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Equitalia: si può evitare il pignoramento di due conti correnti contemporaneamente?

6 giugno 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 giugno 2015



Ho un debito col fisco ma ancora non ho ricevuto la cartella di Equitalia; inoltre ho due conti correnti cointestati: da uno pago le utenze, nell’altro passa la mia pensione e lo stipendio di mia moglie: Equitalia può pignorarli tutti e due? Come evitare il pignoramento o limitarlo a un conto solo?

Innanzitutto, il pignoramento da parte di Equitalia non può avvenire dall’oggi al domani: la società di riscossione, infatti, non può procedere a nessun tipo di azione esecutiva prima di 60 giorni dalla notifica della cartella, che ancora, nel caso del lettore, non è avvenuta; durante questo intervallo di tempo si ha la possibilità di pagare il debito, rateizzarlo (sino a 120 rate), o richiederne, quando ricorrono i presupposti, l’annullamento o la sospensione.

Nell’ipotesi in cui, la società di riscossione proceda al pignoramento del conto corrente (che è un pignoramento presso terzi, perché si tratta di crediti del debitore verso un soggetto estraneo al rapporto, ossia la banca), essa richiederà all’istituto di credito di versare quanto da quest’ultimo detenuto per conto del contribuente (sino a concorrenza di debito, interessi e spese d’esecuzione) escluse le somme relative all’ultimo stipendio o pensione, che devono restare obbligatoriamente a disposizione del soggetto.

Trattandosi, peraltro, di conti cointestati, Equitalia dovrà utilizzare la più lunga procedura, quella cioè con l’udienza davanti al giudice dell’esecuzione [1], poiché costituiscono un bene comune indiviso: l’assegnazione al creditore delle somme può dunque avvenire solo dopo la divisione del bene comune, fatto che allunga notevolmente le tempistiche, anche se, nel frattempo, sino all’udienza, i soldi restano bloccati. Il congelamento delle somme può creare senz’altro gravissimi disagi, considerando che nulla impedisce che siano pignorati entrambi i conti correnti, anche contemporaneamente.

Aprire un nuovo conto, anche presso una banca diversa, e far confluire là stipendi, pensioni e risparmi non è, purtroppo, una scappatoia valida: non dimentichiamo che l’Agente della Riscossione può tranquillamente reperire i dati che occorrono dall’Anagrafe Tributaria (alla quale le banche e gli operatori di credito hanno l’obbligo di comunicare mensilmente le giacenze medie di tutti i rapporti intrattenuti col soggetto).

È errato pensare che il rimedio contro l’espropriazione forzata sia lo svuotamento di tutti i conti correnti, e il versamento di pensioni, retribuzioni e risparmi in un conto intestato ad un terzo estraneo al rapporto: si tratterebbe di un rimedio solo temporaneo, poiché – oltre a sussistere l’eventuale reato di sottrazione fraudolenta al versamento delle imposte – il problema si ripresenterebbe alla prima riapertura di un qualsiasi rapporto con un istituto di credito. Senza contare, peraltro, i rischi derivanti dal fatto che le somme risulterebbero nella piena titolarità di un terzo, il quale potrebbe essere anch’esso debitore di altri soggetti.

Senza contare, poi, che l’Agente della riscossione potrebbe decidere di pignorare direttamente alla fonte lo stipendio o pensione: ricordiamo che ne potrà pignorare un decimo, se l’emolumento non supera € 2.500 mensili, un settimo, per le retribuzioni da € 2500 a € 5000, ed un quinto solo sopra i 5000 Euro. Inoltre, nulla impedirebbe altre forme di tutela del credito, come l’iscrizione d’ipoteca ( a seconda dell’ammontare delle somme dovute) o il fermo amministrativo dell’auto.

In conclusione, per evitare il pignoramento, due sono le strade da percorrere: o, tramite l’aiuto di un bravo professionista, verificare se esistono elementi di nullità o invalidità dell’atto, della notifica o della cartella, oppure pagare, in caso di disponibilità scarse, rateizzando il debito (sino a 120 rate). Rimedi e scappatoie rispecchiano, nella maggior parte dei casi, il famoso detto: “Per una falla che si tappa, se ne aprono almeno altre due”.

note

[1] Artt. 599–601 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com

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