di Giustizia Europea con una sentenza di qualche ora fa [1].

È dunque legittima la normativa nazionale interna che impone agli stranieri la prova, a patto però che tali misure non si risolvano in ostacoli agli obiettivi di integrazione che si prefigge la direttiva europea. Il che significa che la sanzione non può essere talmente salata da disincentivare qualsiasi forma di ingresso nello Stato, rendendola oltremodo onerosa per gli extracomunitari.

La controversia nasce nei Paesi Bassi ma i principi affermati tornano utili in tutta l’Europa perché le sentenze della Corte di Lussemburgo valgono per tutti gli Stati Membri e affermano principi che ogni Paese dell’Unione è tenuto a rispettare.

Nessuna norma dell’UE – si legge in sentenza – impedisce agli Stati di imporre un percorso di integrazione civica: anzi, è innegabile che conoscere la lingua e i costumi del Paese ospitante aiuta lo straniero nella formazione professionale e a trovare lavoro. E questo non comporta di certo una disparità di trattamento con i cittadini nazionali residenti solo perché questi ultimi parlano, già dalla nascita, l’idioma locale e conoscono i relativi usi e costumi del luogo ove sono nati. Tuttavia i costi elevati del percorso di inserimento sociale non devono risolversi in un ostacolo per la suddetta integrazione tanto da rappresentare un latente disincentivo a permanere nello Stato in questione.


note

[1] C. Giust. UE sent. nella causa n. C-579/2013 del 4.06.2015.

Autore immagine: 123rf com


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