HOME Articoli

Lo sai che? Distanze tra edifici: 10 metri, balconi compresi

Lo sai che? Pubblicato il 7 giugno 2015

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 7 giugno 2015

Distanze di sicurezza tra palazzi: il regolamento comunale non può derogare la legge statale del 1968, emanata per evitare che tra gli edifici si realizzino intercapedini pericolose per l’igiene.

Non più di 10 metri, a partire dai balconi: è questa la distanza minima che il nuovo palazzo deve rispettare rispetto all’immobile già esistente di fronte, che presenta pareti con finestre. Diversamente va tutto demolito. E ciò vale anche se il regolamento comunale prevede un differente meccanismo di calcolo della spazio “di sicurezza”, stabilendo che nella distanza minima non vadano considerati i balconi. Infatti, la diversa norma emanata dal Comune non può mai derogare la legge statale [1] dettata per evitare che nei complessi residenziali si formino intercapedini a rischio per l’igiene e la salute dei residenti. Insomma, se la legge statale impone di considerare lo spazio a partire dai balconi, non c’è modo di superarla.

È quanto emerge da una recente sentenza del Tar Campania [2].

Secondo i giudici, lo stop al permesso di costruire scatta anche se il regolamento comunale consente di calcolare il minimo al lordo e non al netto dei balconi.

La distanza minima dei dieci metri può essere calcolata al lordo dei balconi solo quando si tratta di aggetti con una funzione semplicemente decorativa o di piccole dimensioni: ossia non utilizzabili dal proprietario dell’immobile e, quindi, di portata trascurabile. Al contrario è sempre necessario calcolare lo spazio tra i due edifici al netto dei balconi quando le strutture sono invece “vivibili” perché consentono al proprietario di estendere su di esse l’uso dell’appartamento come se ne fossero un prolungamento (si pensi a un balcone che consenta l’affaccio, la sosta ed, eventualmente, il collocamento di arredi, come un tavolino o delle poltroncine).

note

[1] Art. 9 del DM 1444/1968.

[2] TAR Campania, sent. n. 2688/15.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI