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Antenna sul tetto: l’assemblea e la maggioranza

8 giugno 2015


Antenna sul tetto: l’assemblea e la maggioranza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 giugno 2015



Lastrico solare: anche se c’è l’impianto centralizzato non si può impedire al proprietario di installare la propria parabola per la televisione sul tetto di proprietà comune.

L’assemblea non può impedire al condomino di installare, sul lastrico solare di proprietà del condominio, la propria antenna tv: e ciò anche se già vi è un impianto centralizzato. Lo ha chiarito il Tribunale di Milano con una recente sentenza [1] che richiama un principio già affermato, in passato, dallo stesso foro [2].

Dunque, il proprietario che voglia installare una propria parabola sul tetto né deve chiedere l’autorizzazione agli altri condomini (in assemblea), né può, da questi ultimi, essere ostacolato nei lavori. Negare una tale possibilità significherebbe, del resto, menomare il diritto di ciascun condomino all’uso della cosa comune e al pieno godimento della propria proprietà.

Gli spazi comuni del condominio, del resto, posso essere utilizzati da tutti i condomini purché non ne alterino la destinazione e non ne impediscano il pari uso anche agli altri proprietari. E di certo, un’antenna non impedisce che se ne possano montare delle altre, tanto più se già c’è quella centralizzata.

Se mai in passato ci fossero stati dubbi su questo principio, l’ultima riforma del condominio li ha tolti definitivamente, sancendo il diritto, per ciascun condomino, di installare impianti non centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo [3]. I relativi collegamenti fino al punto di diramazione per le singole utenze sono realizzati in modo da recare il minor pregiudizio alle parti comuni e alle unità immobiliari di proprietà individuale, preservando in ogni caso il decoro architettonico dell’edificio.

Se i lavori sul tetto dovessero richiedere modifiche alle parti comuni, l’interessato deve comunicarlo all’amministratore indicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli interventi. L’assemblea può prescrivere adeguate modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell’edificio.

Dunque, l’unico vincolo per il condomino da rispettare è quello di non alterare il decoro architettonico dello stabile, nonché, in generale, la stabilità e la sicurezza dell’edificio.

Nemmeno la presenza in condominio di un impianto centralizzato impedisce dunque al singolo condomino di installarne uno proprio. Solo il regolamento condominiale di natura contrattuale (quello, cioè, fatto firmare a tutti dal costruttore o approvato all’unanimità) potrebbe porre un limite a tale facoltà del condomino [4].

note

[1] Trib. Milano, sent. del 26.02.2015

[2] Trib. Milano sent. n. 11707 del 7.10.2014.

[3] Art. 1122 bis cod. civ.

[4] Cass. sent. n. 26468/2007.

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