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Come prendere il porto d’armi

26 Gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Gennaio 2018



Per utilizzare e detenere legalmente un’arma, per difesa o sport, è indispensabile essere in possesso di determinati requisiti che devono essere debitamente verificati.

Praticare alcune attività sportive, la caccia e la difesa personale sono le motivazioni principali che spingono a richiedere il possesso di un’arma che, per essere detenuta legalmente, necessita di determinate autorizzazioni e visite mediche per attestare l’idoneità del richiedente. I recenti casi di cronaca hanno evidenziato come spesso le armi siano strumento di morte soprattutto se utilizzate in maniera impropria, per questa ragione anche coloro che sono in possesso di regolare licenza sono obbligati a riporre le armi in luogo chiuso, non accessibile ad altri, come ad esempio un armadio chiuso a chiave, in maniera da non potere costituire un pericolo per se stessi e per gli altri.

Il tema dell’acquisto e della detenzione delle armi, principalmente come difesa personale, è oggetto di numerosi dibattiti coinvolgendo da una parte coloro che sono fermamente contrari alla loro diffusione a causa degli innegabili rischi, e, dall’altra, coloro che le ritengono un modo per proteggere la propria incolumità personale, quella dei propri familiari e la proprietà in generale. Come prendere il porto d’armi?

Il porto d’armi

La licenza di porto d’armi è un’autorizzazione amministrativa che permette di acquistare, di detenere e di trasportare, anche fuori dalla propria abitazione, delle armi da sparo o da taglio. Si tratta di un documento di riconoscimento che ha l’aspetto di un libretto, all’interno del quale vengono inserite tutte le informazioni relative al portatore: dati anagrafici, tipo di arma, utilizzo dell’arma, riferimenti medici, data di scadenza.

I termini della licenza si differenziano a seconda del tipo di utilizzo delle armi.

Gli organi che provvedono a concedere il porto d’armi sono la Questura per quanto riguarda le armi corte, come ad esempio pistole o altre armi che non superano i 65 cm di lunghezza, e la Prefettura per le armi lunghe, come ad esempio i fucili da caccia. Per ottenere il porto d’armi è necessario essere maggiorenni e presentare dei requisiti, sia fisici che psicologici, indicati tassativamente dal Ministero della Sanità [1], differenti a seconda che questo venga richiesto per un uso sportivo, di caccia o per difesa personale. In particolare, per la difesa personale è necessario indicare le motivazioni, dettagliatamente spiegate, che spingono alla richiesta di questa autorizzazione.

Come presentare la domanda

La presentazione della domanda, presso la Questura o la Prefettura, in dipendenza della tipologia di arma, può essere effettuata personalmente, per lettera raccomandata con ricevuta di ritorno o in via telematica con posta certificata, deve essere corredata di:

– certificato medico, attestante le condizioni di salute psicofisica del richiedente;

– una fotocopia di un documento di identità valido;

– due fotografie in formato fototessera;

– marca da bollo del valore di 16 €;

– ricevute del versamento delle tasse governative di concessione, effettuato in base all’uso (sportivo, caccia, difesa personale).

La validità del porto d’armi

La licenza del porto d’armi, essendo un’autorizzazione alla detenzione e all’utilizzo di strumenti potenzialmente pericolosi, per sé e la collettività intera, è soggetta a scadenza nel senso che, una volta terminato il periodo di validità, il possessore sarà tenuto a sottoporsi nuovamente a visita medica che evidenzi il persistere di ottimali condizioni di salute psicofisica.

A seconda dell’utilizzo, il porto d’armi avrà una durata differente:

– 6 anni per l’attività venatoria (caccia) e per le discipline sportive quali il tiro a volo,

– 1 anno per la difesa personale.

La validità si estende a 2 anni per le guardie giurate che necessitano dell’arma per svolgere la propria attività lavorativa. In tutti e quattro i casi, al momento della presentazione della richiesta, è necessario produrre la certificazione che giustifica la domanda, ossia l’iscrizione presso il CONI, o a federazioni affiliate, per il porto d’armi ad uso sportivo, l’iscrizione presso associazioni venatorie per il porto d’armi ad uso caccia, l’indicazione delle motivazioni che giustifichino il bisogno di disporre di un’arma per il porto d’armi ad uso personale, infine, la documentazione lavorativa per il porto d’armi relativo alle guardie giurate.

Chi non può richiedere il porto d’armi

Il porto d’armi è una licenza che non può essere richiesta e concessa a chiunque ma, al contrario, esistono delle particolari tipologie di persone che non possono assolutamente presentare la domanda e, qualora la presentassero ugualmente, otterrebbero un diniego.

Non possono richiedere, e dunque ottenere, l’autorizzazione coloro i quali hanno subito una condanna per determinate tipologie di reati che influiscono sull’affidabilità del soggetto richiedente, quali ad esempio i reati violenti o i reati attinenti al porto illegale di armi.

Il porto d’armi per gli ex obiettori di coscienza

Per obiettori di coscienza si intendono coloro che, per una questione etica, all’epoca in cui l’espletamento del servizio militare era obbligatorio, hanno rifiutato l’utilizzo delle armi chiedendo di essere assegnati ad un servizio civile.

Gli ex obiettori di coscienza intenzionati a richiedere il porto d’armi, prima di effettuare la richiesta dovranno inoltrare alla Questura la rinuncia allo status di obiettore, con la quale si dichiara sostanzialmente di avere cambiato idea sul punto, e, a seguito dell’accoglimento, procedere con la domanda.

La licenza di porto d’armi è un’autorizzazione amministrativa che viene concessa per tre tipi di utilizzo, sportivo, venatorio e per difesa personale. Per la concessione, il soggetto dichiarante deve presentare dei requisiti fisici e psicologici, indicati tassativamente dalla legge, depositare la documentazione attestante la propria situazione personale e la tipologia di utilizzo delle armi.

note

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. E’ possibile rinunciare allo status di obiettore di coscienza, ai sensi della normativa vigente
    e, conseguentemente, richiedere il porto d’armi

  2. Solo una puntualizzazione. Il questore , rilasciata autorizzazioni per armi lunghe, mentre il Prefetto per armi corte.

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