Diritto e Fisco | Articoli

Infortunio sul lavoro: se scade il periodo di comporto

6 giugno 2015


Infortunio sul lavoro: se scade il periodo di comporto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 giugno 2015



A seguito di infortunio sul lavoro, sto beneficiando del periodo di comporto infortuni; lavoro per una grande catena di distribuzione e mi chiedevo se possono licenziarmi se non riesco a rientrare a lavoro, scaduto il periodo di comporto.

Il CCNL Commercio, applicabile al citato rapporto di lavoro e l’azienda, disciplina l’infortunio ed il conseguente comporto come segue.

Le aziende sono tenute ad assicurare presso l’INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali il personale dipendente soggetto all’obbligo assicurativo secondo le vigenti norme legislative e regolamentari. Il lavoratore deve dare immediata notizia di qualsiasi infortunio, anche di lieve entità, al proprio datore di lavoro. Quando il lavoratore non abbia assolto l’obbligo predetto e il datore di lavoro, non essendo venuto altrimenti a conoscenza dell’infortunio, non abbia potuto inoltrare la prescritta denuncia all’INAIL, il datore di lavoro resta esonerato da ogni e qualsiasi responsabilità derivante dal ritardo stesso [1].

Durante la malattia, il lavoratore (non in prova) ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 180 giorni in un anno solare, trascorso il quale, perdurando la malattia, il datore di lavoro potrà procedere al licenziamento con la corresponsione di indennità sostitutiva del preavviso e TFR [2]. Ciò salvo che il lavoratore richieda l’aspettativa non retribuita per infortunio.

In caso di infortunio sul lavoro o in itinere (ossia infortunio che avvenga nel tragitto percorso dal dipendente per recarsi al lavoro), il datore dovrà applicare le sopracitate norme del contratto nazionale collettivo, concedendo al lavoratore un periodo di assenza retribuita pari a 180 giorni, oltre i quali può ritenersi libero di procedere al licenziamento per superamento del periodo di comporto.

Per evitare il licenziamento, il lavoratore dovrà allora chiedere l’aspettativa non retribuita per infortunio [3], che durerà per tutto l’infortunio e quindi fino alla cessazione della corresponsione dell’indennità di inabilità temporanea da parte dell’INAIL.

La relativa domanda deve essere presentata a mezzo raccomandata a.r. prima della scadenza del 180° giorno di assenza per infortunio. L’onere di conoscere quali tutele prevede il contratto collettivo applicato al rapporto è in capo al lavoratore, il quale deve informarsi in merito a diritti e obblighi che il rapporto di lavoro comporta. Ciò attraverso la lettura del testo del CCNL di categoria applicato in azienda, reperibile su moltissimi siti internet, oppure rivolgendosi tempestivamente ad un’associazione sindacale di propria fiducia, nonché chiedendo ai rappresentanti sindacali aziendali.

Decorso quindi il periodo di comporto di 180 giorni senza che il lavoratore abbia presentato la domanda relativa all’aspettativa non retribuita, il datore di lavoro può procedere legittimamente al licenziamento.

Ciò non esclude tuttavia che, superato l’infortunio, il lavoratore possa ricandidarsi per una nuova assunzione presso la medesima azienda, però con un nuovo contratto di lavoro, che nulla avrà a che fare ai fini dell’anzianità di servizio e degli altri istituti contrattuali connessi, col precedente cessato rapporto.

note

[1] Art. 177 CCNL Commercio.

[2] Art. 175 CCNL Commercio.

[3] Art. 182 CCNL Commercio.

Autore immagine: 123rf com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI