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Lo sai che? Enel, bollette salate per illegittima fascia oraria: come ottenere il rimborso

Lo sai che? Pubblicato il 11 giugno 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 giugno 2015

Bolletta della luce: possibile chiedere il rimborso per le migliaia di bollette in tutt’Italia con tariffe più alte del dovuto.

 

Che le fatture delle utenze domestiche siano sempre più care non è affatto un mistero: tuttavia, in molti casi, i costi risultano realmente eccessivi in rapporto ai consumi effettuati. Attenzione: il problema potrebbe non dipendere dall’aumento dei prezzi o dalle imposte, ma da un errore nell’applicazione della fascia tariffaria.

Sbagli di questo genere sono sempre più frequenti: in particolare, nella gran parte dei casi viene applicata la tariffa per utenze domestiche non residenti, che comporta dei costi notevolmente più elevati rispetto a quelli applicati ai clienti residenti.

Il problema nasce perché l’Enel, effettivamente, non conosce la reale residenza dell’utente: difatti, l’Ente, nelle condizioni generali di contratto, informa che, in caso di nuovo allaccio, l’utente ha cinque mesi di tempo per autocertificare la residenza nell’immobile oggetto della fornitura ed inviare la dichiarazione; nel caso di mancato ricevimento della comunicazione, Enel Servizio Elettrico, o Enel Energia, inoltra un invito a provvedere, lasciando altri 30 giorni di tempo. Se nemmeno entro tale termine viene inviata la documentazione, viene applicata la tariffa più alta, pur essendo residenti.

Come verificare se sono stati addebitati importi più alti del dovuto?

Bisogna guardare, all’interno della bolletta, se, sotto il riquadro “Dati fornitura”, è presente la voce “Uso domestico non residente con Tariffa D3 bioraria”: in questo caso, se si risiede presso l’immobile oggetto del servizio, abbiamo la certezza che sia stata applicata una fascia di costo più alta del normale, indebitamente.

Dovremo allora, innanzitutto, inviare una comunicazione all’Enel (anche via fax) richiedendo l’applicazione della fascia residenziale corretta, la D2, inviando, logicamente, i documenti o l’autocertificazione attestanti l’effettiva residenza nell’immobile. Ricordiamo, però, che la tariffa D2 è accessibile solo nel caso in cui la fornitura non sia superiore ai 3 kw; di conseguenza , prima d’inoltrare la richiesta, sarà necessario verificare a quanto ammontano i kw dell’utenza.

Inoltre, in una recente nota informativa, l’Enel ha reso nota la possibilità di richiedere rimborsi retroattivi di quanto indebitamente pagato in più, sino a 10 anni: in questo caso, saranno rifatturati gli importi con la tariffa corretta, e verranno dunque accreditate le differenze.

Una volta inviata la richiesta di applicazione della fascia D2, assieme all’eventuale domanda di rimborso retroattivo, dovremo verificare se, nella bolletta successiva, è stata inserita la tariffa esatta, e dovremo attendere, per quanto riguarda i rimborsi, le rispettive note di credito: in caso negativo, bisognerà inviare un reclamo scritto al fornitore.

Ad ogni modo, non sempre il divario tra gli importi è ingente: nelle ipotesi di consumi alti, difatti, le differenze vanno quasi ad azzerarsi.


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4 Commenti

  1. Purtroppo è successo anche a me quando ho cambiato casa, ma nonostante io avessi comunicato il cambio di residenza nelle modalità previste, enel continuava a mandarmi le bollette da non residente, molto più care. Così dopo varie peripezie ho deciso di cambiare fornitore con edison.

  2. E successo anche a me. Ho contestato le fatture e richiesto un nuovo conteggio. Ho perfino ricevuto “minacce” dal loro recupero crediti per mancato pagamento dell’ultima bolletta. Dopo diverse peripezie pare sia riuscito ad ottenere la tariffazione corretta. Per ora mi sono arrivate due fatture con zero da pagare e indicazione di rimborsi. Attendo l’arrivo della prossima fattura.

  3. Fasce orarie non esistono sono finte ho controllato x 1 mese . Non da dimostrare perché dovresti chiamare un tecnico autorizzato a pagamento ogni fascia .

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