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Risarcito l’incidente con l’auto personale in missione per servizio

11 giugno 2015


Risarcito l’incidente con l’auto personale in missione per servizio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 giugno 2015



Inail: utilizzo del mezzo proprio di trasporto per missioni collegate a ragioni di lavoro e risarcimento danni in caso di sinistro stradale.

Stai usando la tua automobile per motivi di servizio (missioni lavoro) e temi che, in caso di incidente stradale, nessuno ti rimborsi? Non è così, almeno in presenza di alcune condizioni. L’Inail ha appena emesso una circolare [1] con cui chiarisce le ipotesi di risarcimento dei danni all’autovettura di proprietà del dipendente che è stato autorizzato all’uso del proprio mezzo di autotrasporto. La nuova disciplina, che sostituisce integralmente la precedente, si applicherà a partire dal prossimo 15 giugno 2015. Vediamo, in particolare, cosa cambia.

L’Inail risarcirà i danni all’autovettura di proprietà privata, il cui uso è autorizzato al dipendente per ragioni di servizio, a condizione che il sinistro sia avvenuto nel tempo strettamente necessario all’espletamento della mansione lavorativa. Dunque dovrà essere verificato che vi sia un rapporto di causa-effetto tra la missione espletata dal dipendente e il sinistro capitatogli.

Le proprietà dell’automobile danneggiata

Il mezzo incidentato potrà essere indifferentemente di proprietà:

– del dipendente stesso;

– del suo coniuge a condizione che vi sia regime di comunione dei beni. Nell’ipotesi, invece, in cui tra i due vi sia la separazione dei beni, è necessario che marito e moglie abbiano sottoscritto un contratto di comodato d’uso con data anteriore a quella di autorizzazione all’uso dell’autovettura da parte dell’azienda e già in possesso dell’Inail all’atto dell’autorizzazione;

– di altro parente entro il primo grado (figlio, genitori): anche in questo caso è necessario il contratto di comodato d’uso esclusivo con data precedente a quella di autorizzazione all’uso della autovettura stessa e già in possesso dell’Istituto all’atto dell’autorizzazione.

L’auto potrebbe anche essere in comproprietà:

– con il coniuge in regime di separazione dei beni;

– con altri componenti del nucleo familiare, risultanti dallo stato di famiglia.

Condizioni per ottenere il risarcimento del danno

Affinché si possa ottenere l’indennizzo è necessario che ricorrano i seguenti presupposti:

– l’incidente deve essersi verificato per motivi ed in occasione di lavoro (sarà necessario il riscontro del foglio di viaggio, ecc.);

– vi deve essere stata l’autorizzazione a usare l’autovettura di proprietà in epoca anteriore al sinistro;

– meglio far intervenire le autorità di Polizia perché redigano eventuali rapporti;

– si dovrà aver cura di farsi rilasciare le fatture in originale o in copia autentica delle spese sostenute per la riparazione dell’auto;

– il dipendente dovrà rilasciare una dichiarazione di non aver ottenuto il risarcimento del danno da alcuna compagnia di assicurazione;

– potrebbero essere disposte eventuali indagini ispettive.

Ovviamente il risarcimento non scatterà in presenza di comportamenti dolosi da parte del dipendente o gravemente colposi. L’indennizzo è altresì escluso in presenza di atti di vandalismo o di imperizia nella guida dell’autovettura (si pensi agli urti durante le manovre di parcheggio).

note

[1] Inail, circolare n. 54/2015.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Buongiorno,

    Letto il caso dell’incidente in trasferta con auto propria. A chi si deve indirizzare la pratica per la richesta di Indennizzo? All’ INAIL di residenza? Alla propria azienda?
    Grazie
    Distinti Saluti
    Francesco Nicolazzo

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