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Lo sai che? Rumore del cane che abbaia: in condominio le regole sono ferree

Lo sai che? Pubblicato il 7 giugno 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 giugno 2015

Per i latrati dell’animale lasciato dai padroni nell’appartamento scatta il risarcimento del danno a favore dei vicini di casa disturbati dal rumore.

Che succede se il cane abbaia di continuo e i padroni, magari colpevoli nel lasciarlo più ore solo o, comunque, incustodito, non prendono provvedimenti? Scatta il reato di disturbo della quiete e delle occupazioni delle persone. Infatti, secondo una recente sentenza della Cassazione [1], tutte le volte in cui il continuo abbaiare dell’animale dà fastidio ai vicini di casa e a tutto il circondario non c’è modo di evitare la condanna penale.

Le proteste dei condomini, continuamente disturbati dall’abbaiare dell’animale, inchiodano il padrone del quadrupede se dalle loro testimonianze risulta chiara l’inerzia di chi è tenuto alla sorveglianza del cane che non si è dato pena di porre rimedio al problema.

Il reato di disturbo del riposo e delle occupazioni delle persone tutela i casi i cui il rumore arrechi molestia a un numero indeterminato di persone. Se, invece, il latrato finisce per rendere insonni le notti soltanto di uno o pochi condomini vicini, perfettamente individuabili, si può attivare solo la tutela risarcitoria prevista dal codice civile.

Nel caso di specie a far scattare il reato è stato il comportamento indifferente del padrone dell’animale, non avendolo tenuto sotto controllo. Irrilevante è stata ritenuta la circostanza che il veterinario, incaricato dall’Azienda sanitaria, avesse accertato che il cane era ben tenuto e che i proprietari erano consapevoli circa le corrette modalità della sua gestione ed educazione.

Sono i testimoni a giocare il ruolo decisivo nel processo penale: confermando che i rumori sono continui nell’arco di tutta la giornata, non limitati a una fascia oraria, e sono tali da disturbare l’occupazione, lo studio, la vita quotidiana dei vicini di casa, senza che i proprietari del cane abbiano mai provveduto, pur essendo stati più volte sollecitati, a trovare una soluzione, la condanna non ha vie d’uscite (salva, eventualmente, l’archiviazione per tenuità del fatto).

note

[1] Cass. sent. n. 23944/15 del 4.06.2015.

Autore immagine: 123rf com

Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 17 marzo – 4 giugno 2015, n. 23944
Presidente Squassoni – Relatore Andronio

Ritenuto in fatto

1. – Con sentenza del 25 luglio 2014, il Tribunale di Como ha – per quanto qui rileva – condannato gli imputati alla pena dell’ammenda in relazione al reato di cui all’art. 659, primo comma, cod. pen., per avere disturbato le occupazioni e il riposo di coloro che abitano nelle vicinanze della loro abitazione, non impedendo gli strepiti e gli abbai del loro cane (fino al 18 marzo 2010).
2. – Avverso la sentenza gli imputati hanno proposto, tramite il medesimo difensore, ricorsi per cassazione di contenuto analogo, chiedendone l’annullamento.
2.1. – Con un primo motivo di doglianza, si rileva l’inosservanza dell’art. 2, comma 2, lettera b), n. 2), della legge n. 67 del 2014, la quale delega il governo a trasformare in illecito amministrativo il reato cui all’art. 659 cod. pen. Ad avviso della difesa, tale delega legislativa avrebbe un immediato effetto di depenalizzazione della fattispecie.
2.2. – In secondo luogo, si rileva l’erronea individuazione del tempus commissi delicti, perché non si sarebbe considerato che, secondo i testimoni indotti dal pubblico ministero, i rumori sarebbero cessati nel 2009, con conseguente prescrizione del reato prima della pronuncia della sentenza impugnata.
2.3. – Si denunciano, infine, la manifesta illogicità e la contraddittorietà della motivazione quanto alla valutazione delle dichiarazioni rese dai testimoni della difesa. Non si sarebbe considerato, in particolare, che questi ultimi avevano escluso l’intollerabilità di guaiti del cane e l’inerzia dei proprietari. In particolare, il medico veterinario incaricato dalla Asl aveva accertato che il cane era ben tenuto e che i proprietari erano consapevoli circa le corrette modalità della sua gestione ed educazione; mentre altri testimoni avevano precisato che i rumori riguardavano solo la mattina e il primo pomeriggio, orari nei quali la maggior parte dei condomini dei complesso residenziale erano fuori di casa.

Considerato in diritto

3. – Il ricorso è inammissibile.
3.1. – Il primo motivo di doglianza – con il quale si prospetta l’erronea applicazione dell’art. 2, comma 2, lettera b), n. 2), della legge n. 67 del 2014 – è manifestamente infondato. La disposizione in questione non ha, infatti, l’effetto di depenalizzare le fattispecie incriminatrici previste dall’art. 659 cod. pen., perché reca semplicemente una delega al Governo ad adottare uno o più decreti legislativi in tal senso. L’adozione di tali decreti legislativi costituisce, peraltro, come in ogni fattispecie di delegazione legislativa a norma dell’art. 76 Cost., una mera facoltà e non un obbligo per il Governo; con la conseguenza che potrà aversi la depenalizzazione della fattispecie incriminatrice solo a seguito dell’intervento normativo del Governo stesso (cfr., in senso analogo, Cass. pen., sez. 1, 19 settembre 2014, n. 44977, rv. 261124).
3.2. – Il secondo motivo di doglianza – relativo al tempus commissí delicti – è formulato in modo non specifico. Infatti la difesa non tiene conto, neanche a fini di critica, delle dichiarazioni dei testimoni indotti dal pubblico ministero (in particolare, Conte e Segafredo), dalle quali emerge – secondo la corretta analisi svolta dal Tribunale – che gli stessi hanno percepito i rumori per tutto l’anno 2009. Ne consegue, che se anche la consumazione del reato fosse collocata alla fine dell’anno 2009 anziché, come nell’imputazione, al 18 marzo 2010, la prescrizione – eventualmente maturata alla fine del 2014, ovvero dopo la pronuncia della sentenza impugnata – non potrebbe comunque essere dichiarata, essendo preclusiva in tal senso l’inammissibilità del ricorso per cassazione.
3.3. – Genericamente formulato e anche il terzo motivo di doglianza, relativo alla motivazione della sentenza circa la normale tollerabilità dei rumori e la gestione del cane da parte degli imputati. Quanto al primo profilo, è sufficiente qui richiamare le valutazioni di fatto contenute nella sentenza impugnata – del tutto coerenti e corrette e, dunque, non sindacabili in questa sede – secondo cui, da tutte le testimonianze raccolte, complessivamente valutate, è emerso che i rumori erano continui nell’arco di tutta la giornata e non erano limitati alla sola mattinata e che gli stessi disturbavano l’occupazione, lo studio, la vita quotidiana dei vicini, senza che i proprietari del cane provvedessero in alcun modo, pur essendo stati più volte e da più parti sollecitati. Quanto, poi, alle dichiarazioni rese dall’ispettore veterinario della Asl, le stesse sono irrilevanti ai fini della sussistenza del reato contestato, perché non si riferiscono ai rumori prodotti, ma solo alle generali condizioni nelle quali si trovava il cane. Né dalle stesse è emerso che i proprietari si fossero in qualche modo adoperati per evitare i rumori in questione.
4. – Ne consegue che i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili.
Tenuto conto della sentenza 13 giugno 2000, n. 186, della Corte costituzionale e rilevato che, nella fattispecie, non sussistono elementi per ritenere che «la parte abbia proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità», alla declaratoria dell’inammissibilità medesima consegue, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen., l’onere delle spese del procedimento nonché quello del versamento della somma, in favore della Cassa delle ammende, equitativamente fissata in € 1.000,00.

P.Q.M.

Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di € 1.000,00 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.


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16 Commenti

  1. non ci lamentiamo se il drammatico caso del problema dl randagismo conseguente all’abbandono di animali domestici sopratutto cani, si e aggravato, sopratyutto a causa di paroprietari esasperati dall ossessivo comportamento opprinente ed oostile dei vicini dicasa . Occorre riguardare certe leggi che impediscono ancora oggi negli anni 2000 che gli animali siano tutelati come e giusto che debba essere.Come possiamo condannare un cittadino che abbanadona il suo cane se la prima che dovrebbe essere condannata e la legge italiana?come meravigliarci dei tanti abbandoni che molte volte sono dettati da tanta esasperazione e persecuzione da vicini e altri soggetti che tutto sono tranne che amici degli animali? fate anche leggi che tutelino il soggetto animalista in italia.

    1. francesca luca te lo piazzerei io un cane che ti abbaia tutta la notte dalle finestre di un appartamento seminterrato.poi mi dici se il tuo cervello non va in botta

  2. e certo, invece è giusto che si debbano sopportare i cani che abbaiano grazie a padroni incapaci di gestire l’animale che si prendono a carico!!!!

  3. Ele ceccarelli : La tua affermazione è ignorante (per non usare parole molto meno educate). Chi ha cani deve comunque andare a lavorare, fare la spesa e tante altre cose per cui è costretto ad uscire di casa. E la risposta è sì, bisogna sopportare. Come io sopporto strisciamenti continui di mobili, pianti isterici di bambini capricciosi (e lì sì che è colpa dei genitori), tv fino a tarda notte, senza dire ba… insomma la vita NORMALE di città, se a uno non sta bene si va a rifugiare sul cucuzzolo del Monte Bianco o dove vuole lui e la smette di TORMENTARE i poveri proprietari di cani.

    1. Ciao, bisogna pensare anche a le persone che fanno i lavori fino a notte tardi no??? Svegliarsi ogni mattina con il cane che atataca a abbaiare per ore credo che non e giusto con tutto rispetto per gli animali!

    2. @Stella
      E allora la domanda sorge spontanea: se vai a lavorare e per mediamente 10 su 24 non sei presente in casa, che caxxo te lo prendi a fare il cane?
      La tua risposta invece è in linea con chi difende certi comportamenti.
      Un bambino che piange ha dei problemi e si pone rimedio.
      Un cane che continua ad abbaiare lo fa perché è annoiato e rinchiuso in 4 mura no?
      Le sedie non strisciano di continuo, e me che meno alle 6 del mattino oppure alle due di notte quando tu esci a divertirti con gli amici, e pianti in casa un animale da solo ad abbaiare.
      Forse è il caso di rivedere la tua teoria del cucuzzolo della montagna…mi sa che devi andare tu con il tuo cane e non gli altri.
      Ricorda una cosa: la tua libertà finisce dove inizia la mia.

    3. Stella, non capisco la tua irruenza nei confronti ele. Prova a stare tutte le notti con 4 cani che abbaiano di continuo, vediamo se dopo nomini il cocuzzolo del monte bianco. Anch’io amo gli animali, però non accetto anzi rifletti prima di dire bambini isterici. Credo che sia più lecito sopportare il pianto di un bimbo.

    4. Probabilmente lei e una di quelle a cui non frega nulla dei vicini perché avrà sicuramente animali che disturbano e che puntualmente viene richiamata dal vicinato. Abbassi le ali e si ridimensioni che e nel torto marcio.Bisogna sempre rispettare gli altri prima di tutto e se non si e in grado di tenere in maniera adeguata un animale meglio non tenerlo.E no non e possibile sopportare continuamente un latrato di un cane che viene abbandonato solo!! educazione e rispetto li cerchi nel vocabolario.

    5. L abbaiare di un cane e molto più fastudioso del pianto di un bambino e come la mettiamo con i marciapiedi e giardini sempre sporchi da terzo mondo

  4. Quando il reato é accertato oltre alla sanzione dovrebbe essere previsto l’immediato trasferimento del cane in canile, e l’interdizione ai proprietari di prendere un altro animale.
    E per quelli che non raccolgono gli escrementi dei propri cuccioli dai marciapiedi dovrebbe essere prevista anche la pena accessoria dell’ l’ingestione dei ricordini lasciati dai lori cucciolottini.

  5. E’ mezzanotte di domenica sera, ci dobbiamo svegliare tra 6 ore e mezza e nella terrazza di fianco c’è il cane dei vicini che abbaia ogni 5 secondi….
    Fate voi, a me gli animali piacciono, ma se avessi i padroni davanti in questo momento potrei anche dimenticare di essere una persona civile.

  6. Nel condominio di fronte al mio,che dista 15 m ce un cagnolino di 30 kg. Ogni pomeriggio mentre che stai riposando abbaia questo cagnolino, nello steso tempo la voce si amplifica e non vi dico che tonalita’
    Poi la mattina alle 6,00,mentre che ti stai adormentando
    salti dal letto con uno spavento.
    Al proprietario ce lo detto sapete cosa mi ha risposto: il cane deve abbaiare, alla risposta la mia reazione, che ci stavo rompendo…………….

  7. esiste una tolleranza.il cane soprattutto quello territoriale fa giustamente la guardia ed è suo diritto abbaiare

  8. Se il cane non viene educato dal proprietario vuol dire che è maleducato come il suo padrone il cane deve essere educato e abbaiare solo in caso di pericolo o quando gioca con il suo proprietario. Cane non educato proprietario MALEDUCATO.

  9. Ne ho uno sulla testa, mi sta mandando in frantumi il cervello. I cani nei condomini dovrebbero essere VIETATI

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