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Lo sai che? Autovelox e Tutor devono essere omologati dal Ministero

Lo sai che? Pubblicato il 6 giugno 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 giugno 2015

Gli apparecchi di controllo elettronico della velocità utilizzati dalla polizia stradale per l’accertamento della velocità devono ottenere l’omologazione dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Causa frequenti discussioni fra gli automobilisti l’utilizzo, da parte degli origani di polizia stradale (Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia municipale o provinciale), di apparecchi misuratori della velocità con lo scopo di accertare eventuali violazioni dei limiti fissati sulle strade dove essi sono installati. In particolare, ciò che molte volte è fonte di ambiguità è se tali apparecchi (autovelox e tutor in testa) debbano o meno essere autorizzati o omologati e, in caso affermativo, quale sia l’organo abilitato a rilasciare l’autorizzazione o l’omologazione.

Per fugare questi dubbi, è necessario innanzitutto dire che, almeno per la legge [1], omologazione e approvazione sono la medesima cosa: ragion per cui si potrà parlare indifferentemente dell’una o dell’altra.

Detto questo, la normativa [2] impone che le apparecchiature utilizzate per effettuare gli accertamenti di eventuali violazioni dei limiti di velocità debbano obbligatoriamente essere omologate: in mancanza di omologazione, l’accertamento non potrà considerarsi valido.

Tuttavia l’omologazione richiesta dalla legge non è riferita ad ogni singolo esemplare dell’apparecchiatura di volta in volta utilizzato, ma è richiesta per il modello dell’apparecchiatura. Tanto è stato confermato anche dalla giurisprudenza [3]. Su questo punto, pertanto, non sembrano esserci più dubbi e sarà inutile pretendere che gli organi accertatori esibiscano, nella causa di opposizione, l’omologazione dello specifico apparecchio utilizzato poiché essa è rilasciata una sola volta e solo in generale per il modello.

 

Un ulteriore problema è quello di individuare l’organo abilitato a rilasciare i provvedimenti di omologazione degli apparecchi Autovelox, Tutor o simili.

Anche in questo caso la legge [4] è chiara e non lascia spazio a dubbi di alcun tipo: spetta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti provvedere a rilasciare l’omologazione di quegli apparecchi o dispositivi che abbiano lo scopo di accertare e rilevare automaticamente le violazioni delle norme del Codice della strada e, quindi, anche di quelli che accertano la violazione dei limiti di velocità.

Sempre la legge, poi, [5] stabilisce che l’omologazione sia rilasciata e sia valida solamente a favore del soggetto che l’ha richiesta (il soggetto che produce e commercializza l’apparecchio) e non sia cedibile, una volta ottenuta, a terzi.

Per garantire il cittadino, viene imposto al produttore di riportare su ogni esemplare (conforme al modello omologato) il numero e la data di emissione del decreto ministeriale che ha omologato il modello stesso ed il nome del fabbricante.

Queste indicazioni vanno, infine, riportate anche sul verbale di accertamento elevato dall’organo di polizia stradale e, comunque, devono essere fornite su richiesta del giudice dinanzi al quale il verbale sia stato impugnato e ciò per verificare la correttezza della procedura di accertamento della violazione dei limiti di velocità.

note

[1] Art. 142, comma 6, cod. strada.

[2] Art. 142 cod. strada.

[3] Cass., sent. n. 22.207 del 2010.

[4] Art. 45 cod. strada.

[5] Art. 192 del Regolamento di esec. e att. del cod. strada.

Autore immagine 123rf com


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1 Commento

  1. Nel post dici che basta sia omologato il modello e non ogni singolo apparecchio… ma il codice della strada all’articolo 345 /1 dice che le “singole apparecchiature devono essere approvate dal ministero del lavoro pubblici”… è stata invalidato tale articolo?

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