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Notifica cartella: deposito al Comune nullo senza tentativo in ufficio

11 Giugno 2015


Notifica cartella: deposito al Comune nullo senza tentativo in ufficio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Giugno 2015



Equitalia: il postino o l’ufficiale giudiziario, prima di effettuare il deposito presso la Casa Comunale, deve tentare la notifica presso il luogo di lavoro del dipendente.

Notifiche di cartelle Equitalia: ecco una sentenza davvero interessante per chi non è solito ritirare la posta (per volontà, distrazione o per protratte assenze da casa) e, puntualmente, subisce le notifiche attraverso il deposito del plico presso il Comune. Tale modalità di notifica – ha appena stabilito la Cassazione [1] – è illegittima se prima il postino o l’ufficiale giudiziario non tentano di consegnare l’atto nel luogo di lavoro del contribuente. E ciò vale sia che si tratti di lavoratore autonomo che di dipendente. A una sola condizione però: che il Comune ove si trova la residenza e quello ove si trova il posto di lavoro sia lo stesso.

Si tratta di un importante chiarimento, quello offerto appunto ieri dalla Suprema Corte, che denuncia un vizio tipico degli uffici postali: quello di trattare in modo molto sbrigativo le notifiche di atti a volte “vitali” per i contribuenti come le cartelle esattoriali di Equitalia.

Si può allora bloccare il pignoramento, avviato dall’Agente per la riscossione se prima di depositare la cartella di pagamento presso la Casa Comunale il fisco non ha tentato, almeno una volta, la notifica presso l’ufficio del contribuente ubicato nello stesso Comune del domicilio fiscale, dove il destinatario dell’atto lavora come lavoratore subordinato o assimilato: la legge infatti non fa distinzioni tra lavoratori autonomi e dipendenti, per cui l’ufficio del dipendente non rileva solo nel rapporto interno fra il lavoratore e l’azienda, ma interessa anche l’amministrazione finanziaria e, quindi, Equitalia.

Insomma, il postino che non trovi nessuno a casa, non può sbarazzarsi del plico lasciandolo alla Casa Comunale, ma deve prima verificare dove il contribuente potrebbe trovarsi in quel momento e, a tal fine, il luogo di lavoro è di certo il primo posto dove guardare. Notificando la cartella di Equitalia all’ufficio è assai probabile trovare proprio là l’interessato che, in tal modo, riceverà tempestivamente l’atto.

Secondo il ragionamento della Suprema Corte, il deposito dell’atto impositivo presso il municipio può avvenire soltanto quando nel Comune dove deve avvenire la notifica non vi sia un’abitazione, un ufficio o un’azienda del contribuente. Diversamente, Equitalia o qualsiasi altra amministrazione fiscale (come l’Agenzia delle Entrate) deve eseguire tutta la procedura ordinaria prevista dalla legge [2].

Per “ufficio” del destinatario, infatti, non deve intendersi soltanto la sede che il contribuente ha aperto per svolgere i suoi affari, come ad esempio lo studio del professionista, ma anche quello presso cui il destinatario dell’atto impositivo svolge lavoro subordinato, ancor di più se alle dipendenze di una pubblica amministrazione (non ci sono differenze fra settore pubblico o privato).

note

[1] Cass. sent. n. 12005/15 del 10.06.2015.

[2] Artt. 137 e ss. cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


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