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Lo sai che? Auto usata difettosa: come tutelarsi

Lo sai che? Pubblicato il 7 giugno 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 giugno 2015

Rivenditore auto di seconda mano e la nuova sentenza della Corte di Giustizia: entro i primi sei mesi dall’acquisto il difetto ricade sul venditore.

Consumatori più tutelati nei primi sei mesi successivi all’acquisto di automobile usata, tutte le volte in cui il venditore sia un’autorimessa (cioè un “professionista”): con una recente sentenza [1], la Corte di Giustizia UE ha chiarito meglio come va interpretata la direttiva comunitaria sulle vendite e garanzie dei beni di consumo [2]. In particolare è stato stabilito che se l’auto usata si guasta a meno di sei mesi dall’acquisto, si presume che il vizio di conformità del veicolo esistesse fin dalla sua stessa consegna al consumatore: insomma, che il mezzo era stato già consegnato difettoso (salvo prova contraria del venditore).

Ciò, in pratica, comporta un grosso vantaggio per l’acquirente: a questi basterà dimostrare solo la presenza del vizio (un rumore, la cinghia non funzionante, ecc.) per aver immediatamente diritto alla sostituzione o riparazione gratuita del bene. E quando ciò non sia possibile, il professionista dovrà acconsentire a ridurre proporzionalmente il prezzo di vendita (eventualmente rimborsando quanto già pagato).

Non solo: se il proprietario dell’autorimessa dovesse fare spallucce e rifiutarsi di offrire al consumatore tali garanzie, quest’ultimo potrà fargli causa e, in giudizio, il suo onere della prova sarà particolarmente facile: dovrà infatti limitarsi a dimostrare solo che il difetto della vettura è emerso entro il termine dei sei mesi, mentre spetterà al venditore un compito molto più arduo (quasi impossibile): cioè documentare (come prova contraria) che il vizio sia frutto di un atto o di un’omissione successiva alla vendita. In mancanza di tale dimostrazione, il giudice sarà tenuto a ritenere che la macchina fosse guasta già dallo “stato embrionale”, vale a dire prima di uscire dalla rimessa del concessionario.

In sintesi, se il vizio di conformità del bene si manifesta entro sei mesi dalla consegna si alleggerisce l’onere della prova costituito a carico del consumatore. Che è comunque tenuto a dimostrare che il bene venduto non rispetta il contratto perché, per esempio, non ha le qualità convenute oppure non è idoneo all’uso che ci si aspetta abitualmente da un prodotto simile. Insomma: il consumatore deve documentare l’esistenza del difetto ma non anche la causa o che la relativa origine è imputabile al venditore.

Una volta che è emerso come il vizio di conformità si sia manifestato entro sei mesi della consegna, scatta l’onere della prova contraria a carico del professionista, altrimenti deve darsi per certo che il difetto sussisteva prima che l’auto fosse venduta.

Attenzione ai tempi

La Corte ricorda infine che la direttiva consente agli Stati membri di prevedere che il consumatore, per fruire dei suoi diritti, debba denunciare al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui lo ha constatato. Ciò per incoraggiare l’acquirente ad adoperare una “certa diligenza, tenendo conto degli interessi del venditore, senza istituire un obbligo rigoroso di effettuare un’ispezione meticolosa del bene”.

note

[1] C. Giust. UE sent causa C-497-13.

[2] Direttiva UE n. 1999/44/CE.

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. la mia auto è bruciata a causa di corto circuito io sono responsabile x coprire i danni causati a terzi?

  2. ho comprato una Nissan murano alla filiale Renault di napoli nel mese di marzo 2017,dal 12 settembre ho portato l’auto alla filiale ed hanno constatato che il motore è in decompressione a tutt’oggi non mi chiamano x il guasto nel frattempo mi hanno ridato l’auto ,continuo a chiamarli mi rispondono che stanno aspettando il responso dell’assicurazione cosa devo fare?

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